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La manetta
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Titolo:
La manetta |
Autore:
Clio |
Contatto:
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Racconto
n° 1868 |
Altri
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Irene occupa con decisione e determinazione l’importante poltrona nel consiglio di amministrazione della multinazionale nella quale lavora: vicepresidente a 35 anni è una buona meta, intermedia ma buona. Unica donna del resto ad essere seduta lì dentro, tranne qualche assistente, tra cui la sua che segue le sue direttive e pianifica la sua agenda.
Si è svegliata presto stamattina, jogging al parco, doccia e vestizione: tailleur griffato greige (per i meno avvezzi è un incrocio tra il grigio e il beige, Armani docet), camicia in morbida seta, mocassini, lingerie sobria. Il profumo di sempre, quello che le sta intorno come un’aura e che la ricorda proprio perché suo per adozione, i lunghi capelli castani raccolti in un morbido chignon, un solo gioiello: un bracciale in platino a forma di manetta.
Si è guardata allo specchio mentre si vestiva, consapevole della sua bellezza altera, algida per i più che la considerano irraggiungibile. Ma Irene non è irraggiungibile, solo che è molto esigente e selettiva e, anche quando fa sesso deve essere stimolata mentalmente prima che fisicamente e il suo target è sempre lo stesso: uomini maturi, potenti, sicuri, vissuti e consapevoli che il sesso deve essere piacere allo stato puro... Nicola ne è un esempio calzante: cinquantenne, amministratore di una grande azienda vive tra Milano, la città di Irene, e Roma, mentre la moglie sta nel buen retiro di famiglia lontana dagli occhi, dal cuore, e dalle emozioni. Si sono conosciuti per lavoro, sono andati a cena, sono andati a letto insieme travolti da una passione e una libidine raramente conosciuta.
E’ bello farlo con lui, ci pensa e i capezzoli diventano turgidi, il basso ventre si bagna mentre un piacevole calore sale ad invaderla tutta. Con lui si sente donna, femmina, senza altri ruoli se non quello di essere la sua amante e Nicola lo sa quanto le piace essere dominata, legata a un letto di piacere con la “sua manetta”, in balia delle sua mani, della sua lingua, del suo pene...
E anche quando non è legata, obbedisce ai suoi ordini assecondandolo in tutte le sue richieste, l'ultima delle quali prevede di andare a una festa speciale, pochi selezionati amici in una villa sul lago. Irene ha indossato un abito nero, sottile e sfilato, appena sotto il ginocchio. Un paio di sandali gioiello dal tacco alto che la fanno svettare, niente biancheria: le mutandine non servono e il seno regge bene la forza di gravità, una terza piena che sta tutta nel palmo di una mano curata, elegante, capace, impudica... i capelli splendono lucidi, come i suoi magnifici occhi verdi che hanno le pagliuzze dorate pregustando il piacere che verrà.
Nicola è all’altezza della sua accompagnatrice: un bell’uomo, alto e dal passo deciso. I capelli sono folti e brizzolati, la camicia è bianca e mette in evidenza l’abbronzatura dei fine settimana in barca insieme a una dentatura perfetta, il pantalone è di ottima sartoria, le scarpe inglesi. “Vieni Irene, ho parlato di te a un amico, un imprenditore siciliano di passaggio a Milano. Ti piacerà”. Giuseppe è decisamente un bell’uomo: alto, capelli e occhi scuri, ha tutta la classe di una famiglia aristocratica e la quasi impercettibile sfrontatezza di un uomo a cui piacciono le donne e che sa di piacere alle donne. Irene, Nicola, Giuseppe... Una stanza con un grande letto e le pareti a specchio, un caleidoscopio di immagini che si rincorrono e di corpi che si moltiplicano. Irene è sul letto, Nicola seduto in un angolo guarda mentre Giuseppe inizia a baciare Irene, ad accarezzarla tutta facendo risalire il vestito e scoprendo il suo monte di venere completamente rasato, la sua vagina già umida e il suo clitoride gonfio. Nell’aria la musica dei Carmina Burana. Irene comincia a perdersi nella spirale dei sensi, è nuda, nudo è anche Giuseppe, eccitato e decisamente ben dotato. Su indicazione di Nicola apre la manetta e la richiude alla testiera del letto: una scarica di adrenalina pura per Irene sentirsi prigioniera dei due uomini nel corpo e nella mente. Le mani e la lingua si fanno sentire sul suo clitoride, come se da questo dipendesse la sua stessa vita. E’ bravo quell’uomo, sa sempre fermarsi un attimo prima che lei arrivi all'orgasmo. “Ssss tesoro, piano, aspetta” “No ti prego, fammi godere, prendimi tutta... è così che mi piace” Giuseppe la accontenta e comincia a muoversi dentro di lei con spinte poderose e profonde che le danno il ritmo alla fellatio che intanto sta facendo a Nicola. Irene vede la trilogia riflessa sugli specchi che circondano la stanza e si eccita ancora di più: impudica, soddisfa due uomini e si dà senza ritegno. Adesso Irene è sopra Giuseppe, si impala su quel pene così turgido da sembrare di marmo, prima con spinte verticali e poi con movimenti circolari, contraendo le pareti della vagina ad ogni spinta. Sente qualcosa avvicinarsi da dietro e premere : è il pene di Nicola che reclama la sua parte... La saliva inumidisce quella parte nascosta e Nicola riesce ad entrarle un po'dentro dandole il tempo di adattarsi alla nuova forma: due uomini, due sessi dentro di lei, e quei braccialetti con i pendagli che suonano quando i due uomini la prendono... una melodia estenuante mentre la prendono ancora e ancora, e un piacere delirante che la fa urlare e godere, godere, godere... Gli uomini sentono il suo piacere e intensificano le spinte fino ad esplodere insieme dentro di lei, sempre imprigionata a quel letto da una manetta. “Dottoressa a lei la parola” Irene si scuote, guarda sorridendo i presenti e inizia sicura, ferma. algida la sua presentazione. Chi mai lo immaginerebbe...
Dedicato a Nicola e Giuseppe, due grandi uomini, due magnifici amanti che hanno saputo farmi uscire da me e intraprendere un viaggio che mi porterà molto lontano.
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