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Cure termali
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Titolo:
Cure termali |
Autore:
Valiossi |
Contatto:
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Racconto
n° 1805 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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E’ stato un weekend fantastico… Tre giornate splendide in un albergo da sogno sul Canal Grande: cene prelibate a lume di candela in lussuosi ristoranti, concerti di musica classica allo storico teatro “La Fenice”, qualche visita ai raffinati musei della città. Mi è costato caro, è vero, un intero stipendio per la precisione, ma è stato un sacrificio che ho fatto volentieri per la mia Valentina, che si è laureata la settimana scorsa in Scienze Politiche con il massimo dei voti a soli 24 anni. L’ultimo periodo è stato un po’ difficile per noi: tra impegni, scadenze, lavoro, stress da studio ci siamo un po’ allontanati, non avendo più il tempo per starcene un po’ da soli. Proprio per questo ho deciso di regalarle questo piccolo viaggio da favola come regalo, per ritrovare i nostri ritmi, la nostra intimità. Purtroppo adesso il sogno volge al termine e sono sulla strada del ritorno verso casa; come vorrei che si prolungasse all’infinito, come vorrei averla ancora per me e non doverla riaccompagnare dai suoi! Poi, all’improvviso, un cartello lungo la strada si trasforma in una illuminazione. Mi viene in mente che una volta sono stato già da queste parti, con degli amici. Ci sono delle sorgenti termali con accesso libero qui vicino: quale modo migliore di concludere questo viaggio dedicato al relax se non con un bel bagno rilassante nelle acque termali calde, in piena notte? Valentina accetta volentieri la mia idea ed io esco dall’autostrada per prendere una piccola strada provinciale che in pochi chilometri ci porta nei pressi del luogo. Imbocco non senza difficoltà una strada sterrata che ci porta proprio a due passi dalle sorgenti e parcheggio la macchina in uno spiazzo improvvisato. E’ un posto davvero bello, specialmente a questa ora tarda, con una debole luna che rischiara languidamente lo scenario, i vapori che si alzano lenti dalle vasche, le luci lontane delle abitazioni, il cielo nero cosparso di stelle. Non vedo l’ora di immergermi nell’acqua calda e rilassarmi in compagnia di Valentina, mentre l’aria fuori è gelida. E’ tardi, quasi mezzanotte, le vasche sono vuote e il posto è deserto, ad eccezione di un paio di camper parcheggiati poco distanti da noi: turisti, forse tedeschi, che si accampano qui per qualche giorno approfittando della possibilità di fare cure termali gratuitamente. Nessuno di noi due naturalmente indossa il costume da bagno ma io cerco di convincere Valentina a non dare troppa importanza a questo piccolo particolare e a superare il suo comprensibile imbarazzo immergendosi con la biancheria intima. In fondo il posto è buio ed isolato, i camperisti per oggi sembrano già sazi di bagni, e a quell'ora si sono già ritirati all’interno dei rispettivi camper. Così cominciamo a spogliarci: io resto in boxer infilandomi il giaccone pesante per compiere il tragitto che separa la macchina dalle vasche. Valentina ha qualche difficoltà in più: infatti siamo stati a cena fuori ed è ancora vestita in modo molto elegante. Mi godo quindi un vero e proprio spogliarello, anche se vissuto all’interno della macchina. In pochi secondi si libera del maglione e della camicetta, poi slaccia la cerniera su l fianco della gonna e la sfila. Infine toglie gli stivali e le calze eleganti. Anche lei rimette il cappotto e per paura del terreno accidentato infila di nuovo anche gli stivali. Ci siamo: qualche metro più in là ci aspetta la vasca bollente. Chiudo la macchina e corriamo verso l’acqua. Ci togliamo i cappotti velocemente e Valentina si libera degli stivali che sistema con cura sul bordo della vasca. Poi, finalmente, ci immergiamo. La vasca è poco profonda, quasi quanto quella cui siamo abituato in un appartamento, e quindi per stare al caldo bisogna starsene semidistesi, appoggiando le