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Pensiero stupendo
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Titolo: Pensiero stupendo
Autore: Alter Ego
Contatto:
Racconto n° 20
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"Laura vide per la prima volta Monika in palestra, dove frequentavano lo stesso corso di "step". L'aveva notata perché, pur essendo molto bella (una bellezza un po' altera con un fisico slanciato e delle gambe chilometriche), non dava confidenza a nessuno ma anche lei, come Laura, non andava in palestra solo per esibire il proprio corpo sfoggiando tutine provocanti e multicolori, tutt'altro: entrambe solevano indossare una semplice t-shirt sopra un paio di fuseaux.
Laura scoprì che Monika era straniera (tedesca, dell'ex-Germania Orientale precisamente) sentendola parlare una volta al cellulare fuori dalla palestra. La volta successiva, colta da un attacco d curiosità, le chiese di dove fosse e inaspettatamente Monika sciolse le sue riserve e cominciò a chiacchierare con Laura in inglese, lingua che conoscevano bene entrambe, essendo Laura assolutamente digiuna di tedesco e Monika ancora un po' scarsa con l'italiano.
Venne a sapere così che la bionda teutonica aveva 31 anni, viveva a Siena da circa 6 mesi e lavorava presso la filiale toscana di un' importante multinazionale quale ingegnere responsabile del Reparto Qualità.
Da quel momento cominciò a svilupparsi un rapporto di amicizia tra le due ragazze anche se inizialmente abbastanza formale, si limitavano ad incontrarsi in palestra e scambiare due parole prima e dopo la lezione. Questo fino a che un episodio non cambiò il corso delle cose.

Infatti una sera che entrambe avevamo un impegno post-ginnico decisero di interrompere la lezione di step dieci minuti prima del previsto avviandosi verso lo spogliatoio che in quel momento era deserto. La docce erano divise tra loro da muretti però non avevano le tende davanti, così le due ragazze potevano liberamente parlare mentre si lavavano l'una sotto lo sguardo dell'altre, senza alcun imbarazzo. Ad un certo punto però Monika sfiorò con un dito il tatoo che Laura aveva sulla natica sinistra, affermando che era molto carino ed originale e chiedendole se avesse sofferto mentre glielo facevano. Laura sentì un brivido correrle per la spina dorsale, pari ad una scossa elettrica, i capezzoli improvvisamente farsi duri come due chiodi, e rispose mormorando in modo quasi intelleggibile, cercando di nascondere la sua reazione coprendosi il seno. Monika però se ne rese conto ma non fece commenti, limitandosi a sorridere enigmaticamente e continuando a lavarsi anche se i suoi gesti si erano fatti improvvisamente più languidi, sembrava quasi che accarezzasse il proprio corpo con la spugna insaponata, il tutto senza staccare lo sguardo da Laura che, a quel punto, in preda all'imbarazzo, uscì precipitosamente dal locale docce e cominciò a rivestirsi.
Monika la raggiunse dopo poco e, con assoluta nonchalance, le chiese che programmi avesse per il giovedì sera successivo. Laura ci pensò su un attimo e poi si rammentò che il suo compagno, Paolo, sarebbe stato fuori città per lavoro dal mercoledì al sabato quella settimana, quindi rispose che era libera come l'aria. Decisero che si sarebbero trovate come al solito in palestra ed avrebbero deciso lì cosa fare.

Il giovedì Laura era stata tesa sin dalla mattina ed arrivò palestra molto agitata. Monika invece era calmissima. Dopo la lezione di ginnastica, essendo le docce affollatissime, decisero di dividerne una insieme che, guardacaso, era l'ultima, la meno visibile… Mentre l'acqua scorreva sui loro corpi accaldati, Monika sfiorò "casualmente" il seno di Laura mormorando che era molto bello e che glielo invidiava, così pieno e morbido. Il suo, diceva, era troppo piccolo e poco femminile… A Laura quasi cedettero le gambe, ma trovò la forza di replicare che invece secondo lei Monika aveva un seno delizioso, piccolo ma alto e ben fatto e che era lei quella che la invidiava… Poi si sorrisero a vicenda, mentre una corrente di complicità passava tra loro. Mentre si accingevano a vestirsi (Laura con un vestitino corto color ecru, allacciato dietro il collo, senza reggiseno e con solo un perizoma dello stesso colore come biancheria - Monika con un top nero ed una gonna sempre nera, sopra il ginocchio, con un profondo spacco laterale) Monika esordì dicendo :"Andiamo a casa mia, mangiamo qualcosa lì e poi magari usciamo a bere qualcosa in un locale". Laura accettò di buon grado anche se la tensione continuò a salire inesorabilmente.

