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La sua ex
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Titolo:
La sua ex |
Autore:
Velvet |
Contatto:
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Racconto
n° 1913 |
Altri
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Marta era furiosa! Non la mandava proprio giù che Andrea, suo marito, facesse una rimpatriata con la vecchia compagnia quella sera… Tutti sballati, ancora a fare i ragazzini a 40 anni suonati! Per completare l’opera, Andrea le aveva buttato lì distrattamente, mentre cercava le chiavi della macchina, che ci sarebbe stata anche la sua ex fidanzata, la famosa Eleonora. - Ci manca solo questa! - aveva sbottato Marta ad Andrea, già con la giacca addosso, profumato e ingellato, pronto per uscire. - Ma noo - aveva replicato lui - che cazzo hai capito Marta? Siamo quelli della solita vecchia compagnia, sarà dieci anni che non ci riusciamo a beccare tutti insieme. Non esco mica solo con lei, no? E poi cosa sei, gelosa? – gridò con un sorriso sulle labbra mentre scendeva per le scale. - Quella troia - rimuginava Marta, con un nodo allo stomaco - se li era passati tutti i ragazzi delle panchine. Una gran sgualdrina ecco cos'era! E sicuramente lo era ancora adesso anche se era sposata e aveva due figli, quelle mica cambiano! La serata di Marta trascorse lenta e noiosa davanti alla tele - Uffa che palle, non c’è proprio niente - zapping continuo e nevrotico, non riuscendo a concentrarsi su nessun programma o film. Erano già le due e voleva aspettare il suo uomo in piedi. La mente correva incessante allo stesso pensiero: Andrea e Eleonora insieme. - Chissà cosa staranno combinando adesso… ‘sta puttana avrà fatto di tutto per salire in macchina con Andrea e a quest’ora, dopo aver mollato gli altri, saranno rimasti da soli - Sentiva il morso della gelosia, era come una lieve nausea, che si irradiava dalla bocca dello stomaco su fino alla testa, come una vertigine. La immaginava seduta di fianco a lui, entrambi un po’ bevuti, lei con la gonna corta e le calze velate, magari senza neanche le mutandine, la troia... Immaginava la mano di suo marito, quella mano grande che conosceva come la sua, accarezzare il ginocchio di quella, salire su fino al monte di venere, farsi strada tra le labbra della vagina forse depilata. Vedeva la mano di lei sfregare sul pacco di Andrea, col membro gonfio dentro i pantaloni. Le bocche che si cercavano, le lingue affamate avvitarsi golose. Lo stomaco si contrasse ancora, ma un brivido, inaspettato e potente si diresse verso il basso, tra le gambe. Era una sensazione inedita: un misto di malessere e di eccitazione, che la faceva scogliere in un caldo languore. “Cazzo – si sorprese Marta – mi sono eccitata pensando a quella rovina-famiglie che fa porcate con mio marito! Devo essere pazza! - ma l’immaginazione correva selvaggia senza controllo. Marta spense la televisione, si versò un abbondante drink e si sdraiò sul divano, nella penombra dell’appartamento, con la luce gialla dei lampioni che entrava dalle tapparelle mezze abbassate. Ora immaginava Eleonora che, dopo aver sbottonato i pantaloni ad Andrea, gli teneva stretto il membro e se lo leccava piano, senza prenderlo in bocca completamente, solo con la lingua, dal buchetto in cima alla punta del pene, giù lungo il glande fino al filetto. Lui con gli occhi chiusi per l’estenuante piacere con una mano le accarezzava con foga i capelli e con l’altra la pasticciava tra le gambe. Le fantasie la travolgevano incontrollabili, in un misto di rabbia e lussuria, facendola infiammare sempre di più. Scivolò ancora più giù sul divano e aprì le gambe inarcando la schiena verso l’alto. Fece scorrere una mano dentro il pigiama dove si trovò sorprendentemente bagnata e aperta. Iniziò a masturbarsi il clitoride facendo dei piccoli cerchi con i polpastrelli. - Porca sei solo una porca a eccitarti così pensando di essere cornificata -rifletteva mordendosi il labbro. Con le dita della mano sinistra a forbice si divaricò ancora di più il sesso, mentre con l’indice e il medio dell’altra si accarezzava. Vampate di lussuria la percorrevano scompigliandola tutta. Le dita iniziavano la loro corsa del piacere dall’attaccatura delle grandi labbra scendevano in basso, sul clitoride, e poi sotto, dove scomparivano insieme dentro il suo sesso aperto, lo dilatavano e lo