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Non succede mai niente
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Titolo:
Non succede mai niente |
Autore:
Brain |
Contatto:
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Racconto
n° 2038 |
Altri
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Smaniosi, desiderosi e frementi di sesso. Incapaci. Gesti nervosi, tensione spasmodica, movimenti meccanici. Un tormento tra le gambe, e la mano che scivola lì, a stringerlo e lisciarlo, maltrattarlo. Senza gioia. Sullo schermo evoluzioni di acrobati, chiappe spalancate, cazzi stantuffanti. Uno sguardo avido, impaziente, e il piacere fugge, sono solo pochi istanti di una sensazione al limite del fastidio. Finisce, come tutte le cose, ma subito e con amarezza, con un vuoto, e la nostra vita sessuale non c’è. Insaziabili sguardi si posano su ogni culo per strada, e viviamo di questo, di calendari, di showgirl, di ballerine tettute. Incapaci. Frenati da chissà cosa non ci godiamo niente, scopiamo con soli 15 cm su 180 che ce ne ha dati la natura. Non lo sappiamo fare. Vogliamo sentire, entriamo e pensiamo di dover sentire chissà cosa, e quel qualcosa non c’è, non può arrivare attraverso i muscoli tesi, la volontà annebbiata. E pensi che devi spingere di più, muoverti, frenetico, come fa Rocco, e lì che ti concentri su quei 15 cm, dolendoti che non siano 20, come se poi lo avresti saputo usare meglio. Un coglione. Questo sei. Un cretino che non sa fare niente. E lo capisci, te ne convinci, e ti muovi di più. Il corpo si ribella, quella tensione è male, è veleno. Sputa tutto fuori, si vuole liberare, e ti liberi anche tu. Ti liberi dell’incapacità di godere, archivi il probelma, fai finire tutto subito, il prima possibile. Coglione. E torni a guardare tette, e le sogni enormi, alte e sode. E sogni di affondarci, e vuoi che siano tutte per te. Ma non te le sapresti prendere. Sul piccolo schermo sono in tre, in quattro, non si riescono nemmeno a contare tanto che sono intorcigliati. E sono intorcigliati per lunghi interminabili minuti, la loro orgia dura quanto tutte le tue scopate di un anno messe insieme. Nervoso e amareggiato, quei corpi ti danno un pugno allo stomaco; si alza, ma non è contento. Nulla, tutto questo è fatto di nulla, e tu lo sai. Tu non ci sei, non sei lì, il tuo corpo non c’è. Ci sono solo quei 15 cm, da cui implori chissà cosa, chissà che prestazione, che prova di forza. In fondo lo odi, non è buono e non funziona, e così ti senti tu, inutile. Non sai godere tu, non fai godere lei. Inutile. Non succede mai niente, e la colpa è tua. Che schifo.
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