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Per ricordarti
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Titolo: Per ricordarti
Autore: Granchio
Contatto:
Racconto n° 1992
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Per ricordarti scriverò di te e di me, scriverò di quanto eri bella ai miei occhi, scriverò di quanto era bello e piacevole sollevarti. Pesavi 45 Kg, e ti ho sempre sollevato portandoti a me per poi muoverci insieme. Ricordo ancora quando mi telefonavi o mi mandavi sms dicendomi che avevi voglia. Io come sempre al lavoro. E allora tu paracula iniziavi a stuzzicarmi e sapevi benissimo come farlo.
Mandavi sms con scritto cosa mi avresti fatto e cosa stavi facendo. Fino a che non mi liberavo e allora ero io a mandarti sms.
Ricordo ancora durante una riunione il tuo messaggio e successiva telefonata. Mi dicesti: "Fra poco ti chiamo, rispondimi". Risposi e ascoltai la tua voce tremante durante l'orgasmo. Impassibile, con gli altri che mi osservavano.
Ricordo di quando a Milano mentre io facevo le valige ti mi aspettavi in stanza. Non avevi mangiato e alla fine ti portai un toast e pane e nutella. Dopo 5 minuti mi mandasti un messaggio e mi dicesti che mi amavi anche per quello.
Ricordo. Ricordo di maggio quando dopo una settimana passata con la tua amica in vacanza tornasti su e iniziò la crisi. Ricordo che quel pomeriggio a Roma quando ti accompagnai al lavoro passai il tempo a provare ad infilarti la mano sotto il sedere e ogni volta rischiavamo di bocciare. E tu ridevi, come ridevo io. Giocavi. Dicevi che non sarei mai riuscito a metterla sotto.
Ricordo quando a Milano mi scrivesti se la sera ti volevo fare il culetto e io ti risposi che lo avresti scoperto più tardi. Ricordo. Ricordo quando il mio collega a cena dopo aver bevuto forse un po troppo (ma eravamo tutti e tre un pochetto fuori) ti chiese del nostro rapporto, e tu candidamente rispondesti: "E' semplice, lui comanda e io eseguo". Si rimise a tagliare la bistecca non capendo...
Ricordo. Ricordo te, che non eri solo la mia schiava o la mia amante, ma anche la mia parte di giornata, con cui parlare e sfogarmi dei problemi.
E' stato bellissimo, una storia lunga 9 mesi. Una storia coinvolgente, di quelle che lasciano il segno. Rimarremo per sempre amici mi dicesti e mi scrissi un sacco di volte. Non è cosi. Di te mi rimarrà il libro che mi comprasti a Milano e il cuore ferito. Di me ti rimarrà la dedica nel diario, gli orecchini con la S stilizzata in serpente, il lettore mp3, un peluche, e la mia maglietta che ti regalai a Roma con il mio odore.
Spero che non butterai via nulla.
Mi rimarrà una frase, quella che non ho mai capito forse per stupidità: "Facciamo un figlio insieme? Lo cresco io, stai tranquillo. E se non vuoi ora, lo faremo quando sarò sposata. Lo voglio da te, non da mio marito."
Addio Piccola, addio Dolcezza, addio Paracula, addio Sciocca... sciocco tu, addio Ragna, addio Tuyo,
Addio E.E.