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Improvvisamente....tu
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Titolo:
Improvvisamente....tu |
Autore:
Infrarosso |
Contatto:
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Racconto
n° 2028 |
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Un ricordo. Un vivido ricordo del nostro incontro. Ero seduto solo e pensieroso in quella spiaggia deserta in riva al mare. Ottenebrato dal dolore. Fuggito da tutto e da tutti. Ogni giorno, mattino e sera, nel medesimo posto, con lo sguardo vuoto e lontano. Un silenzio implacabile sovrastava il leggero fruscio delle onde. Una brezza leggera accompagnava il mio sguardo rivolto verso il nulla. Improvvisamente, tu. Camminavi lentamente, i capelli neri e lunghi leggermente scompigliati ti nascondevano il viso. Il riflesso del sole mi impediva di vederti con chiarezza. Riuscivo ad intuire solo il tuo sorriso. Il tuo incedere metteva in risalto le gambe lunghe ed affusolate ed un corpo regolarmente perfetto. Una serie di piccoli avvallamenti ti fecero incespicare poco lontano da me. Il tuo seno pieno e sodo, libero da ogni costrizione e ben visibile sotto la sottile maglietta color rosso, si spinse prima verso il basso e poi perentorio verso l' alto. - Cazzo! - La tua improvvisa esclamazione mi liberò da cupi pensieri. - Fatto male? - Chiesi meccanicamente, sembrando preoccupato. - No, tutto bene, grazie - Mi rispose la tua bocca ancora sorridente. E cominciasti a parlare, come un fiume in piena. Senza fermarti, mai. In poche decine di minuti sapevo tutto di te. Io ti dissi solo del mio dolore. Non ho mai capito e forse mai saprò se la tenerezza e l' amore che mi regalasti nelle ore successive scaturì dalla simpatia o da un senso di pietà. Seduta accanto a me eri ancor più bella. I capezzoli sotto la stoffa avevano preso vita e vigore. I pantaloncini stretti e tirati evidenziavano un monte di venere liscio ed invitante. - Sei molto bella sai, molto bella ed arrapante - Azzardai senza vergogna alcuna. - Davvero? - La tua risposta laconica, in bilico tra domanda ed affermazione. Allungai una mano in una sorta di carezza, senza toccarti, partendo dalla testa scendendo lungo la schiena. I nostri occhi si incrociarono in un muto senso di complicità frammista a desiderio. Improvvisamente ti volevo, assolutamente ti volevo. Ti volevo per sfogare tutta il mio rabbioso desiderio di chi non c' era più. Anche tu mi volevi, lo dicevano i tuoi occhi scuri. Non so perchè. Mi volevi con la mia stessa intensità. Niente parole, niente domande, niente corteggiamenti, niente di niente, solo voglia irrefrenabile l' uno dell' altro. Presi la tua mano, la portai a sfiorare i pantaloni rigonfi per farti "sentire" l' intensità del desiderio, ed allontanai la mia. Senza imbarazzo la tua mano rimase ferma, appena un attimo, per poi stringere con forza ed appropriarsi del mio membro duro. A quel punto ti presi con sicurezza per i fianchi e, sfilandoti la maglietta, ti feci sdraiare. Ti ricoprii di baci leggeri sfiorando la pelle. I tuoi seni guardavano il cielo terso ed i capezzoli irti e grandi erano un invito per la mia bocca. Cominciai a baciarli e succhiarli alternativamente, con ingordigia, ed i capezzoli si inturgidivano sempre di più mentre i miei denti li mordicchiavano con delicatezza. Contemporaneamente infilai una mano nei tuoi pantaloncini e, superato il monte di venere, trovai una striscia di peli radi e teneri e poi, più giù, la morbidezza della tua vagina già umida di umori e di intenso desiderio. Ti baciai l' ombelico, tutto intorno, per poi scendere lentamente con la lingua, con esasperante lentezza. - Scopami, scopami come se fossi la tua donna, fai provare a me quello che faresti provare a lei - La tua richiesta mi lasciò interdetto per un attimo, come potevi sapere...? Scacciai ogni dubbio, non era tempo... Una mistura di desiderio e rabbia si impadronì di me. In un attimo fummo nudi. Un fisico imperiale e fremente si svelò ai miei occhi. Il mio corpo vibrava di desiderio. In un lampo fui dentro di te e cominciai a prenderti con foga. - Non così, non così, lei non avrebbe voluto così, questa è rabbia, non è amore - La tua voce suadente mi riportò alla realtà e rimasi alcuni istanti fermo, immobile, frastornato. La tua bocca si impadronì della mia, le tue mani affondarono nei miei capelli e cominciasti a giocare facendone dei riccioli. - Non fermarti, facciamo l' amore con gioia, come deve sempre essere, una fusione di corpi, una fusione di desideri, una fusione di anime - Che dolcezza nella tua voce. In un attimo entrai nella tua dimensione ricominciando con affondi lenti e calibrati. Il tuo orgasmo arrivò improvviso e liberatorio per entrambi. - Non fermarti, continua - Mi dicevi stringendomi forte dentro di te mentre il mio pene gonfio a dismisura pulsava pronto a scoppiarti dentro. - No, adesso facciamo come dico io - Ti dissi uscendo dal calore della tua vagina e portando la mia lingua sul tuo clitoride che cominciai a titillare con foga. Ti piaceva, lo capivo che ti piaceva e continuai a leccare e mordicchiare fino a quando con un dito entrai appena dentro di te e tu, irrigidendoti, con un urlo arrivasti ad un altro fremente orgasmo. Il tuo odore ed il sapore dei tuoi umori mi riempivano le narici e la bocca aumentando la mia eccitazione. La tua fica era ormai fradicia di desiderio, del desiderio di sentirmi duro dentro di te e di sentire il mio seme irrorarti con frenesia e passione. - Adesso scopami, non farmi rimanere con questa pazzesca voglia di te, entra in me, scopami, ne ho bisogno! - In un attimo mi sei salita sopra, mi guardavi intensamente, mentre sollevavi il bacino e mi facevi entrare di nuovo dentro di te, un poco alla volta. Cominciasti a muoverti ritmicamente, il tuo bellissimo seno mi dondolava invitante sopra gli occhi, il tuo sorriso illuminava il cielo, i tuoi occhi, prima chiusi e poi aperti, mi imploravano. Il ritmo aumentava sempre più e diventava sempre più frenetico fino a quando improvvisamente il glande si ingrossò ancor di più, pronto a scoppiare in un orgasmo che arrivò improvviso e feroce, rabbioso e liberatorio, insieme al tuo. Respiravamo a fatica boccheggiando alla ricerca dell' aria. Ti chinasti su di me, ti abbracciai e ti baciai dolcemente sulle labbra mentre il cielo intorno a noi cominciava a diventare scuro. Poche ore in cui abbiamo vissuto io e te, soli, in un mondo diverso che non è il nostro. Una corsa verso l' acqua, un bagno ristoratore. Qualche minuto sdraiati sulla spiaggia, nudi, mano nella mano. Pervasi da un senso di calma ed appagamento. Peccato, non ci siamo più rivisti, l' amore di un attimo, il ricordo che rimane per sempre con un nome che ritorna, di notte, furtivo nei miei sogni....Antonella.
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