|
|
|
Chiavistello
|
|
|
Titolo:
Chiavistello |
Autore:
Charlie m. |
Contatto:
|
Racconto
n° 1828 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
La porta era socchiusa e quando una porta è socchiusa significa che sei invitato a spiare. Ho paura delle porte socchiuse: ti costringono a guardare dall’altra parte ma non ti avvisano su cosa c’è. La porta era allora socchiusa e siccome le porte socchiuse invitano alla visione, mi misi a sbirciare. Vedevo rosso, tanto rosso, lenzuola rosse, tende rosse, una stanza rossa e un letto e due persone. Un uomo e una donna. La donna aveva addosso un reggiseno nero e nient’altro ed era adagiata sul letto rosso e l’uomo la copriva per metà. Che starà facendo? Ah, ecco, l’ha legata allo scheletro di ferro del letto. Ma perché l’avrà legata? Adesso è sceso dal letto ed ha fatto il giro… è arrivato dall’altra estremità e sta legando anche i piedi della donna. Poi porta un pezzo di seta nero sugli occhi e la figura femminile diventa quasi una sagoma interte. Lui è nudo e la accarezza, passa le nocche della mano sulle braccia, sui seni, ed io riesco a spiare tutto questo da una sottile striscia verticale lasciata aperta ad invitare. Diamine, mi sta venendo un’erezione… e tremo tutto, madonna come tremo, perché ho il terrore di essere scoperto e ho la voglia di essere scoperto. Lui sale sul letto ed inizia a cavalcarla. Ma non dovrebbe essere il contrario? Non dovrebbe essere lei a cavalcare lui? Ah, già, la donna è bendata e legata. Il pene di quell’uomo sprizza virilità da tutti i pori, la ragazza lo sente e lo chiede, cerca di averlo in bocca ma lui fa l’indifferente e continua a succhiare miele dai suoi capezzoli. Ad un tratto la porta si chiude sbattendo. Il rumore avrà sicuramente fatto sobbalzare i due individui nella stanza, ma io non lo so, non riesco a vedere perché la porta è chiusa. Ma c’è il buco della serratura! Mi chino verso la parte di ottone del passaggio di legno e scruto le due figure intente ad amoreggiare. Sono tutt’e due nudi, lei si agita perché non vede niente e non può fermarlo in quanto legata, mentre lui ad ogni rantolo si eccita maggiormente e la domina e la sbatte. La penetra, la domina, la massacra e la sbatte. E io, che tremo come un matto, che vibro di paura e desiderio, che cerco di coprire il mio membro eretto che si fa strada sotto il pigiama, apro la porta. Tutto nero. Il letto, le lenzuola, le tende. Due figure: mia madre e mia sorella che dormono in silenzio.
|
|
|
|