Monika abitava nel centro storico, vicino a Piazza del Campo, un bell'appartamento in un antico palazzo ristrutturato, con un magnifico giardino interno ed arredato con molto gusto.
Consumarono un veloce spuntino e poi decisero di rilassarsi un po' prima di uscire nuovamente.
Laura si piazzò sul divano dell'amica mentre Monika era seduta sul tappeto Kilim, quasi a suoi piedi,
e le due ragazze chiacchieravano del più e del meno quando la tedesca cominciò ad accarezzare lievemente un piedino di Laura (che indossava degli eleganti sandaletti color crema, a tacco alto) e, sfiorando con le labbra il sottilissimo braccialetto d'argento che l'italiana portava alla caviglia, le sussurrò "Non hai idea di quanto sia sexy questo braccialetto! Mi è venuta voglia di baciarti la caviglia la prima volta che te l'ho visto…" Laura non sapeva come comportarsi, così si limitò a rimanere immobile, quasi paralizzata, mentre la sua amica continuava la sua "esplorazione" verso l'alto, lungo le gambe tornite di Laura e, arrivata alle cosce, si fermò un attimo ad osservarla ma lei era completamente abbandonata, con la testa rovesciata all'indietro e gli occhi chiusi.

Rassicurata, Monika avanzò verso la zona velata dalla sottile stoffa delle mutandine dell'amica ma, non appena le ebbe appoggiato la mano sopra, il cellulare di Laura cominciò a suonare. La ragazza ebbe un sobbalzo e pensò in un istante: "Questo è Paolo che mi chiama. Oddio, ora come faccio a sembrare normale? A far finta di nulla? E se si accorge di qualcosa?". Rispose, un po' timorosa che il suo compagno potesse percepire la situazione a dir poco "stravagante" in cui lei si trovava, ma ebbe un vero e proprio choc sentendo invece una sensuale parlata siciliana e, a poco a poco, realizzò le parole che le venivano rivolte "Ciao Laura, sono io. Pensa un po', sono appena arrivato a Siena…Non te l'aspettavi, vero? Ci possiamo vedere oppure sei impegnata ???" Laura rimase di sasso e lì per lì non seppe che rispondere, sussurrando a Monika chi fosse al telefono (la sua amica teutonica era l'unica che sapesse della sua "torrida relazione virtuale" con Antonio, il bel siciliano dagli occhi verdi, che aveva conosciuto in rete qualche mese prima). Quest'ultima prese le redini della situazione dicendo a Laura di invitare Antonio a raggiungerle, che per le non era un problema, anzi, sarebbe stata contenta di fornire loro un appartato e sicuro luogo d'incontro… Laura allora diede ad Antonio l'indirizzo di Monika in modo che potesse raggiungerle in taxi dalla stazione e, dopo meno di 20 minuti, sentirono suonare il campanello.

Laura era agitatissima, pensava che probabilmente non ce l'avrebbe fatta a reggere tutte le emozioni di quella sera, senza sapere che il bello doveva ancora venire. Monika la mandò a aprire la porta e così Antonio si trovò dinanzi la sua gattina bionda, vestita in modo tanto succinto e sexy, mentre sullo sfondo si intravedeva un divano e delle lunghissime gambe allungate sullo stesso, che terminavano con dei piedini ornati da sandali neri con tacchi a spillo. Al momento rimase un po' perplesso ma, osservando attentamente Laura, cominciò ad avere dei dubbi, anzi, delle speranze sul tipo di serata che lo attendeva. Lei lo fece accomodare e lo presentò a Monika che lo soppesò con un lungo sguardo di approvazione, mormorando un "brava" all'indirizzo dell'amica. Dopo un breve scambio di parole, Antonio chiese a Monika se poteva approfittare della sua gentilezza e darsi una rinfrescata perché era stato in movimento fin dal mattino presto avendo partecipato ad un convegno a Milano ed avendo poi deciso di posticipare il suo rientro a casa fermandosi a Siena per fare una sorpresa alla "sua gatta toscana". Monika fu ben lieta di accontentarlo e lo accompagnò nella stanza da bagno, invitandolo a mettersi a suo agio.


