I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Habiba e il leone africano
Biblioteca
Titolo: Habiba e il leone africano
Autore: Habiba
Contatto:
Racconto n° 1942
Altri racconti dello stesso Autore:
Mi è piaciuto così tanto fare lamore con Malik, nel retro del suo negozio, ah sì! Credo che tornerò a trovarlo, ma questa
volta ho deciso di cambiare un pò genere e di provare qualche bellezza che non mi sia familiare.
Si dice che "Dio ha creato le razze perchè ama la varietà meravigliosa" e io sono molto d'accordo!
Vengo da un paese magico e misterioso: lo Yemen, dove gli uomini portano alla cintura grossi pugnali tempestati di pietre
preziose e tengono le loro donne nascoste all'ombra delle case dipinte di arabeschi bianchi sulla terra color del sole, ma
quando vengono dalle montagne aspre e sassose carichi di desiderio sanno dare il loro meglio sopra i nostri letti in ferro battuto decorati da mille cuscini morbidi e rilucenti.
Ricordo la mia prima splendida volta, ma questa è un'altra storia, non c'è fretta di raccontarla.
Voglio, invece, raccontare della mia ultima conquista, fatta a Firenze, in Piazza Santa Maria Novella, mentre andavo a fare
visita a un'amica che aveva appena partorito.
Camminavo con la mia solita noncuranza e un lunghissimo foulard di seta rosa che il vento sollevava in una scia dietro di me,
quando intercetto sul mio cammino uno splendido giovanotto africano che cammina con andatura sportiva e felpata,
inevitabilmente lui mi nota e io lo aggancio con un'occhiata lusinghiera, curandomi di voltarmi ogni poco e vedere se lui mi
guarda ancora. Infatti è sempre lì che mi punta e sorride.
Svolto l'angolo di un vicolo, lasciando cadere il mio foulard a terra e continuo a camminare quando, un attimo dopo sento
chiamare:
- "Signorina, signorina, mi scusi! Ha perduto il suo foulard!"
Mi volto fintamente sorpresa:
- "Grazie signor...?"
- "Mi chiamo Marcel e non ho potuto fare a meno di notare la sua splendida immagine!"
Lo guardo con aria maliziosa:
- "Beh, anche lei, cioè tu, hai un'immagine niente male"
Dico sbirciando i pettorali scolpiti e gli addominali definiti sotto la maglietta da golf.
- "Lo so che è una cosa inconsueta per una ragazza "velata" fermarsi a parlare in strada con uno sconosciuto: per questo
vorrei invitarla a bere qualcosa più tardi, sempre che lei possa!"
E' fatta, mi dico, lo splendido leone d'Africa sarà mio!
- "Circolano molti pregiudizi sulle abitudini delle ragazze arabe...ma tutto sommato parlare con calma più tardi è certamente
meglio e poi adesso ho un impegno!"
- "Ci troviamo verso le otto, qui in piazza?"
- "Va bene!"
- "Ma non mi hai detto come ti chiami..."
- "Te lo dirò, te lo dirò!"
Afferro il mio foulard e scivolo via da Marcel.
Poche ore dopo esco dalla casa della mia amica euforica e piena di voglia e mi incontro con Marcel in un locale in piazza.
A tavolino ho modo di studiarlo meglio e di immaginare già le sue cosce e il suo sedere sodi e muscolosi mentre lui più che
eccitato dalla stravagante conquista, propone di andare a fare un giro a Fiesole.
La notte è fresca e profuma già d'estate; in auto Marcel allunga una mano sulle mie gambe, lo lascio fare allargando leggermente le cosce e dicendo:
- "Sai, sotto questa tunica non c'è bisogno di portare slip e reggiseno!"
Marcel sorride intrigante, ha un sorriso bellissimo, mi tiene per mano e facciamo tutta la salita di Fiesole fino a una terrazza su un
panorama splendido, punteggiato di luci.
Marcel si siede a cavalcioni della spalletta, a picco sullo strapiombo e mi invita a fare altrettanto. Io sollevo la mia
tunica e mi metto nella stessa posizione, Marcel allora, molto naturalmente, si avvicina a me e inizia a sbottonarmi la
tunica carezzandomi i seni e baciandomi sul collo:
- "Aprimi i pantaloni e prendilo fra le mani" mi sospira nelle orecchie.
Quando tocco la cerniera dei suoi jeans mi accorgo che è già eccitato e sento la dura sagoma del suo grosso pene premere
contro la stoffa, scivolo giù veloce la zip e lo prendo fra le mani: il suo pene è grosso e pulsante, di uno splendido color cioccolata e profumato.
- "Succhialo!" Mi chiede.
Piego la testa fra le sue cosce mentre lui allunga le mani sotto la mia veste e inizia a scivolare le dita lungo la linea del
clitoride, affondandole nella fica bagnata, prima una, poi due, poi di nuovo sopra mentre io allargo le labbra umide e le
stringo sulla cappella, cingendola con la lingua e contemporaneamente massaggiando la base del pene con entrambe le mani.
- "Nooo, aspetta...Habiba, cos' mi fai venire subito!"
Dice Marcel con la sua splendida voce roca.
- "Che male c'è?" sospiro, "io sono pronta!"
- "Allora spogliati e sali sopra di me"
Nella piazza non c'è nessuno e così lascio cadere il vestito a terra e resto completamente nuda davanti a lui, seduta pericolosamente sul bordo della terrazza sotto un cielo stellato splendido.
Marcel mi solleva ed entra dentro di me, è così grosso e duro che mi sembra che sia una spada di fuoco a fendermi il ventre,
ricado sopra di lui con tutto il mio peso sentendomi completamente riempita e inizio a cavalcarlo, lasciando che i miei seni
sfiorino il suo viso, Marcel con le mani li prende e li stringe come se volesse strapparli, lecca con la lingua i capezzoli,
li tira, li morde, li strizza fino a farne uscire gocce di latte e io con le gambe accosciate entro ed esco veloce sulla
grossa asta spingendo dentro più in fondo che posso fino a sentire il cazzo uscirmi dalla bocca.
- "Ancora, Habiba, ancora...spingitelo tutto dentro!"
Mi urla Marcel mentre contemporaneamente alle spinte di fianchi strofino il clitoride sul suo ventre teso e sodo, godendo e
inondandomi di liquido che ricade sulle sue gambe.
Accelero la mia cavalcata sopra di lui, che ruggisce di godimento proprio come un leone selvaggio e mentre esplode dentro di
me sento che un caldo fiotto di sperma fluisce dentro me, mi accascio sopra di lui, i seni ancora stretti fra le sue mani,
sfinita da un orgasmo sensazionale.
Proprio in quello splendido momento mi accorgo che una signora piuttosto anziana ha appena parcheggiato l'auto davanti a noi e che io sono completamente nuda con il sedere rotondo e formoso illuminato dalle stelle: mi giro a guardare dalla parte del panorama e mi rendo conto che la mia gamba sinistra è sospesa a quindici metri sopra gli alberi del giardino sottostante.
Non posso muovermi!
Marcel ride e si gira dalla signora cercando uno sguardo d'intesa, ma questa scuote la testa in segno di rimprovero.
Ridiamo fra di noi: almeno si sarà goduta lo spettacolo!
Un'avventura più eccezionale credo che non la riavrò mai più!