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Sogno
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Titolo: Sogno
Autore: Bluemoonweb
Contatto:
Racconto n° 197
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La giornata uggiosa non prometteva niente di buono, Minnie era al computer già da ore, le idee per costruire il sito le aveva pianificate, ora mancava solo l'avvio.

Guardava dalla finestra, una finissima pioggia lavava delicatamente il vetro e faceva diventare irreale tutto ciò che si vedeva fuori, un alone che distorceva la realtà.
Come in un sogno cominciò a vedere una giornata di primavera appena passata, la stessa finestra illuminata da un raggio di sole tiepido, il profumo dei fiori del giardino sottostante, e lui vicino.
Il suo odore riempiva la stanza, un sottile delicato odore che invitava a sognare notti indimenticabili, quando entrava nella stanza lei si sentiva sconvolgere, il suo sguardo caldo sensuale le penetrava nell'anima, aveva un modo particolare di guardarla, inclinava leggermente la testa da un lato e la fissava con quei suoi occhi scuri.
Poi le sue labbra pronunciavano il suo nome era una qualunque scusa per poterla sfiorare, con una mano le toccava il braccio, oppure la faceva avvicinare per farla stare accanto a lui.
Quel contatto le procurava una piacevolissima scossa, le faceva vibrare tutto il corpo, e lui indugiava cercando di non abbandonare quel contatto così piacevole per entrambi.
Una mattina lui entrò e si avvicinò da dietro scrutando il monitor sul quale lei stava lavorando, appoggiò le mani sullo schienale della poltrona e chinò la testa fino a sfiorarle i capelli con le labbra, Minnie sentì il suo respiro caldo e quell'emozione che le avevo chiuso lo stomaco quando lui si era avvicinato, si sciolse.
Desiderò sentire le sue labbra sui suoi capelli, sul suo collo.
Ad un tratto sentì le sue labbra sui suoi capelli, poi giù sulla sua nuca, sul suo collo, la fece impazzire, sconvolta si girò e lui la baciò profondamente, sensualmente, lei si lasciò scivolare dentro a quell'infinita emozione.
Le sue mani si soffermarono sui suoi seni, delicatamente li prese attraverso la stoffa della camicetta ne saggiò la consistenza, i suoi capezzoli s'inturgidirono subito, li fece uscire dal reggiseno lasciandola nuda, le accarezzò con la punta della lingua la pelle fremente.
Minnie si lasciò sommergere dall'onda della passione, le sue mani cercarono il contatto con la sua pelle, le mise sotto la maglietta e n'accarezzò il corpo muscoloso, sotto le sue dita lo sentiva fremere di piacere.
Ben presto furono nudi, sentiva premere il suo fallo contro la schiena, era eccitata dal suo prorompente desiderio, si voltò e lo prese con le dita e lo portò alla bocca, lui ebbe un gemito di sorpresa quando lei lo ingoiò di colpo.
I loro corpi divennero di fuoco, il desiderio li portava a dimenticare tutto ciò che era in torno a loro, squillò il telefono e non lo sentirono, erano unite anche le loro anime e volavano in un cielo rosso come al tramonto, rosso come la loro passione.
< Prendimi > disse Minnie < non resisto più >
Lui la appoggiò alla scrivania, la sollevò facendola sedere sul piano di lavoro, e la penetrò dolcemente. Fu pervasa da un immenso piacere.
Ora lui affondava più profondamente dentro di lei, sempre di più, il ritmo aumentò, poi insieme toccarono il vertice della passione.
Un raggio di sole entrato dalla finestra si posò sui corpi sazi d'amore, illuminando il loro desiderio appagato.
Minnie si riscosse dal torpore, la sua mente sognava ancora, il ricordo di quella prima volta la sconvolgeva.
Cercò di riprendere il lavoro interrotto, ma il ricordo lui era così vivo che le fece desiderare di essere ancora tra le sue braccia, poterlo accarezzare, ma la realtà la fece riscuotere, il telefono suonava indifferente.

La pioggia la stava bagnando, non si accorse subito di non aver aperto l'ombrello, ora era tutta inzuppata e aveva freddo, aveva fatto tutta la strada dall'ufficio a casa a piedi sotto la fine acquerugiola. Si infilò nel portone e nella penombra le sembrò di scorgere un'ombra, lui aveva l'abitudine di aspettarla li, un po' nascosto da occhi indiscreti, ma sapeva che non poteva essere che la sua immaginazione e farglielo vedere ancora li.
Sarebbe salito insieme a lei, e appena entrato l'avrebbe abbracciata sollevandola leggermente da terra per baciarla.
I suoi baci, la sconvolgevano, avevano l'intensità di un fuoco d'estate, esprimevano tutta la passione che aveva per lei.

Lo amava, si ora lo capiva bene era un sentimento d'amore,mentre per lui era solo passione.
Si fermò a fantasticare, mentre faceva una doccia calda .

Quella sera d'estate con un'afa tremenda, l'unico refrigerio era fare una doccia fresca, appena arrivata ci si infilò subito, non fece in tempo ad aprire l'acqua che lui la raggiunse.
I loro corpi si toccarono e quella scossa di piacere li fece rabbrividire, Minnie aprì l'acqua che li bagnò rinfrescandoli e rendendoli scivolosi, avvicinò i seni e li premette delicatamente sul petto di lui, senti i capezzoli darle un sottile piacere mentre li faceva andare su e giù sulla sua pelle fremente.
Lui le accarezzò la schiena raggiungendo le natiche e scendendo giù lungo le cosce, un brivido di piacere la percorse, lo desiderò con tutta la sua essenza.
Si baciarono a lungo, accarezzandosi, assaporando lentamente il crescente desiderio che li univa.
Poi lui la fece girare di spalle, lei si chinò e la penetrò dolcemente con piccole spinte, Minnie sentì un gran calore diffondersi nel suo ventre e lo aiutò con sapienti movimenti.
L'acqua li bagnava come fresca pioggia ristoratrice, i loro corpi uniti nella passione, ne godevano l'effetto prolungando il momento per arrivare al massimo piacere.
Lei si girò e lui la sorresse con le braccia spingendola verso il muro, la penetrò in quella posizione, prima piano, poi sempre più forte, fino ad arrivare alla vetta estrema del piacere.

La pioggia ora scendeva più decisa, un piccione si riparava sotto il cornicione del palazzo di fronte,
Minnie si sentì sola, la sensazione che lui fosse li nella stanza svanì, rimase sola con la sua malinconia.