|
|
|
Solitudine
|
|
|
Titolo:
Solitudine |
Autore:
Granchio |
Contatto:
|
Racconto
n° 1869 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
La solitudine è brutta. La solitudine è ancora più brutta quando non sei veramente solo. La solitudine. La solitudine ti diventare nostalgico. E allora chiudi gli occhi e pensi. E cerchi di ricordare, di vivere ancora per un istante i piaceri provati. La tua mano che scorre sotto la gonna, che accarezza le sue cosce e sale. La tua mano che solleva la sua gonna. La sua mano, che si insinua nei tuoi pantaloni. La tua mano che scopre quant'è facile bagnarsi di fronte all'uomo che ami. La sua bocca, la sua bocca che calda e avvolgente te lo succhia avidamente. La solitudine. La strada che percorri ogni sera per andare a casa ti fa ricordare tutte le attese. A momenti inciampi e sbatti contro le persone che ti vengono incontro. Ma pensi. Dio quanto pensi. E il tuo sesso diventa duro di nuovo, ma il tuo cervello pensa alla solitudine. La tua mano che ora esplora il suo corpo, si ferma sui capezzoli. La tua bocca che ora li assapora. Il suo ventre caldo, liscio, morbido come la seta più costosa. I due corpi che si uniscono, movimenti sinuosi, lenti e poi veloci. Gli occhi che si guardano, che si scrutano. "Scopami ora, scopami. Fammi godere, sono tua" esclami. Sei mia solo mia. Rimarrai mia. La solitudine ti fa ripensare a tutto questo. Al tuo seme caldo sul suo dolce viso. Al suo odore di femmina che rimane sulle tue dita e sui tuoi genitali.
|
|
|
|