I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
La cena
Biblioteca
Titolo: La cena
Autore: Oltrelorizzonte
Contatto:
Racconto n° 2065
Altri racconti dello stesso Autore:
Rossella è una donna che sa il fatto suo, decisa, vive la sua vita limando gli spigoli consapevole che il destino le permette una sola opportunità di esistenza per quella che è.
Attraente, istintiva ingloba il senso del limite in modo anarchico, un solo confine: non far male a nessuno.
Mentre si lava le mani si guarda allo specchio, si piace e sa di piacere, in particolare oggi, è libera, il marito a Bari per tre giorni, la figlia a Roma in gita scolastica.
La cucina l’aspetta, ha ospiti e vuol preparare qualcosa di speciale, leggero ed intrigante come la serata che l’attende…
Sorride al volto che la guarda dallo specchio e uscendo dal bagno ripensa a 15 giorni prima…
…Deborah, qualche anno meno di lei sposata una figlia compagna di scuola della sua, un marito impegnato che spesso erra per il globo, era passata a prenderla per uscire a cena con le altre due amiche, cene di donne e pettegolezzi-.
L’argomento come spesso accade aveva preso una piega sentimental- erotica- libidinosa, Tutte le altre erano donne normali, famiglia e poco più. Rossella sapeva dell’amante di Carlotta, meglio un secondo marito, vita difficile che per lei era assurda, tuttavia non si esprimeva mai, su questi argomenti in modo serio. Rossella aveva una sua storia, meglio altre storie fatte di attimi, sensuali piacevoli ma che restavano fuori dalla sua sfera affettiva, e che d’un tratto si erano incrociate con la Storia con la Esse maiuscola.
Quell’ uomo che apparso da nulla era diventato l’Amante senza respiro, senza nome.
Ascoltava distratta le parole delle altre, con sorriso stereotipato e si accorse che l’argomento era la scopata senza cerniera, teorizzata in un libro da una celebre, grazie a quel romanzo, scrittrice .
Nancy si accalora, sposa l’idea, Carlotta la contrasta, adulterio? Possibile se esiste il sentimento, si possono amare più persone contemporaneamente.
Rossella si accorge di osservare Deborah, sa che la sua vita è stata un solo uomo, e la coglie a guardare con occhi lucidi Nancy, lucidità che Rossella conosce,sa che la sua fonte è l’eccitazione.
La guarda, le guarda la nuca che i capelli corti le lasciano scoperta, il viso di profilo, le labbra carnose e sensuali, il ciuffo di capelli che le cade sugli occhi.
Le voci restano rumori, gli occhi di Rossella notano quel suo muoversi sulla sedia che nasce o da scomodità, o da un bisogno impellente di usare il bagno, oppure …Succede anche a lei quando pensa all’Amante, o legge le sue mail ed i suoi slip si bagnano.
Desiderio, è la parola che descrive lo stato d’animo di Deborah. Rossella si alza per avvicinarsi all’altra senza un reale scopo, dietro di lei ne coglie il profumo e sente un brivido è un profumo che conosce, maschile. Chiude gli occhi e ricorda un volto, passato un orgasmo, un ricordo piacevole e si accorge che bacerebbe quel collo così profumato. La sfiora e la sente rabbrividire. Poi una battuta un sorriso. La serata finisce.
L’accompagna a casa, e scivola abilmente su un discorso appendice; la stuzzica, e coglie di fondo una sensazione, vorrebbe, certo ha paura, ma il desiderio è forte.
Rossella parla in terza persona,
-Un’amica, tempo fa. Corso di aggiornamento lontana da casa… Notti in albergo sola…
Una sera cena al ristorante dell’Hotel…uomo solo, sorriso unico tavolo due chiacchiere politica, lavoro, un po’ di vino e poi.
-La ringrazio della compagnia, le auguro buona notte, me ne vado nella mia stanza 224, e spero di dormire-
-Fa fatica a dormire?-
Rossa in viso gli aveva risposto in maniera vaga e si era allontanata.
In camera seduta sul bordo del letto il telecomando della Tv in mano …zapping …qualcuno bussa alla porta… Strano, senza pensarci apre…Lui la guarda, due bicchieri in mano ed una bottiglia di Champagne.
-Ho pensato che questo potesse aiutarla a dormire-
Si sente una stupida, ma lo fa entrare. Non riesce a formulare una parola, si accorge che è l’inguine che comanda. Gli prende i bicchieri dalla mano mentre lui stappa la bottiglia. Il liquido esce e riempie il bicchiere …li sollevano e guardandosi negli occhi bevono… Lei lo bacia, la bocca fresca di champagne, la sua lingua calda e morbida i bicchieri su un tavolo, le mani si frugano, gli abiti abbandonano i corpi; Lui le accarezza i seni, lei coglie il suo membro che preme lo aiuta ad uscire …
La prende ancora in piedi mezzi svestiti, lo sente turgido e pulsante mentre la sua bocca le bacia il collo… poi un film…
Lo stende sul letto e lo libera dagli ingombranti vestiti, si china e gli succhia il membro eretto…aromi forti …nudi si prendono e si danno senza soluzione di continuità…
Sdraiata sotto di lui le gambe sui suoi fianchi, lo sente fino in fondo…baci…carezze …turbinii.
Girati al contrario mentre lui fa scivolare la lingua sul clitoride, lei gli bacia i testicoli e lo guarda…eccitata gli bacia l’ano e lo inumidisce … il suo dito lo penetra… quando lui la sodomizza…dolore e godimento. Vengono più volte in tutti i modi possibili…
La luce dell’alba li trova addormentati…Via prima che… niente nomi, mail? Si privatissima due nickname inventati al momento e poi…-
Rossella, guardò Deborah, sentiva il fuoco al ricordo di quella notte e capì che se solo una mano avesse sfiorata il sesso dell’amica, sarebbe venuta. Non solo, si rese conto che avrebbe voluto farla venire!
