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Metronomo
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Titolo: Metronomo
Autore: Consolidato
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Racconto n° 1985
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Vorrei sapere cosa ti smuovo e come te lo smuovo. Vorrei entrarti nel cervello e guardarne il contenuto. Vorrei possederti prima con la testa e poi con il corpo. Vorrei che tu fossi un oggetto nelle mie mani, disposta a fare qualunque cosa io ordinassi.

Vorrei vederti mentre ti masturbi e ti si chiudono gli occhi. Vorrei sentire i gemiti che tu stessa ti procuri con le tue mani o con qualche oggetto e poi aiutarti tenendoti la mano ed il polso, quando le forze cedono ed il languore prende il sopravvento.

Vorrei che tu facessi questo per me, a causa mia e dedicandolo a me, guardandomi negli occhi e facendomi capire quanto vai fiera del tuo essere donna.

Vorrei essere il metronomo del tuo piacere, dettarne il ritmo e magari importi delle pause brevi ma dolorose nel percorso verso l’orgasmo, per ricordarti che sono io che decido cosa puoi e non puoi fare.

Voglio dominarti, non nel senso delle corde e delle fruste. Quelle le lasciamo agli altri. I voglio essere nella cabina di regia, nella stanza dei bottoni quando conta e tu devi essere il burattino le cui braccia e le cui gambe si muovono attraverso fili invisibili che partono dal mio cervello e finiscono alle tue terminazioni nervose.

Solo allora potrai dire di essere stata mia del tutto e fino in fondo.

Voglio che tu ti esibisca per me e davanti a me, facendomi vedere senza veli o riserva mentale come vorresti essere presa mimando il tuo movimento. Qui non siamo in società, siamo un uomo ed una donna alla ricerca del piacere e non dire tutto significa non concedersi fino in fondo.
Vorrei che tu mi chiedessi di farti questo e quello con voce rotta dal desiderio che non può più aspettare. Voglio che il tuo più profondo desiderio o segreto recondito ed inconfessabile venga fuori e fluisca dalle tue labbra. Voglio conoscerlo perché conoscerlo significa possederti e dominare le tue reazioni. Voglio che tu decida il ritmo e che me lo faccia sapere non con gemiti flebili ma con parole esplicite. Voglio che tu sia donna.

Il mio piacere? Poi verrà anche quello. Ora voglio provare il gusto e la soddisfazione di stabilire le regole e di vederle applicate alla lettera.
Fatti condurre, è un dolce gioco di seduzione dove chi si abbandona e sembra essere dominato in realtà vince perché da oggetto si trasforma in chi conduce le danze. Ed io voglio danzare.

Your servant is your master.