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Sei mio
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Titolo:
Sei mio |
Autore:
Orchidea nerargento |
Contatto:
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Racconto
n° 1876 |
Altri
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Così, alla fine ti sei deciso a venire a casa mia. Sei allegro, gentile, a tuo agio come sempre in qualsiasi contesto e con chiunque… Fingi di non sapere che sono mesi che mi rodo il cervello, dopo quel primo incontro in cui i nostri corpi stavano fondendosi in un unico essere… Stavano, già, poi improvvisamente ti sei alzato, mi hai dolcemente rivestito e riaccompagnato a casa… - E’ tardi e domani hai un lavoro importante, lo sai. Davanti alla porta di casa mi hai abbracciato, appoggiando un dito sotto il mento e sussurrato nell’orecchio -ho ancora il sapore della tua dolce orchidea in bocca, deliziosa. Ero dura come un sasso, e bagnata dei miei umori fino alle cosce, sconvolta incapace di pensare, ti ho visto andare via con il tuo solito soave sorriso sulle labbra. Poi più nulla per mesi, e dentro l’anima mi hai roso come un tarlo affamato, facendo crescere la voglia di te. Ecco, adesso sei qui, adesso sei mio. -Vuoi cenare subito, o vuoi fare un bagno rilassante?- Te l’ho buttata lì, come per caso. L’espressione di sorpresa sul tuo volto e’ già un punto a mio favore, esulto, ma ho solo un atteggiamento così innocente sul viso. -Hey, non ti sei fatta ancora salutare- mi attiri a te baciandomi, io attaccata al tuo collo in punta di piedi, diamine quanto sei alto tesoro, la tua bocca s’incolla a me famelica e delicata, come solo tu riesci a fare, sono stordita come ogni volta. Questa volta però, no. Mi impongo un minimo di controllo. Ho deciso che non mi arrenderò a te, mi violento l’anima ed il corpo staccandomi dal tuo abbraccio. Questa volta giocherai a modo mio. Ti fisso negli occhi con sguardo lascivo e malandrino, aspetto che tu decida cosa fare e così sussurri… - Il bagno.- Lo sapevo, ti conosco mio piccolo tarlo. E’ tutto pronto, la luce irreale delle candele sparse ovunque, l’acqua profuma di gelsomino, l’aroma dell’eros e della seduzione. Ti prendo per mano e ti conduco nel mio antro da strega, preparato appositamente per te. Ti porto al centro della grande stanza e prendo il foulard di seta nera che ho al polso. Giochiamo… Queste sono le regole:- Ti farai bendare, non muoverai un solo dito se non lo chiederò, il tuo silenzio sarà totale ed incondizionato…- Mi guardi, sorridi con un lampo di malizia negli occhi ed annuisci. Ti bendo ed inizio lentamente a spogliarti. -Fermo! Immobile , ricorda…- Sei mio. Ti giro attorno, ti annuso, rasento impercettibile il tuo corpo, senti la mia presenza, la mia essenza. Tolgo la giacca, disfo lentamente il nodo della cravatta, la camicia, lenta in ogni movimento, le scarpe, le calze di morbido filo di scozia, la cintura di cuoio dura e morbida allo stesso tempo, apro piano i pantaloni che scivolano a terra, ti restano addosso ancora i boxer… Quelli no, non ora. Mi allontano, ti guardo, sono in estasi, luce e ombra si alternano con incanto sul tuo corpo donandogli una magia unica. Ti sfioro leggera la pelle che e’ scossa da piccoli brividi, infilo dietro la nuca le dita, tra i capelli grigio argento, sono un po’ lunghi e folti, duri, solidi, ma morbidi come la seta. La mia mano ti piega con forza da un lato la testa e la bocca alita piano nel tuo orecchio, sussurrando parole intelligibili, facendoti guizzare. Il tuo torace e’ bello, i muscoli si intravedono sotto la pelle liscia e morbida come quella di un bimbo. Il tempo per te non esiste, e’ solo una sciocca misura dell’uomo, ma non ti sfiora; hai 54 anni e ne dimostri quasi 44, io ne ho 38, e mi sono persa dentro di te, come in un mondo attraente erotico e sconosciuto. Ma a chi importa del tempo e degli anni? Qui non c’e’ posto per le ore. Che magia e’ questa? Quale incredibile alchimia hai creato per rubarmi l’anima? Continuo a sfiorarti, piccoli tocchi leggeri, sparsi, inattesi, come sospesi nell’aria. Mi inginocchio tra le tue lunghe gambe affusolate e continuo a muovere le mani fuggevolmente ma incessantemente sulle cosce, dietro le ginocchia, e giù sulle caviglie, sul dorso del piede… Mi siedo a terra e ti guardo, sembri una statua greca, bello immobile, eppure sotto la pelle tesa lo vedo, tremi. Si. Un sorriso lievemente beffardo si disegna sul mio volto estasiato. Sei Mio. Lambisco lieve e delicata il bordo dei boxer e nonostante tutto, rimango rapita. Il tuo sesso e’ grosso, lungo, turgido, gonfio bellissimo fremebondo, sfioro gentilmente il tuo inguine, quasi casualmente ti tocco la pelle sottile e tesa e Lui salta. Non puoi controllarlo, e’ dotato di una volontà tutta sua oramai. -Adesso seguimi, dammi le mani, entriamo in acqua insieme.