|
|
|
Il capo
|
|
|
Titolo:
Il capo |
Autore:
Lulla |
Contatto:
|
Racconto
n° 2046 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Quella mattina, come tutte le altre, era indaffarata a risolvere qualche problema che infastidiva il solito cliente noioso. Non si era nemmeno accorta che lui era già lì e salutava tutti mentre camminava proprio nella sua direzione. Una mano sulla spalla in un momento di massima concentrazione è bastata a farla trasalire “Ciao, siamo in riunione tra dieci minuti, sei pronta?” Si si… il tempo di prendere una penna per gli appunti, due fogli appena stampati… Nell’ufficio del capo i vetri erano pulitissimi e il sole irradiava calore e voglia d’estate. Lei era una macchia colorata in mezzo a tutti quei tailleur grigi. La gonna che aveva cucito proprio lei, lunga fino a toccare terra, un mix di mille jeans vecchi e dimessi, la maglietta rossa, quella attillata che le piaceva mettere quando voleva che gli occhi fossero solo per lei, i capelli sempre sugli occhi, i tatuaggi a colorare quella scrivania grigia... e il suo solito sorriso sbarazzino e malizioso. Lui era fasciato in un completo gessato, camicia bianca e cravatta grigia… le mani possenti, i pettorali scolpiti, la pelle abbronzata. Non si poteva certo dire che passasse inosservato, oltre che essere un capo tra i capi lì dentro era anche uno tra i più carini, senza dubbio. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che a lui potesse piacere una come lei… erano come la notte e il giorno, l’acqua e il fuoco, niente in comune. Lei per tutta la riunione si divertiva a stuzzicarlo con occhiatine provocanti… c’è stato un attimo in cui lui ha vacillato, mentre stava spiegando la struttura del nuovo sito e lei si è inumidita le labbra con la lingua lasciandogli intravedere quella piccola sfera lucida, lui ha farfugliato qualcosa senza senso e in mezzo ai commenti soffocati delle altre è spiccato il sorriso compiaciuto di chi ha raggiunto il suo scopo senza troppi sforzi. “Allora se non avete domande io avrei finito… Dany io e te dobbiamo parlare per quel lavoro ma qui hanno bisogno dell’ufficio, accompagnami nel mio” Certo…. e mentre tutte tornano alla loro squallida scrivania grigia, con le loro opache gonnelline e i loro commenti sussurrati su di noi, io lo seguo allegra e scodinzolante. Niente vetri qui. La porta non è ancora del tutto chiusa che mi ci trovo già sbattuta contro, le sue mani stanno già analizzando la voglia che ho di lui e in un sospiro sento la sua voce “Quando l’hai fatto quel coso sulla lingua? Non mi hai detto niente… adesso lo voglio provare” E in un attimo mi spinge giù, dietro di me la porta, davanti a me i suoi pantaloni che sto già aprendo con mani esperte… mi sento in trappola ed è una cosa che mi piace da impazzire. Lui ha il solito sapore, di sesso, di trasgressione, di potere! Mi piace giocare con lui, fargli assaggiare la mia lingua e le mie labbra, fargli salire la voglia senza concedergli niente fino a sentire le sue mani che mi spingono giù la testa quando decide che ne vuole di più. “Cazzo quella cosa sulla lingua funziona eccome… sei proprio una troia”. Sentirlo così mi accende ancora di più, essere inginocchiata davanti a lui, imprigionata dal suo desiderio ma con tutto il potere tra le mie labbra mi fa sentire viva più che mai. Ma è proprio nel momento in cui mi sembra di sentirlo scoppiare che si scosta e mi fa alzare, mi guida verso la scrivania mentre le nostre lingue si intrecciano, mi solleva la gonna e senza mezzi termini me lo mette dentro. E’ come se avessi vissuto sempre e solo in attesa di quel momento, la testa mi gira, mi sento bollire, non so più controllarmi. Lui è davanti a me e mi sta scopando colpo dopo colpo come se mi volesse punire, in piedi, mi spinge sui fogli che in teoria avremmo dovuto controllare insieme, la porta non è neanche chiusa a chiave, potrebbe entrare chiunque e la cosa mi eccita ancora di più. So che gli piace guardarmi in faccia mentre vengo, vedere l’effetto devastante che ha su di me, sentire il mio corpo che si contrae, controllare la mia mente che si annebbia… vedermi vogliosa e calda mentre chiedo di più. Ed è proprio questo lo spettacolo che gli concedo in breve. Non sono neanche sicura di aver tenuto un tono di voce basso. Lui mi osserva soddisfatto mentre continua a spingere e a sudare e a scoparmi. “Voglio la tua bocca, mettiti giù” Non aspettavo altro. Lo prendo in bocca e comincio a pompare, lui mi tiene una mano dietro la testa e spinge…. ogni volta che lo sento al limite mi scosto e rallento… con la lingua scendo per prendergli le palle in bocca, lo guardo mentre butta la testa indietro e geme di piacere…poi risalgo e ricomincio da capo.. e succhio, lecco, bacio… la mia saliva e i suoi umori insieme hanno un sapore unico. Ma questa volta non mi voglio fermare, lo sento che non può più trattenersi e lo lascio esplodere nella mia bocca… il suo seme bollente mi riempie, non smetto di pompare rallento solo un po’, aspetto che mi abbia dato tutto e gli do qualche leccatina per concludere. “Brava, lasciamelo bello pulito che ho una riunione tra un minuto”. Mi alzo, mi ricompongo “Senti poi passi da me quando hai tempo che devo farti vedere un lavoro che ho fatto?” Intanto mi avvio alla porta “Ok, ci vediamo dopo allora, sai che sei sempre fantastica, ti adoro gattina” Quanto mi piace questa trasformazione, un minuto prima sono la sua troia e subito dopo mi bacia dolcemente una guancia e divento la sua gattina. Chi può immaginare che una come me possa avere tra le mani merce di alto livello come questa… eppure! A “letto” non esistono le impalcature, niente abiti di classe o meno, né parrucchieri od estetisti… il sesso ti vive per come sei.
|
|
|
|