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Notte senza te
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Titolo:
Notte senza te |
Autore:
Infrarosso |
Contatto:
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Racconto
n° 1965 |
Altri
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E' notte. Solo, accoccolato sul morbido divano. Solo con i miei pensieri. Fumo l'ultima sigaretta, quella della buonanotte. Una buonanotte solo a me e per me. Ma non lo sarà. Ascolto il silenzio, ed è un silenzio che mi possiede e ferisce. Chiudo gli occhi, li stringo e mi prendo la testa tra le mani. Mi sento male, mi sento male dentro, un male che non conosce medicine per guarire. Sento un macigno nel cuore, sto per esplodere a causa di un dolore emotivo senza eguali. Piango, senza accorgermene, una lacrima scende lentamente, si appoggia sulle mie labbra e la assaporo avidamente. E' salata e scioccamente me ne stupisco. Sto male di un male oscuro che non riesco a capire. Scavo dentro la mia anima, alla ricerca del dolore che mi ha invaso e che mi sta dilaniando. Uso la mia mente per cercare di stanare il nemico invisibile che mi tormenta. Nulla. Mi alzo, mi guardo intorno, guardo tutti i mobili, ogni oggetto, le pareti, apro le porte, gli armadi, mi sento un estraneo nella mia casa. Tocco le tende facendole danzare, accendo le luci, esco in giardino e osservo il buio. Non c'è pace dentro di me. Rientro in casa, stordito dal dolore che non accenna a placarsi. Mi sembra di essere in un limbo in cui nulla è reale, solo il dolore è reale. Mi vesto velocemente e decido di uscire. Cammino con passo veloce, quasi correndo. Mi sento inseguito da qualcosa. Mi volto a guardare, nessuno, eppure mille ombre girano intorno a me. Una macchina seminascosta poco lontano emana strani rumori. Allungo lo sguardo, una coppia si bacia e si tocca. Distolgo lo sguardo. Il mio cervello viene invaso da una giostra di emozioni. Sento la scatola cranica scoppiare. Mi siedo su una panchina fissando il cielo stellato. Non vedo nulla, i miei occhi sono ottenebrati dalle emozioni. Poi un lampo e tutto diventa più limpido. Sabrina, Sabrina, Sabrina. Un martellio continuo e sommesso che si espande nel mio io. Perchè? Riprendo a camminare, stringendo le mani con forza fino a farmi male. Non è da me, niente in questa storia è da me. Fin dall'inizio. Sabrina è una catena sottile che non mi lascia libero… ed è la prima volta che succede. Non riesco a liberarmene nonostante abbia promesso a me stesso che non sarebbe mai accaduto. Ancora non riesco a capire. Doveva essere sesso, solo sesso, con la mente e con il corpo. Solo sesso. Invece qualcosa è successo. Non voglio pensare alle sue catene che mi imprigionano in un bailamme di sensazioni. Voglio essere libero da questo rapporto che si sta dimostrando malato. Libero? Libero da che cosa poi? Io non sono innamorato, ho giurato a me stesso di non innamorami mai più. Mai. Lo so. Mi conosco. E allora… allora… Mi alzo, torno a casa. Sento tutto, ma non me stesso. Apro l'acqua della vasca da bagno... mentre i ricordi riaffiorano Io e te Sabrina, il nostro primo incontro. Era un giorno come un altro. Tutto procedeva come era previsto. Come per gli altri 364 giorni dell'anno. Poi sei arrivata tu, conoscenza telefonica per lungo tempo. Lavoro, tempo, lavoro, salute, lavoro erano i nostri argomenti. Cosa sia stato non so. Improvvisamente sei entrata in me, così come sei. Bella, spigliata, dolce ed arrapante. Entro nella vasca e chiudo gli occhi. Penso a te. La mia mano stringe con forza il mio pene indurito. Si muove lentamente con ritmo. Vedo il tuo corpo nudo pronto per fare l'amore. Il ritmo della mano aumenta vertiginosamente e schizzi di acqua inondano intorno. Più ti penso e più la voglia di te aumenta. La tua fica umida di desiderio e sempre pronta a farsi scopare dal mio cazzo voglioso. Ora la mano si muove come spinta da scariche elettriche. Il respiro è affannoso. Brividi percorrono turbolenti il mio corpo che si contorce. Sento che sto per venire, venire per te. Il cazzo si gonfia, pulsa come un ossesso. Ecco Sabrina, ti faccio l'amore e vengo per te. Un fiotto improvviso. Un ultimo intenso brivido e mi accascio stranito nella vasca. Mi alzo, mi asciugo e vado nel letto. C'è posto per te ma tu non ci sei. Non ci sarai più. E sprofondo in un sonno senza sogni.
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