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Una incosueta media matematica
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Titolo:
Una incosueta media matematica |
Autore:
Saintsavin |
Contatto:
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Racconto
n° 2053 |
Altri
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-Ha chiamato Anna, ha detto che questo fine settimana lo passano al mare e gli farebbe piacere se mandassimo con loro Eugenio, che ne dici?- e baciò Franco sul collo che si era appena seduto davanti al PC per controllare la posta. Con Cinzia sono sposati da più di venti anni, pur vivendo le difficoltà di qualsiasi coppia la loro complicità di amanti è sempre rimasta viva. Quando si propongono occasioni per rimanere soli Franco che Cinzia vivono con trepidazione l’attesa del momento in cui potranno abbandonarsi senza condizionamenti alla ricerca del piacere assoluto come fossero una coppia di amanti clandestini travolti dalla passione dei primi incontri. Franco le afferra il polso e in modo energico la porta davanti a se facendola girare e così come gli piace fare quando ballano la segue appagandosi della visione dell’armonioso corpo di Cinzia. Ora è ferma davanti a lui, la vestaglia nel movimento si è leggermente aperta e lascia intravedere il suo corpo ben fatto, Cinzia lo guarda con l’aria provocante sapendo che in quei momenti ha il potere di impossessarsi dell’anima dell’ uomo che ha davanti, le mani di Franco le accarezzano le cosce, nel salire girano le afferrano con decisione il culo e con prepotenza la attira verso di se, le labbra di Franco sfiorano con un bacio la pelle subito sopra l’elastico del tanga, quindi la guarda e provocatoriamente gli chiede: -come la vuoi questa serata mia amata? Tranquilla, passionale, romantica o trasgressiva?-, -oggi mio bel principe mi sento porca, decisamente trasgressiva-, rimanendo nel gioco -ti metto alla prova, non credo riuscirai a seguirmi fino in fondo-, Cinzia si china sfiora con le sue labbra quelle di Franco e gli sussurra? -ne sei convinto?-, si gira e torna nella camera di Eugenio a terminare il cambio di stagione. Rientrando nel ruolo della coppia genitrice Cinzia grida a Franco, che nel frattempo ha ripreso la lettura della posta -Prendi tu Eugenio a scuola? Io così preparo la borsa, poi da Anna lo accompagno io-. Rientrarono a casa verso le 20.30, ad accompagnare Eugenio ci andarono assieme era un po’ che Franco non si vedeva con Bruno, anche se poi non riuscirono a dirsi un granché visto che il suo amico era tutto preso dai preparativi della partenza e dalle direttive impartite da Anna e poi si era aggiunta la confusione dei bambini eccitati dalla vacanza. In macchina con Cinzia avevano programmato la serata, cena al ristorante messicano, quindi al Cuba Libre finché la confusione non avrebbe impedito di ballare tranquillamente per poi terminare la serata a casa, loro due soli senza condizionamenti. Pronti uscirono, in ascensore Cinzia tirò su la gonna mostro le autoreggenti a Franco e aggiunse -Così se ci va possiamo farlo anche in piedi e dove vogliamo, anche nel bagno del ristorante- prese la mano di Franco e se la portò in mezzo alle gambe, Franco spinse il pulsante dell’arresto -sei pazzo? Rientrano tutti, se scoprono che siamo noi che figura facciamo?- Franco senza scomporsi spinse il pulsante del piano del loro appartamento, entrò in casa e riuscì con un berretto in mano, guardò con un sorriso Cinzia -La nostra notte trasgressiva è tutta in questo berretto, io le sfide le accetto vediamo se sei così porca come hai promesso-, le diede un bacio sulla guancia per non sciupargli il trucco e si avviarono a vivere la loro notte. Durante la cena Cinzia si accorse di essere oggetto di attenzione di un tizio seduto vicino al loro tavolo e si divertì ad eccitarlo scosciandosi più del dovuto e provocando volontariamente un certo fastidio in Franco, -non ti sembra di esagerare?-, -se quello che mi attende è così stravolgente per me, permetti che ora il gioco lo conduco io- controbatte Cinzia. -Ora mi alzo e vado in bagno, scommetti che mi segue?- Franco non fece in tempo di dire -non fare la st….