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L'Ascensore
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Titolo:
L'Ascensore |
Autore:
Clio |
Contatto:
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Racconto
n° 1925 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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“Ciao Tommy” ti dico piano, quasi sottovoce e mi siedo accanto a te al bar dell’albergo che tu hai scelto: autore, regista, scenografo,attore di questa pièce che ci vede coprotagonisti.
“Alle 19 Meggy, due flute di Franciacorta, noi due e niente altro, ti aspetto” è stata la tua indicazione.
Mi sono preparata con cura perché ho voglia di piacerti, e lo leggo nei tuoi occhi, che mi osservano curiosi, il tuo consenso. Mi accarezzi con lo sguardo, e sento la tua erezione improvvisa, quel brivido di piacere che dagli occhi è passato al cervello e ti è esploso nel cazzo. Sorrido nel cogliere il tuo imbarazzo per la mia consapevolezza della tua eccitazione.
La sottile camicia di seta che indosso mi copre svelando un seno pieno e maturo con una coppia di impertinenti capezzoli che ti sfidano a toccarli, che ti urlano di toccarli … La gonna fascia discretamente i miei fianchi e si ferma al ginocchio. La sento la tua mano sul mio stomaco, perché è con lo stomaco che ti vivo adesso, poi con la pancia e poi con i fianchi che già si vedono venire e andare da te, attratti e respinti da richiami antichi, in un crescendo doloroso da quanto intenso.
Le mie gambe svettano sul tacco 10 dei miei sandali. Li ho indossati per esaltare la mia femminilità, per scalarti avvicinandomi alla tua altezza. Sei alto, molto alto, ma posso sentirti sussurrare tutta la tua voglia al mio orecchio, mentre abbassi solo un po’ il capo. Le tue parole sono forti come sempre, schiette, oscene: senti la mia eccitazione improvvisa, quel brivido di piacere che dagli occhi è passato al cervello e mi è esploso nella fica.
Sostiamo manierati al bancone di quel bar sorseggiando il nostro vino, tutto da dire, tutto da fare, tutto … Ti guardo, ti sento, ti odoro. Mi piaci e ho voglia di te.
“Finisci il tuo vino Tommy, finiscilo in fretta che poi facciamo l’amore!” Sobbalzi appena, deglutisci in fretta e mi prendi per mano senza una parola andando verso l’ascensore.
La passione rende gli uomini irrazionali, la passione si manifesta appena le porte di quell’ascensore si chiudono. Bocche, lingue, mani si fondono. Non so perché, non so come, ma le mie mutandine sono scivolate a terra assieme ai tuoi pantaloni e ai tuoi boxer. Chi se ne frega del ridicolo, della sconvenienza, so solo che ho bisogno di averti, così come ho bisogno di respirare … So solo che sei me, che ti prendo e mi prendi con lucida follia. “Benvenuto a casa Tommy, ti aspettavo da una vita” Il tuo cazzo mi penetra ora, ancora e ancora. La mia fica ti prende, ti stringe, gioisce ad ogni spinta e si lamenta ad ogni abbandono. Non ho mai provato nulla di simile, non è mai stato così dolorosamente intenso il piacere, così assoluto … Ti guardo e ti sento sintonizzato. Vieni e vai, gemi, articoli parole che non comprendo tu che precipiti nel tuo piacere, io che precipito nel mio. Ci vedo riflessi negli specchi dell’ascensore, le tue mani che tengono sollevate le mie natiche mentre facciamo l’amore, le mie braccia aperte, le mie mani che sfregiano gli specchi salendo e scendendo ad ogni spinta, la tua bocca sul mio orecchio “ Sei la mia puttana Meggy, la mia meravigliosa puttana … si così, muoviti così, godo si … godooo” Veniamo insieme, mi sento inondare da te e ho un orgasmo intensissimo, le mie contrazioni mi irrigidiscono tutta e grosse lacrime, testimoni di un’emozione molto forte, scendono dai miei occhi bistrati.
Mi hai svuotata Tommy, mi hai scopato il cervello oltre che il corpo. Mi ricompongo, la fica duole, gli occhi brillano. Ti annuso come un cane da tartufi, imprimo indelebilmente il tuo odore nella mia mente, premo un tasto e l’ascensore si ferma al piano terra. Siamo ritornati nella hall.
Me ne vado … ho avuto quello che volevo! Good night and good luck Tommy!
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