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Dirty
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Titolo:
Dirty |
Autore:
Clio |
Contatto:
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Racconto
n° 1934 |
Altri
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Mi ha fatto sentire sporca, lordata, profanata nel corpo e nell’anima. Mi ha insozzata con le sue intenzioni così diverse dai suoi modi: dolce, bello, mio fino al midollo. Il suo cazzo che mi faceva l’amore? Paradossalmente la parte più pulita di lui.
Mi ha fatto sentire femmina vogliosa, prigioniera del suo corpo, delle sue mani, della sua mente. Implorante ancora pur sapendo che io o un’altra per lui era uguale, mentre lui per me era diverso da chi era stato.
Mi ha fatto scalare le vette più alte del piacere, mi ha portata al limite massimo oltre il quale arriva l’orgasmo liberatorio e mi ha fatto aspettare fuori, come una cagna sull’uscio di casa… “Vieni adesso, godi per me, sei la mia troia, sentiti venire, senti quanto gemi…”
Mi ha fatto vergognare del mio desiderio impudico che ha visto nascere, crescere e trasformarsi in una sudditanza mentale e fisica pronta al suo piacere. Qualunque piacere egli volesse.
Mi ha fatto sentire sola quando mi ha chiusa fuori dalla sua vita e mi sono accorta che pioveva, che faceva freddo, che ero nuda e che non ero diversa dalle altre donne: per cui soggetta al tradimento e all’abbandono. Ho bussato e ribussato, le mani insanguinate, ma lui non mi ha aperto. Mi ha fatto piangere tutte le mie lacrime, calde, salate, infinite come la folle voglia di lui che mi assaliva e mi attanagliava lo stomaco, il cervello, la fica. Mi sono girata, me ne sono andata e non sono tornata indietro, ma avrei dato tutto di me perché lui mi avesse chiamata dicendomi “Amore non posso stare senza di te, portati via da lì, facciamo quel figlio di cui tanto abbiamo parlato…”
Mi ha fatto tutto il male del mondo e lo odio profondamente, visceralmente. Visto che non posso amarlo devo odiarlo per sopravvivere e... ricominciare.
Questo racconto è dedicato a Giorgio, metora nella mia vita, ipotesi di un amore, amante sublime, boia spietato.
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