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La casa in riva al mare
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Titolo:
La casa in riva al mare |
Autore:
Infrarosso |
Contatto:
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Racconto
n° 1903 |
Altri
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Abbiamo affittato una casetta sul mare. Intendo dire che uscendo dopo tre passi c'è il mare. Una distesa d'acqua impressionante. Mi siedo sulla sedia, mi accendo una sigaretta ed osservo il cielo. Non ho mai visto tante stelle. Fumo lottando contro il vento, quando sento un gemito. Si... un gemito. Mi volto verso la casa, proviene da li! Continuo a fumare. Altro gemito. Mi alzo e mi avvicino. Non sono un uomo curioso, però... Sempre gemiti, sempre di più e prolungati. Gemiti di lei. Gemiti di lui. Gemiti di lui, un altro lui!
Rimango con la sigaretta sospesa a mezz'aria, nell'oscurità... Sono perplesso, passa qualche secondo e realizzo... Ma si trombano!!! E sono in tre!!! Hai capito la mia amica Silvia! Sorrido nell'oscurità e decido di tornare sul terrazzo. A dire il vero sono un pò scombussolato... Non ho mai conosciuto nessuna donna che si trombasse due uomini...
Ammetto... sono incuriosito... e anche un pò eccitato al pensiero di quei tre corpi nudi che giocano in un letto. Fumo la sigaretta velocemente, e mi viene in mente la vecchia scena di un film porno visto qualche tempo fa. C'era lei, gran gnocca, con due uomini. Erano impegnati in una doppia penetrazione ovviamente... Ed erano in piedi... Mi sembrava una posizione piuttosto scomoda... e i due uomini erano piuttosto forzuti! Non mi aveva attizzato granché e devo dire che non è una mia fantasia erotica. Però... L'idea che una cosa del genere possa succedere a pochi metri da me... che fino a qualche ora prima ho parlato con tutti e tre... tre persone in carne ed ossa... tre persone reali e non attori porno... Insomma... ammetto...s ono un pò più che scombussolato... Passano 20 minuti, in cui tento di mettere a fuoco l'immagine del sottoscritto nella stessa situazione...ma non riesco a concentrami sufficientemente... dopo qualche secondo l'immagine sfuma e mi ritrovo a cominciare tutto daccapo. Allora decido di andare a correre sulla spiaggia per scacciare pensieri che non mi attraggono. Vado in casa, profondamente silenziosa adesso, mi infilo la tuta e mi faccio un' ora di corsa...
Quando rientro trovo Silvia sul terrazzo che sta facendo colazione. Mi siedo con lei e la guardo intensamente, capisce a cosa penso, vede una luce strana nei miei occhi. Mi affronta subito. Senza giri di parole. Diretta e schietta, come piace a me.
- Spero che tu voglia continuare a fare la vacanza in nostra compagnia... io li amo. Loro amano me. Non sono stata in grado di scegliere. Ognuno di loro mi completa. Ho detto loro che... o tutti e due o nessuno... Come hai potuto capire li ho entrambi. E non è solo sesso... è molto di più - Bevo un sorso di succo di mela. Faccio vagare lentamente lo sguardo sul mare e poi mi volto verso di lei. - Sai che cosa penso Silvia? - Lei mi guarda, resta in attesa con la bocca socchiusa ed uno sguardo interrogativo. Sembra dare molta importanza a ciò che sto per dire, me ne compiaccio e sorrido. - Penso che tu sia una grande. Come sono grandi loro. E un pò vi invidio. Non so se nella vostra situazione avrei avuto il coraggio di fare la stessa scelta...