- che si alzò, il tizio come aveva previsto si avvio anch’egli verso i bagni. La situazione provocò in Franco un misto di fastidio, gelosia eccitazione, ma una cosa lo intrigava particolarmente, non aveva mai visto Cinzia così determinata a giocare e questo era di buon auspicio per il gioco che aveva in mente, sul quale aveva tante volte fantasticato, ma che aveva sempre tenuto per se e soprattutto non aveva mai osato proporre. Dopo qualche minuto Cinzia tornò al tavolo -Beh?- -Beh cosa? Sei curioso di sapere, vedo. Mi sembra che tu abbia perso un po’ della tua strafottenza-rispose Cinzia -Non fare la stronza, ti ha detto qualcosa? -Cinzia sorrise e con molta civetteria rispose -quando l’ho incrociato mi ha guardato spogliandomi con gli occhi e mi ha sussurrato: -sei un sogno- a pensarci bene tu questo non me lo hai mai detto- -non fare la cretina, spero che non gli abbia risposto- - e perchè non avrei dovuto? Sarebbe stato sgarbato da parte mia, l’ho ringraziato. Pensa mi ha anche dato il suo biglietto da visita- Franco fece un’espressione molto incredula, troppo incredula tanto da provocare in Cinzia la soddisfazione di mostrare il biglietto appena ricevuto. La scena fu seguita dal tizio che stava rientrando in sala e non si mostro per nulla turbato dalla naturale occhiataccia che gli riservò contrariato Franco. La rivincita di Franco fu al momento di andar via, con uno sguardo di sfida fece notare al tizio che il suo il biglietto rimaneva lì sul tavolo, l’altro mostrò indifferenza. Non rimasero molto a ballare andarono via prima che la sala si riempisse, Cinzia era più bella del solito, il desiderio si era completamente impossessato di entrambi. Entrati in macchina Franco trovò il coraggio solo dopo che con aria di sfida, che non nascondeva una certa impazienza, Cinzia chiese -Allora con questo berretto cosa ci devi fare- Proteggerti dal sole?-, -sei impaziente a quanto vedo, meglio così-. Franco prese il berretto chiese a Cinzia di raccogliere i suoi capelli e di indossarlo, prese gli occhiali da sole dal cruscotto della macchina glieli diede così come le fece indossare il suo giubbotto. Cinzia divertita accese la luce interna, tirò giù il parasole e si specchiò -non dirmi che ti eccito conciata a questo modo-, -va bene- rispose Franco -ora ti dico cosa ho in mente e perchè-, -fantasticando sulla trasgressione ho pensato che il massimo per un uomo è fare l’amore con due donne, per una donna con due uomini- -ma va? Disse Cinzia- -Aspetta lasciami spiegare, ho pensato a una sorte di media matematica- -Ecco, penso che un transessuale dall’aspetto molto femminile sia il punto di incontro della trasgressione tra un uomo e una donna-, Cinzia non riusciva ancora a comprendere e tanto meno a trovare un effettiva logicità nella tesi di Franco -nel senso che così vestita ti sembro un trans?- -no nel senso che così vestita andiamo a cercare il nostro ipotetico trans e sentire cosa ci propone quando da vicino vede queste tue belle gambe- che accarezzò e aggiunse -Te l’avevo detto ora il gioco lo conduco io, ti sei divertita al ristorante?-. Fecero dapprima un rapido giro dei trans che sostavano ai bordi della strada, molti giocavano con i loro enormi membri e li mostravano al passaggio delle auto -Molte hanno un corpo da farvi invidia- disse Franco per spezzare il silenzio che era calato tra loro, -in quanto ad invidia pensavo alla stessa cosa, ma non guardavo il corpo- rispose ironicamente Cinzia. Il secondo giro fu più lento, così lento che gli sguardi con i trans si incontravano Cinzia nel suo imbarazzo era terribilmente eccitata, improvvisamente ed inaspettatamente Franco si fermò di fronte ad un trans molto bello che mostrava muovendosi, una femminilità naturale priva di volgarità, una donna bellissima pensò Franco. Il trans si avvicinò al finestrino solo quando fu certo di essere lui l’interesse degli occupanti della macchina e con un bel sorriso, che rassicurò in qualche modo Cinzia, disse: -ciao belli che facciamo?- il vetro scese, e Franco accarezzando le gambe di Cinzia per far comprendere bene la situazione chiese: - hai una stanza tua?- -Sì, ma in camera prendo di più e poi siete una coppia, questo costa-, -facci riflettere un momento, ora ripassiamo, tu intanto pensa ad un’offerta onesta, se è esagerata non accetteremo comunque-. -Sconvolta?- -Tu che dici- rispose Cinzia, ma non era indispettita e questo sorprese Franco che accostò. Senza dirle nulla la baciò e con la mano sentì che Cinzia era completamente bagnata, non disse nulla ripartì, il trans era ancora lì, li accolse con il suo bel sorriso e con l’aria di chi gia sapeva che sarebbero tornati, -mi piacete siete simpatici di solito chiedo di più, anzi questa cifra la chiedo normalmente alle persone sole…..