esploravano, per poi uscire e continuare sotto, intrise del suo profondo piacere, verso l’altro buchetto stretto e desideroso. Marta era così assorta nelle sue fantasie e nel suo piacere solitario che si accorse del cellulare solo al secondo o terzo squillo. - Sì pronto? - disse schiarendosi la voce. - Ciao amore, sono io – era Andrea - sei ancora in piedi? Sto arrivando a casa, con una sorpresa, ciao, a tra poco” – la voce impastata di uno che aveva bevuto parecchio. Marta si risistemò e si versò un altro drink. - Calda e eccitata come sono, non appena entra lo butto in terra, gli salto addosso e lo scopo per terra - progettò accendendosi una camel. Si diresse in camera si spogliò dal pigiama, restando completamente nuda, indossò quindi la vestaglia e ritornò sul divano a finire la sigaretta, sistemandosi seduta con un piede tirato su, in modo da lasciare aperte le gambe e ben visibile, per chi arrivasse dalla porta, il suo fiore, imperlato di rugiada. La chiave entrò nella toppa e Marta udì fuori dalla porta dei bisbigli e delle risate soffocate. Si tirò sù di scatto, appena in tempo per essere inondata dalla luce del pianerottolo e vedere due sagome entrare. - Andrea! - Lui accese la luce e Marta si rese conto che insieme suo marito c’era Eleonora. Questa portava un vestitino sexy di velluto attillato con la gonna corta e un giacchino di pelle verde. Calze velate e scarpe aperte stile sabot anche se era quasi inverno! I due ridevano ancora, trattenendo la bocca con le mani, per non fare rumore, visto l’ora. Dagli occhi rossi e dal portamento che avevano sembravano belli sconvolti. - Amore, ti ho detto che ci sarebbe stata una sorpresa - esclamò suo marito che incespicando si sfilò la giacca, imitato dall’altra. Entrambi si avvicinarono a Marta, che era schizzata in piedi, - Ciao Martina - sussurrò appena Eleonora e la baciò teneramente tra la guancia e l’orecchio. - Ciao…- ebbe appena il tempo di dire la confusa padrona di casa che si trovò stretta tra i due nuovi arrivati, uno a destra e l’altra a sinistra. - Amore, siamo venuti insieme per farti godere, farti godere tantissimo…Ti prego, lasciati fare questo regalo - Andrea le bisbigliò e subito sentì le mani dei due allungarsi sui suoi fianchi e sulle natiche. - Io… stava per protestare Marta ma l’amica di suo marito le sibilò un – sshhh - zittendola completamente. Appoggiò con forza le labbra sulle sue mentre le teneva una mano tra i capelli, dietro la nuca. Marta sentì un gran calore inondarle il sesso, come se le avessero versato un liquido bollente dentro. La lingua di Eleonora si fece strada nella sua bocca, leccava avidamente la sua lingua, Andrea intanto le baciava il collo. Ancora in piedi Marta sentiva le gambe tremarle. L’altra donna continuava a baciarla con passione, mentre aveva iniziato a masturbarla, scompigliandole la vestaglia. - Ti amo, ti amo, ripeteva l’uomo, baciandole le spalle i seni e i capezzoli. Le emozioni che Marta avvertiva in quel momento erano come schegge impazzite, stava provando un piacere così intenso e così proibito che si sentiva annullata, annegata in un mare scuro e denso. I due la spinsero sul divano e mentre la donna le affondò la lingua nella sua intimità, con un andirivieni lento e indolente, il marito cominciò a baciarle delicatamente i piedi. Marta si sentì come una dea pagana, adorata e venerata da dei folli devoti. Il marito le cinse la caviglia e la divaricò ancora di più, per poter raggiungere con la bocca il buchetto di dietro. Due lingue diverse stavano scavando nelle sue aperture più nascoste, esplorandola nel profondo, fino alla sua anima. Le due lingue si muovevano all’unisono davanti e dietro, fuori e dentro di sé. La contemporaneità delle stimolazioni e il piacere che provocavano la fecero impazzire completamente. Il cuore le scoppiò nel petto. Un’onda inarrestabile montò tra la vagina e l'ano e la travolse. L’orgasmo si liberò ed esplose nelle bocche dei due, una serie di contrazioni violente la scosse come una foglia in una tempesta, davanti e dietro, Marta avvertì le lacrime agli occhi per la gioia profonda. L'intensità dell'incomprensibile sentimento che provò fu immensa, un ardore perfetto e completo le sbocciò dal basso su, dritto, verso il cervello. In quell’istante amò Andrea ed Eleonora allo stesso modo, con la stessa forza immensa.
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