- In effetti per loro non è stato facile... ma alla fine abbiamo trovato un nostro equilibrio... mi amano e mi adorano, sanno che da soli non sarebbero in grado di darmi ciò che io voglio e di cui ho profondamente bisogno - Non riesco a capire fino in fondo ma accetto la sua tranquillità e la sua gioia nel parlarmi di loro e del loro amore per lei. - Si compensano, in tutto! Anche nel sesso, io ho bisogno di sentirli dentro di me, tutti, a volte da soli e a volte tutti e due contemporaneamente, è una sensazione magica. Loro sono in me, ed io li posseggo, io sono al centro, io scandisco i ritmi dei nostri amplessi e godo e godono anche loro -
Continuo a guardarla e lei capisce che sono perplesso, anche se approvo perchè la vedo felice, ma che al contempo non riesco ad immedesimarmi in una identica situazione. Invidio la loro capacità di amarsi senza pregiudizi, ma non sento mia la situazione in cui devo dividere una donna con un altro uomo. - Silvia non so se posso continuare a rimanere con Voi, mi sentirei in imbarazzo quando fate l' amore, sai, la passione, i gemiti, i godimenti da voi espressi, giustamente senza ritegno, mi metterebbero a disagio ed al contempo mi ecciterebbero, come questa mattina e sarei in difficoltà - - Vuoi fare l'amore con me? - Mi domanda improvvisamente facendosi seria.
- Guarda che non devi crearti problemi, loro non sono gelosi, sanno che io devo e voglio soddisfare tutti i miei desideri, sanno che non mi bastano solo loro due, che sono assetata di sesso, che il sesso è il mio credo. Mi amano, mi conoscono e per questo nella nostra relazione ci sarà sempre spazio anche per altri. Lo so che puoi pensare che sono una puttana, ma non è così, il mio è un bisogno, mentale e fisico -
Se i gemiti che ho sentito solo qualche ora prima mi hanno scombussolato, il discorso tutto d'un fiato che Silvia mi sta facendo mi tramortisce. Senza aspettare alcuna risposta da parte mia Silvia apre appena le gambe si tocca l'interno delle cosce bianche e lisce, lentamente, umettando le labbra di tanto in tanto e guardandomi fisso negli occhi. Difficile rimanere insensibile e difficile affrontare quello sguardo invitante. E continua ad accarezzarsi, prolungando il tragitto fino a sfiorare le mutandine e distrattamente le scosta, allargando ulteriormente le gambe fino a farmi intravvedere una bionda e rara peluria. Il mio pene comincia ad inturgidirsi e si sente imprigionato nella tuta stretta, devo spostarlo e raddrizzarlo altrimenti si spezza. Lei sorride, si ferma a lungo sul clitoride, guardandomi con occhi vogliosi, spingendosi con forza verso il basso per poi, finalmente, scivolare più giù ad aprire la sua vulva bagnata. - Vedi, mi dice sottovoce, è già pronta per riceverti e per darti lo stesso caldo piacere che ha donato a loro -
- Silvia, come posso fare l'amore con te quando qui a fianco ci sono loro, i miei amici. -
Come se io non avessi detto nulla Silvia continua a guardarmi e continua a toccarsi prima lentamente e poi sempre più forte con gli occhi fissi su di me in segno di sfida. Viene percorsa da un fremito. La mano si muove sempre più frenetica e una, due dita scompaiono dentro di lei. Un primo, leggero ed intenso gemito esce dalle sue labbra. - Non mi importa di quello che pensi, ti voglio!- - Scopami- E' un ordine, perentorio il suo.