spalle al bordo della vasca. Comincio subito a massaggiare le spalle di Valentina, che mi lascia fare. La sua inconsapevole bellezza la rende eccitante, la pelle sembra seta sotto i raggi della luna e le mie mani, aiutate dal calore dell’acqua, scorrono sul collo, sulla nuca, sulla schiena. Il reggiseno è un fastidioso ostacolo che tento di sfilare in un istante. “No, Valerio, che fai!” protesta timidamente Valentina. Ma io cerco di tranquillizzarla: “Dai, siamo solo io e te, non vedi che non c’è nessuno?” e contemporaneamente le sfilo il prezioso reggiseno, appoggiandolo sul prato vicino. Lei è scossa da un brivido piacevole e si immerge ancora di più nell’acqua, mentre io passo ad accarezzarle le gambe, con un’idea che si sta facendo più precisa nella mia mente. In un attimo sono prossimo ai suoi fianchi, ed afferro i lembi delle sue mutandine iniziando a tirarle verso di me… “Dai, smettila, se viene qualcuno…” sussurra timidamente sottovoce, come se avesse paura che qualcuno possa capire quello che sto facendo. Ma io non mi fermo e, d’altra parte, lei non si oppone con troppa forza, anzi, si direbbe che lotti come una che in fondo non vuole vincere… Pur essendo timida, solitamente cerca sempre di scrollarsi di dosso l’apparenza di brava ragazza, tutta casa e studio che tutti conoscono. Vuole dimostrare a sé stessa - e a me - di essere una donna, di saper essere libera, disinibita, seducente, anche a costo di accontentare qualche mia piccola insistenza. Così riesco a sfilarle anche gli slip e, dopo aver preso con l’altra mano il reggiseno inizio a giocarci, a rotearli sopra le nostre teste finche non li lancio lontano nel prato. Adesso la mia ragazzina è tutta nuda ed i suoi occhi si fanno umidi di malizia accendendosi di una luce sbarazzina. La bacio sulle labbra, abbagliato dalla sua bellezza e quasi incapace di violare il suo corpo nudo che io sento "sacro". All'improvviso dei fari vengono a violare questo idillio: due automobili giungono rumorose dalla sterrata e si parcheggiano a fianco alla nostra. Valentina mi guarda smarrita: “Oddio, sta arrivando gente!!! Te l’avevo detto…” Mi sento in colpa ma non posso fare nulla per recuperare la sua biancheria, dispersa chissà dove sul prato, al buio, sperando che i visitatori non si fermino qui, o che almeno si immergano in un'altra vasca. Un gruppo di amici chiassosi scende dalle macchine: qualcuno si avvicina alle vasche per toccare l’acqua mentre altri già si cambiano. Spero che ci lascino soli ma sento alcuni di loro dire che le altre vasche sono più fredde. Sono quattro ragazzi e due ragazze, tutti toscani a giudicare dall’accento. A differenza di noi due, hanno organizzato bene la serata alle terme e sono provvisti di accappatoi e costumi da bagno. In pochi secondi sono pronti ad immergersi accanto a noi. Per la verità sono gentili e ci salutano. “Salve, buonasera, com’è l’acqua?” Anche se è buio e la debole luce lunare non è sufficiente per illuminare la vasca, Valentina si immerge nell’acqua sino al collo, rannicchiandosi vicino a me e lasciando solo la testa a pelo dell’acqua. I sei amici ridono e scherzano, accendono un paio di candele ed aprono anche una bottiglia di vino, offrendoci anche dei bicchieri per berne un sorso anche noi. Valentina è come bloccata dall’imbarazzo di trovarsi in uno spazio così ristretto, così vicino a degli sconosciuti e per di più nuda e sono io a cercare di far finta di niente e ad accettare i bicchieri, ringraziando e scambiando qualche parola. In ogni caso la tanto agognata solitudine si è spezzata… La vasca è piccola e ci ritroviamo tutti in cerchio, appoggiati al bordo. Valentina fa finta di niente e per sciogliersi un po’ assaggia il vino offerto. Dopo qualche minuto i nostri visitatori cominciano a farsi dei massaggi l’un l’altro, sulle spalle. Uno di loro è fisioterapista, mi sembra di aver capito, mentre un altro racconta di aver fatto un corso di tecniche di massaggi orientali, o forse in acqua, non so bene. L’atmosfera è scherzosa ed alla mano e così non mi meraviglio che dopo qualche minuto uno di loro ci chieda se anche noi vogliamo