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Sold out
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Titolo:
Sold out |
Autore:
Clio |
Contatto:
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Racconto
n° 1853 |
Altri
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Ti guardo e sorrido radiosa nella mia mise da sera: un abito rosso lungo mi disegna ed esalta la silhouette, i capelli raccolti offrono il collo a una collana di brillanti e a un paio di orecchini che valgono una fortuna. Sono la tua vetrina, ci esibisci come un mercante in fiera. Sei perfetto nel tuo smoking di alta sartoria, algido, austero, sorrido e penso agli unici momenti in cui perdi il controllo di te, quando sei nel mio letto, tra le mie gambe, nel mio baricentro, come lo chiami tu.
Ti ho amato tantissimo, sorpresa dapprima dal tuo interesse, stupita dalla tua irruente determinazione, lusingata dal volermi al tuo fianco, la tua compagna come sei solito presentarmi. Lo ammetto, sono stata affascinata dal tuo potere, dalla tua capacità innata di muovere uomini e cose e poi... ci si abitua così facilmente alla ricchezza, al punto di pensare che non è poi così importante per essere felici, sciocca donna... Sono arrabbiata con me stessa, ho rinunciato al bene più prezioso che avevo: la libertà e sono diventata tua, come un’azienda, come un conto in banca, come…
Ti faccio l’amore ogni volta che lo vuoi, come lo vuoi: oramai conosco a memoria il tuo corpo e quello che ti piace. Indosso la lingerie nera in seta, culotte morbide che ti permettono di toccarmi, titillarmi, penetrarmi con le dita alla ricerca del mio nettare che succhi avidamente, il reggiseno è a balconcino, alza ed esalta il mio seno che ti piace far uscire per giocare con i miei capezzoli muovendoti su di loro come se stessi aprendo la cassaforte del tuo studio, numero dopo numero, rotazione dopo rotazione per comporre l’intera combinazione. Di solito indosso il kimono in seta che mi hai portato dal tuo ultimo viaggio e che ti piace tanto.
Mi muovo sul tuo corpo: un bacio alla base della nuca e poi giù vertebra dopo vertebra fino ad arrivare al tuo fondoschiena, al tuo baricentro posteriore sul quale mi soffermo con maestria titillandolo, leccandolo, stimolandolo. Mi piace vederti aprire leggermente le gambe, invitarmi ad andare oltre, a giocare a possedere il tuo corpo con le mie dita. Scendo lungo le gambe per arrivare ai tuoi piedi dei quali succhio avidamente le dita, ti prendo simulando un amplesso, eccitante anteprima di quello che sarà. Mi eccita la tua eccitazione, il mio corpo risponde automaticamente e si scollega dalla mia mente: divento una macchina da guerra e cerco il mio piacere insieme al tuo. Ti giro, sei molto eccitato, mai dirti che sei un soldatino sull’attenti, magari un generale…
Ti prendo nella mia bocca generale, sono il tuo attendente, mi dedico a te e al tuo piacere, mi nutro dei tuoi gemiti, ti porto sempre più in alto fino a quando sento che il tuo piacere sta per arrivare e allora, come per magia, quella bocca si trasforma in vagina, una vagina che scende su di te, sopra di te, ti avvolge, ti stringe, ti prende…
Ti guardo mentre articoli parole senza senso, sento il tuo bacino che spinge verso di me in un crescendo che perde musicalità e diventa istinto. Ti sento urlare mentre godi, dichiarare che mi amerai per sempre, che nessuna ha mai saputo darti il piacere che so darti io.
Ti guardo nell’unico momento in cui perdi la tua libertà, diventando prigioniero del piacere che ti do, magra consolazione… non ti amo più.
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