I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Schegge di pensieri
Biblioteca
Titolo: Schegge di pensieri
Autore: Clio
Contatto:
Racconto n° 1894
Altri racconti dello stesso Autore:
Marie è arrivata di corsa, trafelata come sempre:

“Ho bisogno di parlarti Chiara, ho bisogno di raccontarti quello che ho vissuto questa notte…”

Marie è la mia migliore amica, mi confida con la sua abituale irruenza le gioie, i dolori, gli amori, la vita. Lei con il suo frenetico immobilismo che la rende sempre disponibile idealmente ad andare lontano, ma sempre ancorata saldamente alla sua vita, alle sue certezze, come le chiama lei.

Mi basta vederla arrivare per capire che è stata una notte intensa, che le ha lasciato tracce di stanchezza sul volto insonne, e tracce di un forte appagamento mentale e fisico sul corpo. La pelle è luminosa, gli occhi brillano, le mani si muovono veloci a lisciare la gonna mentre si siede, a slacciare un bottone della giacca mentre si sistema, ad accarezzare delicatamente una caviglia mentre accavalla le gambe, a raccogliere dietro un orecchio una delle sue lunghe ciocche di capelli.

Marie profuma di donna oggi: un mix esplosivo di profumi, odori, umori. Marie profuma e sorride mentre si accinge a raccontarmi la notte che ha trascorso altrove, in quella dimensione che appartiene solo a lei e che condivide con i suoi compagni di gioco e di piacere.

“Tommaso mi è piaciuto subito per la sua capacità dialettica, per le sue mille e una parole sempre misurate e adatte, per il suo essere gentiluomo retrò nei modi e nei gesti” inizia Marie, “sai Chiara, veste di blu o grigio, usa le camicie azzurre con le iniziali e i gemelli ai polsi, le cravatte blu a pois o con disegni geometrici sempre molto discreti, i calzini in filo di scozia, le scarpe inglesi… un uomo come piace a noi nei modi e nello stile di vita, il nostro stereotipo di uomo…”

Si accomoda meglio Marie sulla poltrona che la ospita, quella vanity rossa che mi segue nelle mie vite e nelle mie case, e che accoglie le confidenze di chi ci si siede. La gonna si è leggermente sollevata, è leggera, in seta a pois. Marie si è vestita da donna, per sottolineare con gli abiti il suo stato d’animo. Le gambe lunghe e affusolate sono accarezzate da calze impalpabili dalle quali si intravede appena un discreto pizzo giarrettiera, il decoltè esalta il collo del piede e il tacco alto ne sottolinea le movenze femminee. E’ pericolosa quando è così, è come una tigre sazia che sta gustando e digerendo la sua preda, frutto di una caccia troppo recente per avere già perso il ricordo del piacere esaltante della conquista…

“Sai Chiara, la serata era iniziata in maniera del tutto amicale, velatamente allusiva se vuoi, ma assolutamente asessuata anche perché Tommaso non è un uomo che ti rapisce, Tommaso è un uomo che ti avviluppa piano piano, pensiero dopo pensiero, sguardo dopo sguardo… Un gruppo di conoscenti, una cena informale, seduti vicino abbiamo parlato di tante cose, abbiamo riso e ci siamo via via eclissati dal gruppo, discretamente ma volutamente. Il buon cibo e il buon vino aiutano a fluidificare i pensieri, a immaginare ciò che potrebbe essere… come potrebbe essere”.


Ascolto Marie e la guardo complice. E’ caduta ancora una volta nel suo gioco di sguardi, di seduzione, di sesso con un uomo del quale ha mangiato bulicamente mente e corpo e che presto vomiterà sentendosi colpevole di averlo fatto… la conosco, so come è fatta.

“Mi ha accompagnata a casa, gli ho chiesto se voleva salire a bere qualcosa e a vedere la mia collezione di farfalle… Quelle farfalle di cui avevamo parlato a cena, il pavillon del Castello di Miramare a Trieste… Tommaso mi guardava ma non mi vedeva più, mi annusava, mi toccava, mi baciava, mi esplorava in un divenire di emozioni fisiche prive di ogni altra motivazione se non il piacere stesso. Lo sai Chiara come sono fatta, avevo bisogno di oblio e lui me lo ha dato, amante attento, capace, estenuante, mi ha portata dove ha voluto lui, sul precipizio del piacere per fermarsi, e ricominciare dopo un po’... ancora e ancora… Mi sono spogliata delle mia veste di donna e ho indossato quella di femmina, di troia fata come mi sussurrava lui all’orecchio mentre mi prendeva sul tappeto ancora prima che sul mio letto. Non sono stata capace di fargli l’amore come lui lo ha fatto a me, mi ha stupita con la sua fantasia, con la sua disinibizione, con il suo tutto e non ho saputo fare altro che manifestarglielo, esaltando probabilmente più il suo ego che il suo corpo. E’ stato magnifico!”

Marie, Marie non cambierai mai...