Tornando nel soggiorno, dove Laura si era nuovamente adagiata sul divano, Monika le si sedette accanto e le disse "Complimenti, mi piace molto il tuo bel siciliano, sembra proprio un "Lupo famelico"! …". Cominciò poi a stuzzicarla dandole dei bacetti leggeri sul collo fecero rabbrividire Laura, facendole indurire i capezzoli già molto sensibili perché liberi da costrizioni, e Monika non seppe resistere all'impulso di appoggiarvi sopra le mani. Quando Antonio rientrò nel soggiorno, con addosso solamente un asciugamani allacciato in vita, si trovò perciò di fronte un delizioso quadretto con Monika che baciava Laura con fervore accarezzandole allo stesso tempo il procace seno con tocco sapiente ma delicato.

Si avvicinò allora silenziosamente alle due donne e, sedutosi accanto a Laura, cominciò a sfiorarle le gambe, chinandosi a mordicchiarle le ginocchia, salendo lentamente con al lingua verso le cosce ed arrivando al fulcro della sua femminilità facendola sobbalzare quando il calore del suo respiro la raggiunse proprio "lì". A quel punto, seppur a malincuore, Monika si staccò dalle rotondità dell'amica e propose agli altri due di spostarsi in un posto un po' più "comodo", cioè il suo lettone "king Size" (lascito di un precedente inquilino americano). In camera, Monika si avvicinò ad Antonio e gli sussurrò qualcosa all'orecchio, ottenendo un immediato ed entusiasta consenso. Laura, un po' confusa, si adagiò sulle coltri, dove fu prontamente raggiunta dall'uomo che, sondandola con il suo sguardo magnetico, le disse "Ora dimmi un po' qual è il tuo punto preferito". Al che Laura rispose con un sorriso malizioso "Vediamo se sei così bravo da trovarlo da solo". Entrambi si riferivano ad un gioco che spesso facevano "via e-mail"…

Antonio non si perse d'animo e, dopo averla bendata con un foulard di seta (gentilmente fornito da Monika che gli fece un complice occhiolino) cominciò immediatamente ad ispezionare con mani e labbra quella gattina che, un volta tanto, faceva solamente le fusa…e che fusa ! Cominciò dalle caviglie (come adorava quei piedini così ben fatti e con le unghiette dipinte di un tenero celeste), salendo lungo un immaginario e tormentoso sentiero lungo le gambe della ragazza che pensava di non poter resistere a lungo a quella dolce tortura. Arrivato alle seriche cosce, la fece voltare a pancia sotto ed, ammirando la perfetta rotondità delle natiche, le disse "mmmmm, vediamo le famose tre fossette.." che cominciò a sfiorare con la lingua provocando una vera e propria tempesta di eccitazione alla bella gattina che cominciava a non farcela più e respirava affannosamente. Con un dito si insinuò piano piano nella calda fessura e, sentendola così pronta e bagnata, il suo membro già turgido ebbe quasi un'impennata e l'uomo, liberandosi rapidamente del rettangolo di spugna che gli avvolgeva i lombi, sollevò Laura per i fianchi e la penetrò con un gesto quasi brutale che strappò alla bionda gattina un gemito di dolore che si tramuto in un sospiro di piacere.

Nel frattempo Monika, che si era finora tenuta in disparte, si avvicinò al letto e si insinuò sotto il corpo dell'amica, accarezzandola con dolcezza il seno ed avvicinando il viso alla fessura bagnata di Laura che, sentendo la lingua della donna sfiorarle il clitoride, ebbe un orgasmo violento che la lasciò senza fiato, mentre il suo lupo continuava il suo ritmico movimento dentro di lei portandola entro breve ad avere un ennesimo orgasmo, più intenso del precedente. Monika, visto che Antonio aveva "estratto la spada dal suo morbido fodero", decise di dedicare qualche attenzione al vigoroso attributo maschile, omaggiandolo con sapienti colpetti di lingua molto apprezzati dall'uomo.
Laura, totalmente frastornata e sempre con gli occhi bendati, allungo le mani e trovò l'umida morbidezza di Monika, affondandole il viso nel ventre e ricambiandola del piacevole trattamento subito in precedenza dalla cara amica. La bocca di questa continuava ad occuparsi del bel maschio con molto impegno e gusto fino a che l'uomo non raggiunse il culmine con una calda e vischiosa esplosione che la colpì in pieno volto mentre anch'essa godeva grazie alla lingua ancora inesperta ma molto entusiasta della gattina bendata….

E questo fu solo l'inizio di una lunga ed eccitante notte toscana….. "