-, Franco tagliò corto aveva paura che quella specie di trattativa spezzasse l’incantesimo, disse al trans di salire e ripartì seguendo le indicazioni. Cinzia oramai era come stregata dalla situazione. Non camminarono molto, al momento di scendere Cinzia esitò, Isabella, era questo il nome del trans capendo l’imbarazzo la rassicurò dicendogli che non c’era nessuno a quell’ora della notte che potesse vederla. Entrarono nell’appartamento, Isabella non doveva esser l’unica inquilina, si intravedeva la precarietà dello stile di vita degli occupanti, a terra c’era la ciotola di un bel gatto bianco che si aggirava pigramente per il piccolo ingresso, Isabella fece strada e si trovarono in una camera da letto arredata alla meglio. -Cosa vi piace fare?- chiese in modo un po’ troppo professionale, mentre estraeva dalla borsa una confezione di profilattici, Franco la guardò facendogli capire che doveva solo assecondare non c’era nessuna richiesta in particolare, la sua preoccupazione era solo Cinzia, era il centro, il gioco non era cosa il trans potesse offrire, erano già nel pieno, anzi potevano già finire lì, ma questo Isabella non poteva saperlo. Torno a preoccuparsi di Cinzia, che non sapendo cosa pensasse Franco era completamente disorientata. La baciò aveva gli occhi chiusi, tremava leggermente -va tutto bene?- gli chiese, Cinzia rispose con un bacio -se tu sei tranquillo lo sono anch’io- aggiunse. La spinse sul letto a fianco a loro su invito di Franco si dispose anche Isabella. Mentre con una mano accarezzava Cinzia con l’altra accarezzava l’enorme seno di Isabella la quale iniziò a spogliarsi, era stupenda. Franco con delicatezza girò il viso di Cinzia e la invitò a guardarla. Fu a questo punto che Franco e Isabella iniziarono a spogliare Cinzia, -prendimi Franco- nel frattempo Franco prese la mano di Cinzia e la portò ad accarezzare il cazzo di Isabella, la sensazione che provò Cinzia fu intensissima, percepì fino in fondo il senso del simbolo fallico attribuito al serpente -è enorme- sussurrò a Franco -lo vuoi?- chiese Isabella intuendo qualcosa, Franco si tolse si mise di traverso baciò a Cinzia e iniziò un lungo bacio quasi a soffocarla ad un cenno di Franco Isabella fu sopra Cinzia, Franco a quella vista pensò di impazzire, una visione stupenda. Cinzia grazie alle cure di Franco trovava il coraggio di abbandonarsi e di lasciansi trascinare dal quel vortice dal quale non aveva più la forza di reagire. Franco notò la crema che probabilmente Isabella utilizzava nei suoi rapporti e fu più forte di lui, la prese la mise in mano ad Isabella prese Cinzia e se la mise sopra, con le mani iniziò ad allargagli le natiche, fu a quel punto che Cinzia provò un’emozione fortissima, sentiva la sensazione del bagnato della pomata che Isabella le stava sapientemente spalmandogli nell’ano. -Ho paura Franco è enorme- -provaci, l’aiuto io ad entrare-, e gli afferrò il culo con maggior forza. Isabella si preparò a penetrarla e appoggio il suo enorme pene sull’incavo del culo di Cinzia che in questo modo ne avvertiva anche il peso. Iniziò a penetrarla, non entrò molto -non ce la faccio fa male, aspetta, aspetta fermati, troppo, troppo, fa male troppo è troppo grande, fermati un attimo ti prego è troppo, troppo, non ce la faccio, basta ti prego basta- Isabella si fermò, ma quei brevi istanti donarono a Cinzia una serie di intensi e ravvicinati orgasmi così come non ne aveva mai provati in vita sua, Franco si lasciò andare anche lui e venne dentro Cinzia ansimando come non mai. Non ebbero nemmeno il tempo di abbandonarsi per riprendere fiato che Isabella con tono un po’ distaccato e di chi aveva fretta di tornare al lavoro chiese -vi è piaciuto? Se tornate conosco tanti giochini da farvi fare-. La riaccompagnarono esattamente lì dove era salita in macchina, ora per Cinzia era tutto più difficile, gli sguardi incuriositi degli altri trans, non aveva più il camuffamento, quando si fermarono per lasciare Isabella erano insopportabili. Isabella scese non si girò nemmeno e non si accorse che Cinzia aveva alzato la mano in segno di saluto. -E’ stato bello, però ti prego non ne parliamo ora a mente fredda provo troppo imbarazzo- Franco la accarezzo le prese la mano e la baciò.
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