- Le tue braccia mi attirano a te, vuoi abbracciarmi. -No. Fermo. Sdraiati piano, rilassati.- Non saprai quando deciderò di averti; ne’ quando, ne’ come. -Mantieni i patti tesoro, fa’ quel che dico. Prendilo in mano, accarezzalo, massaggialo, io sono qui tra le tue gambe e ti guardo, prendi la tua asta piena di vita e masturbati davanti ai miei occhi incantati- La mano grande, le dita lunghe impugnano il tuo scettro di giada esteso al massimo, il tuo movimento e’ lento profondo sapiente, ma tutto il tuo essere mi cerca, fatico a sfuggirti, -Ricorda i patti… Calmati. Ascolta.- La mia voce è calda suadente, roca, ti eccita e ti rilassa… -Adesso ti bacerò mio caro, non saprai ne’ dove ne’ come, ma sentirai sulla tua pelle in qualche punto del corpo le mie labbra che si poseranno su di te. Sulle gambe, sulle braccia, sul petto o magari sul viso, sei così bello, dolce e teso contemporaneamente, chissà dove ti assaggerò…- Osservo attenta e voglio goderti, si, ho deciso. La bocca umida e bollente improvvisamente avvolge delicata e vorace il tuo glande, la lingua all’interno, si muove sinuosa, serpentina, incessante, la saliva che cola e scivola tra le tue dita, ora seguo la tua mano come una calamita, su e giù, tu hai perso tutta la compostezza che ti distingue, vai aumentando il ritmo senza tregua. Sei Mio. -Basta! Fermati! Fermo amore mio, basta. Inspira piano, riempi i polmoni di questo profumo, calmati, controlla il respiro ansante.- Mentre ti guardo che riprendi il controllo, ti bacio senza rendermene conto. Sono avida, ho in bocca il tuo sapore. Si, violentemente ti spingo la lingua in bocca, dolcemente ti mordo le labbra, ti esploro ogni dove e continuo a baciarti, in un’alternanza di tenerezza ed irruenza. Impugno i tuoi polsi e ti fermo, ti blocco. I miei piedi ai lati del tuo bacino, il tuo scettro teso all’impossibile verso la mia orchidea, la vede, e’ sopra di lui, la vuole… Adesso! M’impalo improvvisa sul tuo ventre, dentro! Tutto dentro. Un colpo solo. Diretto, violento, sei affondato dentro di me in un millesimo si secondo, ma non c’e’ stato attrito sei scivolato nel mio miele. I miei umori colavano sulle cosce. Ti bramavo, ti volevo, così come sei adesso, tutto dentro. Basta regole. Ti abbranchi ai fianchi generosi, stringi la mia vita sottile per spingermi giù verso di te, stantuffi con ferocia… -Si! Ancora! Più forte!- Ti strappi la benda dagli occhi, mi appoggi la schiena al muro, mi alzi sospesa tra le tue braccia sotto le cosce, affondandomi ancora dentro. Mi attacco al tuo collo con tutta la forza che ho, le gambe strette intorno alla tua vita, il mio fiore è pieno e gonfio della tua carne, amore, ancora! Più forte! La mia voce roca e’ un crescendo nel volume, fino ad urlarti in faccia. -Scopami! Sbattimi! Fottimi! Non rallentare infame!- La tua bocca mi succhia i capezzoli piccoli e duri, rossi come il fuoco, il cervello mi scoppia, ma ho un piccolissimo barlume di lucidità, so che stai prendendo il controllo e non e’ così che deve andare; rallenti, il ritmo vuoi fare come sempre e decidere tu quando venire, ma questa volta no! Non te lo permetto! Mi aggrappo ancora più forte a te e spingo il pube, la mia figa gonfia e mielosa verso il tuo sesso, muovendomi in modo sapiente, cadenzando le strette intorno al tuo cazzo, contraendo i muscoli interni… Si, c’e’ un lampo nei tuoi occhi. Si, guardami. Sentimi. Annega dentro di me. Sono al limite dello stordimento, non riuscirò ancora per molto a controllare tutto, e tu… Si. Tu cedi. Cedi! Ricominci a stantuffare ritmicamente, in profondità, e sento che in me sta’ per concentrarsi l’estasi totale, arriva, sto per esplodere, in un crescendo di gemiti infine, urlo e godo. Scoppio in contrazioni così forti da squassarmi tutto l’Essere. Il mio miele straripa su di te, e mentre i miei occhi sono ciechi, girati su se stessi nella piccola morte, sento il tuo corpo che mi stritola, ti irrigidisci un attimo , un momento di stallo al di fuori del tempo, e subito dopo mi inondi con un fiume di sperma incandescente, continuando ancora a spingere dentro di me, ancora, ancora e ancora… Adesso, insieme scivoliamo lentamente nell’acqua. Ora, tutto si e’ trasformato in un bagno rilassante, la mia schiena sul tuo petto, la testa abbandonata sulla tua spalla, mi lascio andare mollemente su di te che mi racchiudi tra le braccia. Mi baci teneramente il collo che con i miei capelli corti sembra ancora più lungo, prestandosi a meraviglia alle tue labbra delicate. Io sono incantevolmente spossata, non vedo altro che te nella mia mente. Tu, ed altre due parole… - SEI MIO.-
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