Mi alzo lentamente cercando di nascondere il mio gonfiore. Ho ancora delle incertezze, mi avvicino a Lei e la bacio in fronte. - Silvia, smettila di provocarmi, non so quanto riesco ancora a resistere -
- Non ti sto provocando! Voglio che mi scopi, che mi sbatti sul tavolo, che mi fai urlare e gemere di piacere! Lo devi fare perchè ti voglio! Lo devi fare perchè lo vogliamo entrambi, anche tu lo vuoi -
Mi guardo intorno, non c'è ancora anima viva, si sente il rumore delle onde che si abbandonano sulla spiaggia, un leggero russare proviene da dentro casa. Rompo gli indugi, inserisco una mano dentro la maglietta e sento un seno pieno, gonfio e sodo, il capezzolo irto e rugoso si insinua tra il dito medio e l' indice che stringo tra loro con decisione e lei emette un gemito di dolore ed allora continuo a stringere per punirla di ciò che mi sta "obbligando" a fare. Le piace. - Si stringi, fammi male, me lo merito! - Non conosco e nemmeno potevo immaginare tutti i lati oscuri e piacevoli di Silvia che ho scoperto nelle ultime ore. La voglia di lei diventa pressante e sconvolgente, il mio pene vibra di desiderio. Sempre tenendo la mano sul seno mi abbasso con la testa fino alla sua vulva sfacciatamente aperta e bagnata, con la lingua sfioro il clitoride e più giù lecco con avidità all'interno di lei. Nel frattempo non senza difficoltà la sua mano si è impadronita del mio pene e cerca, tirandolo verso di sé, di avvicinarlo alla bocca, ma non glielo permetto. - Ti prego fammelo succhiare, fammi sentire le vibrazioni del tuo desiderio sulla mia lingua - Continuo imperterrito a leccarla e mordicchiare il clitoride impedendole al contempo di impadronirsi del mio pene con la sua bocca. Le piace, si dimena sempre di più ed inarca il ventre affinchè la mia lingua entri sempre più profondamente dentro di lei. Fino a quando mi fermo. - Basta Silvia, siamo già andati oltre, non posso, anche se lo voglio, non posso scopare con te - Per un attimo rimane interdetta, poi si alza dalla sedia, si siede sul tavolo, con le gambe sempre aperte e con il suo frutto letteralmente inondato dal desiderio, e prende in mano la bottiglia del succo da cui avevo bevuto pochi minuti prima. - Se non mi scopi tu lo farò con questa, con forza e cattiveria, fino farmi male ed ad urlare dal piacere e dal dolore ed anche tu urlerai dal dolore per il male che avrai perchè sei pieno di desiderio, non rinunciare a questa sontuosa scopata, te ne pentiresti - Lentamente avvicina la bottiglietta al clitoride e lo tocca con delicatezza emettendo una specie di rantolo. - Non lasciarmelo fare, scopami, fammi tua, entra dentro in me e fai scoppiare dentro di me il tuo pene pieno di desiderio... ti scongiuro - La guardo. Ricambia il mio sguardo e mi sfida allargando ancor di più le gambe. E' di fronte a me pronta, aperta, bagnata, vogliosa ed implorante. In un attimo mi tolgo tuta e mutande, afferro la bottiglietta, la lancio sulla sabbia e con un colpo solo sono dentro di lei. Fermo, immobile e duro. Lei comincia muoversi così come me, un colpo, due colpi e via all' unisono. - Lo vedi, lo senti quanta voglia avevo di te e tu di me? Scopami, scopami, scopami sbattimi fino all'ultimo respiro, riempimi di te, fammi sentire che sei un uomo come ho sempre immaginato. -
La fronte comincia ad imperlarsi di sudore, i respiri diventano affannosi, mi cinge la vita con le gambe e mi stringe con forza. Le sue gambe si irrigidiscono, il movimento ondulatorio del suo bacino più lento, mi stringe con forza anche il pene, sta per godere. Mi fermo improvvisamente, il mio pene pulsa, sta per scoppiare dentro di lei...stringo i denti...stringo le mie mani sui suoi seni...e ricomincio a scoparla con forza e con foga e forte, sempre più forte fino a quando con un colpo più forte e profondo scoppio con tutto il mio seme dentro di lei che lancia un unico e forte urlo di piacere. - Sei una troia - - No non sono una troia, sei stato meraviglioso! - - Sei una troia - I primi raggi di sole cominciano a baciarle i biondi capelli e sorride soddisfatta e felice.
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