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Il pennello
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Titolo:
Il pennello |
Autore:
Alice |
Contatto:
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Racconto
n° 183 |
Altri
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Era ormai già da una settimana che non lo vedevo, ed ero impaziente di risentire il peso del suo corpo nervoso sopra al mio. Ma quanto tempo poteva impiegarci ad arrivare a casa mia? Mi misi distrattamente a guardare la tv...vidi la pubblicità di un amaro che mi colpì:un uomo intingeva in un bicchiere contenente un liquido nero un pennello, per poi usarlo per fare dei disegni sulla schiena alla bellona di turno. Questa scena fece accendere una lampadina nella mia fantasia erotica. Mi diressi verso la cucina, riempii un bicchiere di acqua e cubetti di ghiaccio e scelsi un pennello dall'estremità grossa, ma che finiva con una punta sottile. Nascosi il tutti sotto al letto. Finalmente squillò il campanello ed entrò lui, biascicando la solita scusa, a cui però io non feci caso, presa com'ero dall'idea di cosa sarebbe avvenuto di lì a poco... Lo trascinai in camera mia e, spingendolo con decisione sul letto, gli sussurrai che avevo una sorpresa per lui, ma che prima avrei dovuto legarlo e bendarlo. Si sdraiò e docilmente mi lasciò fare. Mi spogliai completamente e feci altrettanto con lui. Presi una sciarpina di seta blu e gli bendai gli occhi, mentre con un foulard rosso gli congiunsi i polsi al di sopra della testa.. Mi misi a cavalcioni sopra di lui, mi chinai a baciarlo avidamente a con passione strusciando i miei capezzoli sul suo petto. Smisi di baciarlo e afferrai il bicchiere. Feci tintinnare i cubetti tra loro e sgocciolai leggermente la punta del pennello contro il bordo del bicchiere. Lo posai sulla sua fronte, poco più in basso dell'attaccatura dei capelli, e iniziai a disegnare i lineamenti del suo viso. Passai il pennello sulle sue sopracciglia, sugli zigomi, sul mento e sulle labbra. Seguivo la traccia lasciata dal pennello con le mie dita o con le mie labbra, andando a sfiorare, leccare e toccare ogni centimetro del suo viso. Scesi poi lungo il collo fino ad arrivare al punto di incontro delle clavicole. Del suo corpo questo è il punto che preferisco, perchè la pelle ci forma una piccola conca poco profonda, ma molto sensuale. Ci feci gocciolare un po' d'acqua per poi berla avidamente passandoci più volte la lingua sopra. Ogni tanto riimmergevo il pennello nel bicchiere per mantenerlo alla giusta temperatura. Andai a pennellare i suoi capezzoli che immediatamente si indurirono e ne presi uno in bocca, passandoci sopra ora la punta della mia lingua, ora la punta del pennello. Scesi pennellando tutta la pancia fino all'inguine. Presi in mano il suo sesso, che era già teso e gonfio, e iniziai meticolosamente a disegnare ogni sua piccola parte, ripassando la sottile striscia bagnata lasciata dal pennello con un'altra striscia bagnata, lasciata dalla mia lingua. Passai attentamente il pennello sulla della cappella, per poi dirigermi verso le pieghe laterali e spingendomi in basso, verso i suoi testicoli...Sotto quella carezza il suo cazzo tremò leggermente ed ebbe un sussulto verso le mie labbra. Lo inghiottii completamente, spingendolo sempre più in fondo alla mia gola. Ogni volta che me ne distaccavo cercavo subito di farlo penetrare ancora più profondamente, fino a sentirmi soffocare, fino a sentire le lacrime agli occhi. Sentivo i suoi gemiti di godimento al di sopra della mia testa aumentare di intensità, per cui smisi di succhiarglielo perchè non volevo ancora che venisse. Riportai la mia attenzione e il mio pennello bagnato tra le sue cosce. Passai ripetutamente la punta del pennello sull'inguine seguita dalla mia lingua calda. Gli presi in bocca un testicolo e lo succhiai lentamente per poi continuarlo a leccare sempre più verso il basso... Passai lingua e pennello ovunque, senza tralasciare nessuna zona del suo corpo, nessuna porzione di pelle, nessun piccolo muscolo. Tutto venne leccato, bagnato dall'acqua gelida o dalla saliva vischiosa, lisciato ed eccitato. Passavo la mia lingua sul suo corpo con cura e meticolosità, come fanno le gatte coi propri piccoli, solo che il centro del mio interesse era solamente il suo cazzo, duro, grosso e teso. Mi accorsi di essere completamente bagnata e che mai come allora avevo desiderato sentirlo entrare in me. Abbandonai bicchiere e pennello per terra e gli andai sopra. Afferrai con una mano il suo cazzo e lo feci entrare lentamente nel mio corpo. Mi scivolò dentro facilmente, fino in fondo, aiutato dalle dagli abbondanti liquidi prodotti dalla mia voglia. Iniziai a muovermi lentamente, sentendo il cazzo sbattermi in fondo al corpo, provocando forti pulsazioni che salivano fino a raggiungere la mia testa. Sentii dai suoi gemiti che stava per venire e aumentai il ritmo dei miei movimenti. Sentii l'orgasmo che stava arrivando, intenso e terribile. Un'ondata di piacere si stava propagando attraverso tutto il mio corpo, un intenso calore divampò e venni scossa da un violento fremito. Un liquido caldo e denso colò dentro di me riempiendomi completamente. La stanza cominciò a girare e scomparve, persi ogni contatto con la realtà, sentivo solo solo un grande, immenso piacere impossessarsi di me. Mi accasciai sfinita su di lui. Non volevo aprire gli occhi, non volevo fare niente, non volevo tornare alla realtà. Volevo solo rimanere in questo stato di limbo, di semi incoscienza, di sogno... Fu lui a riportarmi pian piano di nuovo alla realtà, dolcemente, accarezzandomi la schiena e baciandomi la e labbra. Adoro questo suo prendersi cura di me, dopo. Mi accarezza i capelli e la pelle, mi bacia il viso e le mani... -Sai che all'inizio non avevo capito con che cosa mi stavi accarezzando?-mi sussurra con un sorriso. -Ah no? E come l'hai capito?- -Ho barato un po'. Ho sbirciato sotto la benda- mi risponde sghignazzando. Faccio finta di arrabbiarmi un po' solo per sentire la stretta forte delle sue mani attorno ai miei polsi. -La prossima volta starò attenta a legarti meglio!- -Quale prossima volta?- mi chiede rincominciando a baciarmi sulla schiena...
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