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La prima avventura di Habiba
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Titolo:
La prima avventura di Habiba |
Autore:
Habiba |
Contatto:
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Racconto
n° 1941 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Mi chiamo Habiba...sì e il mio nome in arabo vuol dire "amore" ed è proprio così, amo l'amore e amo gli uomini, i loro splendidi corpi guizzanti di muscoli e desiderio e grazie al fatto che vivo da sola posso esplorare il magico mondo delle avventure senza problemi. Non mi piace mettermi in mostra, no, porto la tunica e il foulard a coprirmi la testa, ma lascio sempre una ciocca dei miei lunghi capelli neri uscire e la mia tunica è di seta leggera... molto più sexy di tutte le minigonne succinte che vedo in giro nelle città italiane: così ondeggio in giro per le vie e cerco di insinuare la voglia di me con uno sguardo, con un gesto, un semplice sorriso delle mie labbre carnose e olivastre.
Ero stanca di sognare incontri fugaci ed intensi dal velluto del mio letto avvolto d'incenso d'ambra, e ho deciso di passare alla realizzazione delle mie fantasie, puntando dritta alla mia prima conquista: il commesso della macelleria araba di una città vicina alla mia dove mi reco spesso per lavoro, Malik. Malik deve avere la mia età ed è proprio il tipo di uomo che adoro: robusto, moro, mani forti da lavoratore che già immagino scorrere sui miei seni, degli occhi così belli che magnetizzano e che promettono qualcosa di dolce e perverso insieme, barbetta nera accuratamente rifinita da pirata delle mille e una notte. Avevo deciso, basta sguardi! Spesso compro la carne da lui, ma anche altre nostre specialità, come la salsa piccante che ti infuoca la lingua e ti fa lacrimare gli occhi o i dolci al miele. Certi nostri dolci sono così "dolci" che quando li mangio ho subito voglia di fare sesso... non so perchè! Così sono andata da Malik e gli ho chiesto dei dolci alle noci e miele. Malik è innamorato di me, dalla prima volta che mi ha visto, mi brucia con lo sguardo e si è sicuramente accorto dei miei capelli lunghi fuori dal chador e dello scollo della mia tunica. Ma questa volta ha interpretato bene l'intenzione dei miei occhi turchesi orlati e sfumati di kajal e non riesce a staccare lo sguardo dai profondi sospiri che faccio lasciando ondeggiare il petto da sotto il velo: non porto reggiseno e i mie seni alti e rotondi si muovono ad ogni mio gesto. - "Habiba! Sono felice di vederti! Era qualche tempo che non venivi qui. Vuoi dei dolci al miele, oggi?" - "Sì Malik, i più dolci che hai!" gli dico sorridendo con lo sguardo fintamente timido, con noncuranza mi sfioro un seno, cercando di aggiustarmi il velo e così lo faccio cadere. Malik sorride e io fingo un grande imbarazzo, nel frenetico tentativo di aggiustarmi lascio cadere la borsa, lui si precipita davanti al bancone per raccoglierla e io mi piego verso di lui per fare la stessa cosa. - "Sai Habiba, i dolci più dolci li tengo dietro l'ufficio, se vuoi andare magari ti puoi anche sistemare...lontano da sguardi indiscreti" e così terminando il discorso sospira a un passo dal mio seno senza riuscire a staccare i suoi profondi occhi neri dai capezzoli ormai inturgiditi che sollevano la seta della tunica. - "Ti ringrazio Malik, credo che andrò a sistemarmi, mi fai strada?" Malik chiude la porta del negozio e mi fa strada nel retro, dove ha un piccolo ufficio. - "Mentre ti aggiusti, vado a prenderti i dolci, mi aspetti vero?" Mi dice con il suo tipico arabo dall'accento egiziano. - "Sicuramente..." Quando Malik torna io ho tutti i capelli sciolti sulle spalle e la tunica sbottonata, lui ha con sè un piccolo vasetto di miele e ci affonda le dita, si avvicina a me con la camicia aperta e senza bisogno di dire niente mi preme il volto sul petto che io riempio di morsi, scorrendo la lingua sui suoi capezzoli piccoli e scuri, incredibilmente induriti. Malik con le mani cerca la mia bocca e io succhio il miele dolcissimo dalle sue dita, invogliandolo a sbottonarsi i pantaloni. Ma lui invece apre la mia tunica e con mani forti e decise prende i miei seni, gemendo di voglia e inizia a carezzarmi i capezzoli rossi e gonfi di desiderio. - "Ti piace, Habiba?" - "Sì, Malik, stringili forte...fammi, ah..." Non riesco a finire la frase che sento già fra le cosce fluire il caldo liquido, il mio sesso è completamente bagnato e dilatato quando lui inizia a slacciarsi i pantaloni e mi spoglia completamente. Con le mani percorre i miei fianchi, e affonda le dita dentro di me, scorrendole sul clitoride indurito e sensibile: inizio ad ansimare già troppo vicina all'orgasmo quando Malik estrae dagli slip il suo grosso pene duro ed asciutto, mi trascina su un picolo divano e io mi lascio trasportare dalle sue braccia forti stordita dal piacere, lo prendo fra le mani e inizio a massaggiarlo: la cappella circoncisa e lucida, le vene pulsanti, la peluria riccia e scura si strofinano sul mio seno, rilasciando gocce di sperma sui capezzoli che Malik continua a stimolarmi, dicendomi parole di piacere che non riesco nemmeno a sentire. Sento come una fiamma fra le cosce e lo imploro di entrarmi dentro...ma lui avvicina il pene al mio viso implorandomi di succhiarlo a più non posso, i suoi fianchi ondeggiano e, dopo una breve esitazione, comincio a scorrere la lingua sull'asta, leccandogli i testicoli duri e sodi e risalendo fino alla cappella, poi chiudo le labbra e inizio a succhiare il suo grosso pene fino all'inguine, strappandoli grida roche di piacere. Dopo qualche secondo Malik si stacca con delicatezza dal mio volto e scivola veloce verso il mio sesso morbido e pulsante, con decisione mi solleva le cosce e mi penetra fino in fondo. Io godo e sono completamente inondata di liquido, cerco di stringere la fica per sentire più forte le sue spinte e mi muovo verso di lui che mi sta sbattendo, sudando e godendo, mentre con le mani mi stringe le tette e mi tira i capezzoli arrossati. Io li tengo le mani strette sul sedere duro come una pietra e, ormai a un passo dall'orgasmo assecondo con due spinte i suoi fianchi finchè non esplodo insieme a lui in un orgasmo smodato in cui ci mordiamo le labbra già bagnate da profondi baci. Un attimo dopo, Malik si appoggia su di me sorridendo dolcemente: - "Ah, Habiba, sei proprio un amore!" mi sussurra nell'orecchio, cercando con le mani di uscire da me lentamente. - "Sei dolce più del miele, ti prego, torna sempre da me!" - "Ma sì" Gli rispondo ancora sospirando, la testa che mi gira e i seni indolenziti. - "Quando tornerai?" - "Solo Dio lo può sapere!" dico evasivamente e, pochi minuti dopo, mentre esco dal negozio piena di "miele" penso a quanto è bello Malik ma anche a quanto sarà bella la mia prossima avventura!
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