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Viziosa
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Titolo:
Viziosa |
Autore:
Francesca |
Contatto:
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Racconto
n° 1948 |
Altri
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Non potevo immaginare che mio marito arrivasse a tanto. Ha frugato nei miei segreti, ha letto il log del mio Messenger e ha scoperto tutto. Solo adesso capisco quanto sono stata stupida e imprudente, ma ero così presa dalla trasgressione del mio primo appuntamento di sesso con una donna che non riuscivo a valutare tutte le sfaccettature di questo tipo di tradimento. Ero pazza per Mary e forse lo sono ancora anche se sarà impossibile rivederla. L'ho incontrata perché è sempre stato un mio cruccio, un sogno segreto diventato un incubo per non essere mai stato esaudito. Lei invece mi ha usata, ha capito che anche una signora per bene può essere una viziosa, mi ha attirato nella sua trappola e mi ha presa come ha voluto. Per onestà devo ammettere che ero pronta a qualsiasi cosa pur di entrare nel suo letto e ho abbassato tutte le mie difese perché non volevo e non potevo perdere questa occasione. Mary era la regina della chat, sogno erotico di tutti i maschi che la corteggiavano, eppure ha scelto me che, per ironia della sorte, ero stata decine di volte nel suo bel negozio in centro senza sapere chi realmente fosse. L'ho capito nel momento in cui ci siamo viste la prima volta per un caffé. Aveva scelto il bar sull'altro lato della piazza, se allungava lo sguardo poteva tenere d'occhio le vetrine, io invece non avevo occhi che per lei, troppo bella per essere vera. Non c'è voluto molto per capire che saremmo finite a letto, il feeling è scattato sin dal primo sguardo e dalla chat siamo passate a Messenger, più intimo e eccitante. Dopo esserci viste, la complicità è andata alle stelle e le provocazioni l'hanno seguita a ruota. Mary si è fatta sempre più intraprendente e in modo deciso mi ha invitata nel suo appartamento. Non per un caffè, si è affrettata a precisare e alla mia domanda su cosa avesse in mente non si è nascosta dietro risposte velate. Due donne capiscono subito quando sono cotte una dell'altra e noi lo eravamo a uno stadio molto avanzato. Mi bastava immaginarmi tra le sue braccia e la voglia mi scoppiava addosso. Non mi negai, è ovvio, non aspettavo altro che me lo chiedesse e feci di tutto per liberarmi nella pausa pranzo. Ci incontrammo allo stesso bar per un aperitivo ma lasciammo i bicchieri colmi sul tavolino. Il primo bacio me lo diede in ascensore mentre mi spingeva contro la parete a specchio, la sua mano mi frugò subito tra le cosce infilandosi oltre la stoffa delle mutandine. Appena dentro casa mi travolse senza darmi il tempo di reagire. Mi sbottonò la camicetta, mi sfilò la gonna e mi invitò a sedermi sul divano, dove mi raggiunse poco dopo, completamente nuda. Un corpo stupendo, atletico, perfettamente abbronzato, mi sentii in imbarazzo a guardarla. Si inginocchiò ai miei piedi e cominciò a baciarmi i capezzoli con passione, io mi appoggiai allo schienale per attirarla su di me, ma così facendo mi sottrassi alle sue labbra che scivolarono verso il basso. Prima l'ombelico e poi lentamente raggiunsero il monte di venere, tirò le mutandine verso il basso e mi scoprì il pube. Per lei non era certo la prima volta con una donna, sapeva bene dove mettere le mani e la lingua. Io invece ero timida, impacciata, le lasciavo fare tutto in modo passivo facendole capire coi sospiri quanto mi piacesse. Mary era molto attenta a ogni mia reazione e quando capì che stavo venendo si fermò all'improvviso. Mi prese per un braccio e mi invitò sul tappeto, si sistemò sopra di me, capovolta, e mi spinse il suo pube contro la faccia allargandosi le natiche con un gesto eloquente. Mi chiese di infilarle dentro i pollici e di allargarla quanto più potessi, lei godeva nel sentirsi aprire e in quel modo i suoi umori mi colavano sulle labbra. Stranamente non faceva altrettanto, si limitava a mordicchiarmi i bordi della vagina senza mai penetrarmi, alitava sul clitoride e mi faceva impazzire allungando all'infinito l'attesa. Mary invece godeva come una porca e mi gridava di aprirla ancora di più. Quando arrivò al culmine dell'eccitazione mi chiese di estrarre le dita e si sfregò sulla mia faccia togliendomi il respiro. Sentivo la sua vulva bagnata che mi chiudeva il naso e non capivo cosa volesse. - Mordimi! - Ordinò, tremando come una foglia e io obbedii. Dopo essere abbondantemente venuta, ricominciò ad occuparsi completamente di me, portandomi ben oltre il limite della sopportazione. Ogni volta che l'orgasmo stava per arrivare, rallentava inspiegabilmente la sua azione e mi dava il tempo di salvarmi. Questo suo modo di fare mi faceva letteralmente impazzire, ero così eccitata da non capire neppure dove fossi e credo di aver detto cose oscene di ogni tipo, supplicandola di farmi godere. Lei mi rispose con una frase sibillina, cercò di tranquillizzarmi ma allo stesso tempo buttò lì una provocazione: - Lo vorresti adesso un bel cazzo oltre alla mia lingua? Inizialmente pensai a un fallo di silicone, ne avevamo parlato diverse volte in chat, invece la sua proposta era di ben altra natura e lo compresi quando mi accorsi che nella stanza c'era qualcun altro. - Non preoccuparti è mio marito, è al corrente di tutto, - mi spiegò, titillandomi il clitoride tra le dita - lo vuoi assaggiare il suo cazzo duro? Io volevo solo godere perché sentivo che l'orgasmo che stavo maturando da almeno un'ora era esorbitante, non so cosa dissi, forse non parlai nemmeno, spalancai le cosce e questo suonò come un assenso. Mary mi rigirò prima di lato e poi si adagiò sulla schiena prendendo il mio posto sul tappeto, quindi mi attirò su di sé, mi sollevò per i fianchi e mi posizionò col sedere davanti al suo compagno, riprendendo a leccarmi con avidità. Le mani, oddio quante mani tra le mie cosce, sulle mie natiche; mi muovevano, mi spostavano e mi aprivano a loro piacimento. Infine quel bel cazzo duro si ficcò nella mia figa fradicia facendomi gridare come una pazza e non smise di scoparmi finché ebbe un briciolo di forza nelle vene. Alle tre del pomeriggio mi ritrovai per strada come un'anima in pena. Mary e suo marito dovevano riaprire il negozio ed erano già in ritardo. Un saluto frettoloso e l'appuntamento per la sera stessa su Messenger. Dovevamo commentare i momenti più esaltanti dell'incontro e questa fu la mia condanna. Non potevo immaginare che commenti osceni di ogni tipo restassero nel log di memoria a disposizione di un marito intraprendente, me lo disse subito senza giri di parole e se non mi ha lsciato è perché sa che ci sono anche dei grandi vantaggi ad avere una moglie viziosa.
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