provare il massaggio. Nello spazio ristretto si avvicina a Valentina. Il centro della vasca è un groviglio di gambe… “Di chi è questo piede?” “Veramente sarebbe mio…” risponde un po’ stizzita Valentina ritraendolo verso di sé. “Se il tuo ragazzo non è geloso ti faccio provare un massaggio speciale ai piedi che è una favola!” e, senza neanche aspettare la sua risposta afferra le sue caviglie ed inizia a massaggiare le piante dei piedi. Forse dovrei dire qualcosa io ma non mi va di passare per quello geloso né ho voglia di fare scenate per così poco. Lui continua a massaggiare i polpacci e i piedi della mia ragazza ed effettivamente deve essere bravo perché lei dopo un minuto dimostra di apprezzare, rilassandosi ed appoggiando la testa sul bordo vasca, gli occhi semichiusi, l’espressione compiaciuta. “Come ti chiami?” le chiede. “Valentina” “Guarda cosa ti faccio vedere…” le dice, e la trascina verso il centro della vasca. Io la vedo allontanarsi da me un po’ preoccupata. Un altro ragazzo le si avvicina ed inizia a massaggiarle la nuca. E’ come se io non ci fossi, forse dovrei dire o fare qualcosa… In pochi secondi si ritrova al centro della vasca mentre molte mani le accarezzano le caviglie, i piedi, le spalle, la nuca, la schiena. Poi improvvisamente la sollevano di poco ed i suoi seni emergono dall’acqua come turgide colline. Valentina tenta istintivamente cerca di coprirsi ma il suo segreto ormai è svelato. Molte mani, silenziosamente, sfiorano il suo corpo e lei eccitata non riesce a resistere, a districarsi da quella morsa, da quell'abisso nel quale i suoi sensi la stanno facendo precipitare. Abbandona le sue gambe nelle mani di due ragazzi mentre un altro si sdraia dietro di lei, e lei appoggia la sua schiena sul suo torace mentre lui la abbraccia, stringendole i seni e stuzzicandole i capezzoli, ormai turgidi. Saranno i vapori, sarà il vino, saranno le emozioni, la gelosia, il senso di impotenza ma io non so cosa fare, come reagire. Uno di loro si china su di lei e la bacia sulla bocca, qualcuno le bacia i seni, qualcuno si dedica alle gambe e poi sale verso i fianchi, il sedere, il pube. Il massaggio si trasforma in masturbazione e Valentina allarga le gambe eccitata e gode. Fumi, vapori, calore… La vedo girarsi, muoversi, mi sembra ora di vederla abbracciata ad un altro, poi intuisco i movimenti lenti, ritmici del suo corpo: qualcuno è entrato dentro di lei!!! Lui è appoggiato al bordo della vasca, seduto, e lei è sopra e mi volge la schiena nuda, bagnata. La vedo sobbalzare, salire e scendere nell’acqua assecondando i movimenti violenti di lui e gemere, dapprima piano, poi in modo più profondo. Uno dei ragazzi approfitta della sua eccitazione e si alza in piedi offrendole il membro eretto proprio all’altezza della sua bocca. Lei lo afferra avidamente tra le sue labbra. Mi avvicino a lei che mi guarda senza interrompersi. E' evidente che vedermi assistere al suo erotismo la eccita ancora di più e la spinge ad aumentare il ritmo. In questo momento è solo corpo, solo materia, solo ricerca del piacere, non c’è spazio per le inibizioni, sensi di colpa, pudori. E’ l’emergere dell'istinto animale del suo spirito, qualcosa che sa di terra, di sudore, di sesso, qualcosa che di solito reprime, inibisce, condanna. Tutte le contraddizioni di una educazione borghese esplodono come una bolla di sapone lasciandola in preda all’estasi dei sensi. La vasca delle terme si è trasformata nel teatro di un’orgia che la vede assoluta protagonista. In questo momento lei non è lei, le leggi e le convenzioni di tutti i giorni non contano: vuole solo godere come mai prima d’ora, come se volesse liberarsi. Io la guardo stordito, cercando una spiegazione al suo comportamento, tentando di trovare un senso, di pensare a come ricostruire il nostro rapporto da domani. O forse è tutto già finito e la ragazzina che amavo non esiste più. Le sue urla di piacere, continue e interminabili, mi riportano alla realtà, mentre un tremendo orgasmo la scuote lasciandola in preda a incontrollabili brividi di piacere.
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