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La dea dell'amore
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Titolo: La dea dell'amore
Autore: Infrarosso
Contatto:
Racconto n° 1859
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Il cellulare fa bip bip... un sms.
Il mio cuore si ferma.
- Sicuro di voler aspettare fino a lunedì? -
Greta, la dea dell'amore!
Il mio sesso lancia segnali inconfutabili e chiarissimi.
Invio la risposta.
- Quando vuoi... Sono a casa -
Mi risponde subito.
- Un'ora... -
Ok, penso, sono pronto a giocare?
Prontissimo.
Arriva un’ora dopo.
Indossa un paio di pantaloni panna e una camicetta leggera senza reggiseno.
Io ho un vestaglia appena chiusa che lascia intravedere che sotto non ho assolutamente nulla e che sono già pronto.
Non ci sono mai stati dubbi sulle sulle mie intenzioni o sulle sue.
Ora meno che mai.
Si chiude la porta dietro le spalle e mi guarda.
Le sorrido e rimango in silenzio.
Come una manciata di sabbia che scivola via tra le mani, i secondi scorrono senza fretta...
Fisso i suoi occhi celesti, mentre si morde leggermente il labbro inferiore.
Allungo una mano e le sfioro la bocca.
Nessuno ha ancora parlato.
Le sue labbra si schiudono ed avvolge delicatamente la sua lingua sul mio dito.
E siamo solo all'inizio...
Con l'altra mano le prendo la vita e in un attimo è contro di me.
Spingo con un colpo il mio bacino contro il suo.
-Mmmmmhhhh...-
Mi sente...
La faccio voltare. Ora la sua schiena è contro il mio petto e le mie mani artigliano delicatamente i suoi fianchi... la spingo delicatamente verso la camera da letto.
Sempre in silenzio... per noi, parlano i respiri..
Brevi..
Eccitati...
Ora sente la mia mano aperta sulla sua schiena che la spinge delicatamente a pancia in giù sul letto.
Affonda il viso nel cuscino e mi aspetta...
Le mie mani danzano sul suo corpo senza fretta, spogliandola lentamente...
Trattengo il respiro per qualche istante.
- Mi piace quello che vedo, Greta, mi piace e mi fa impazzire - le dico sottovoce
Mi spoglio e la copro con il mio corpo.
Pelle contro pelle.
Calda... bruciante.
Il suo profumo di pulito riempie le mie narici.
Il mio pene si spinge delicatamente tra i suoi glutei e le cosce serrate.
Le apre, mentre il mio cuore accellera i battiti.
Entro dentro di lei, piano, con dolcezza e poi affondo con un secco colpo di reni.
E rimango immobile...
Stringe il cuscino mentre combatte con il desiderio di urlarmi di muovermi, deciso e cattivo, come sono solito fare fino a quando ansimante mi urla:
- Scopami cazzo, non fare giochetti -
Comincio a farlo con forza, penetrandola con ferocia, rendendola impotente e prigioniera del mio instancabile stantuffo.
- Usa il mio corpo come unica fonte di piacere... fregatene della mia anima, dei miei pensieri... - mi sussurra ansimando.
E invece mi fermo, imprigionato immobile dentro di lei, e la mia bocca crea disegni di saliva sulla sua schiena.
E adesso ancora silenzio.

Ma il suo corpo urla...
Urla vibrando...
Spinge il suo fondoschiena verso di me in una muta preghiera.
Che non voglio ascoltare.
La mia mano si insinua sotto il suo ventre e poi scende.
Scende fino a toccarle il clitoride.
Non può muoversi, mentre io gioco con lei con esasperante lentezza.
Il suo primo orgasmo arriva improvviso e violento.
Un orgasmo provocato solo dalla mia mano sapiente mentre il cazzo è sempre immobile dentro di lei.
Boccheggia alla ricerca d'aria, mentre il suo corpo si ammanta di impalpabile sudore.
E solo allora comincio a muovermi lentamente.
La sollevo e finalmente comincio a scoparla.
Affondo e poi mi ritraggo, affondo e le bacio la schiena, tenendola sempre saldamente per i fianchi...
E' vicina al secondo orgasmo, lo sento, si irrigidisce e mi stringe sempre più forte.
E allora mi fermo.
- Non fermarti - sussurra con voce sempre più roca.
Esco dal suo corpo all'improvviso, facendole spalancare gli occhi per la sorpresa.
Si volto verso di me con l'espressione di una gatta arrabbiata, e le sorrido dolcemente
Sta per scoppiare a piangere...
Mi siedo con la schiena appoggiata alla testiera del letto e la guido sopra di me.
Entro nuovamente in lei tenendola ferma.
La avvolgo imprigionando le sue braccia con le mie dietro la mia schiena.
Il suo cuore, il mio cuore si fondono in un unico ed assordante battito.
Appoggia il suo viso sulla mia spalla.
Lei è sopra è vero, ma il comando è sempre il mio.
Deliziosamente divino e si arrende... e urla di piacere.
- C'è una cosa di te che mi piace da morire e mi fa perdere il controllo...- sussurro piano al suo orecchio.
- Quale? -
- Il tuo fondoschiena -
Trattiene il respiro, pensa per un attimo.
- Ha subito parecchi tentativi di assalto - mi risponde piano
- Sembra che la maggior parte dei maschi propenda decisamente per la sodomia... -
- E...? - la incito
- E niente, non ho mai ceduto...- alza il viso e mi guarda fisso negli occhi
- Anche tu appartieni alla razza degli estimatori del sesso sodomitico? -
- La verità è... no. Apprezzo, come tutti, un bel culo, ma non ho mai trovato attraente la pratica... fino ad ora...-
I suoi occhi vengono attraversati da un lampo malizioso ed istintivamente stringe i glutei.
Poi, senza proferir parola ricomincio a muovermi dentro di lei
E nuotiamo insieme in un mare di sensi.
Fino al mio orgasmo, forte e copioso, dentro di lei.
Dei suoi orgasmi abbiamo perso il conto.
Infine, sdraiati in silenzio, con gli occhi chiusi, la sua testa sulla mia spalla.
Fuori sta tramontando il sole.
Il ventilatore sopra il letto ronza piano, unico rumore che spezza l'immobilità della stanza.
Mi volto e la guardo.
E sorride, sorride sempre, con occhi sognanti... pensando al prossimo orgasmo...