E’ tardi, buona notte.
Due giorni dopo una mail birichina, L’amante -gli racconta di un flash avuto, di una idea folle, a che fare con la geometria- Rossella risponde, sapendo che in quel momento ha voglia di lui…andata e ritorno di brevi scritti, sempre più eccitanti.
Alcune sere dopo si trova con Deborah, si accorge che è in subbuglio, che vorrebbe dirle qualcosa ma si trattiene.
Infine:
-Rossella, devo proprio dirtelo sono tre giorni che ricevo mail da uno sconosciuto.
Prende dalla borsetta dei fogli di carta e glieli porge. Questo è il primo
-esistere è una sensazione, sentire è essere, essere senza sentire è non esistere- Seneca191
Rossella sorride, -un ammiratore segreto,!- –
-Sono sempre più avvolgenti, insinuanti, intriganti. Leggi questa.
-La natura di una donna, soffice come la neve, calda come la sabbia del deserto, umida come la rugiada. In questo universo che è il tuo corpo lascerei vagare la mia mente trasgressiva per annullare le difese e sprofondare con tutto me stesso!
Non rispondo ma mi mancherebbero. Mi ritieni una stupida?-
Rossella le accarezzò il viso e le disse, -Ti piacerebbe scopartelo?-
Imbarazzata Deborah restò in silenzio, poi quasi parlando a se stessa disse -credo di si, mi piacerebbe scopare con lui! -
Dieci giorni dopo quella famosa cena a quattro, Rossella invitò a cena Deborah. -Sono sola e lo sei anche tu, preparo un po’ di pesce se ti va.- -Ok, dimmi se ti serve una mano-
- no, piuttosto come va la tua corrispondenza?-
Deborah la considerava sua complice e oramai le raccontava tutto.
-Ieri mattina gli ho risposto, una banalità, gli ho detto mi fai sentire come una adolescente che scopre il mondo sconosciuto del sesso, sfiorandosi in continuazione-
-e poi?-
-Mi ha risposto con tre mail una dietro l’altra, nell’ultima le allusività erano decisamente meno allusive. Con metafore ma molto espressivamente in quelle tre mail ha fatto l’amore con me, ci credi che vibravo, avevo lo stomaco che si torceva!-
-Incontralo allora-
-Non lo farò mai, -
Rossella, la chiamò la sera prima della cena,
-Deborah, non saremo sole, se non ti dispiace, un amico passava di qua ho aggiunto un posto a tavola. Tranquilla è simpatico.-
-per me nessun problema, ma se tu…-
- Tutto bene ci vediamo domani.-
Rossella aveva finito erano le sette, tutto era pronto, carpaccio di spada, crostini con salmone affumicato, i gamberoni erano pronti per saltare in padella con il cognac, il Greco di tufo era in frigorifero .
La tavola pronta per ricevere i tre ospiti.

-Ciao, ben arrivata,-
- Tutto pronto? Ho portato un po’ di gelato-
-Il tuo amico?-
-Arriverà…Il tuo spasimante ?-
-Mi ha scritto che se potesse scivolare tra i fili del telefono, si insinuerebbe in me fino a farmi perdere il respiro. Ho dovuto cambiare gli slip, sembrava che mi fossi fatta pipì addosso!-
disse con un sorriso.
Suona la porta, ciao, ciao, …Un uomo non più giovanissimo, trascuratamente elegante, baffi con fili argentei un fisico piacevole ed un sorriso aperto, entra.
-Piacere, piacere, Alfonso.-
A tavola, Deborah alla destra dell’uomo, Rossella alla sinistra. Cibo, vino, cibo parole.
Dolce, Passito di Pantelleria, parole.
La voce di lui era sinuosa, il suo modo di parlare era affabulatorio, Poi Rossella si scusa e va in cucina,
-Vengo anch’io?- chiede l’amica
- No resta a far compagnia…-
Lui si era avvicinato a Deborah, le loro ginocchia si sfioravano, Lo spazio tempo acquistava un’altra dimensione.
Lui si alzò, meravigliandola e si pose dietro di lei, appoggiando le mani sulle sue spalle e sussurrandole all’orecchio:
-Non è esiguo il tempo che ci è concesso, ma quello che viviamo. Seneca !-
Deborah era sprofondata sulla sedia, non respirava più non sapeva che… ma lo capì non appena le sue labbra si appoggiarono al suo collo.
Dove era Rossella. Come poteva lui essere li. Come aveva fatto.
Le mani di lui scivolavano verso il petto e sentiva i bottoni che si slacciavano, quando le afferrò il seno, senti il suo corpo urlare.
Le voltò il viso e la baciò sulla bocca, cosi intensamente da toglierle il fiato. Ogni sua resistenza era crollata.
-Il confine tra la vita ed il sogno è molto sottile, sta a noi collocare ciò che accade sulla linea di confine in un luogo o nell’altro. Questo è un sogno, vivilo come tale-
La sollevò, la portò sino al divano dove la spogliò in silenzio. La luce si attenuò e intorno solo lume di candele.
-Ma… Rossella? - di nuovo le labbra di lui le chiusero la bocca, scendendo poi lungo tutto il corpo che via vi si liberava dei vestiti. Sino alla punta dei piedi.
Poi la lingua si insinuò, non sentiva le sue mani che colse attive a liberarlo degli abiti
I due corpi nudi si fusero, Si diceva -Impossibile! Non è vero! -
Lo sentiva vibrare dentro di se, la mise prona e la prese da dietro. La sua fessura rispondeva e l’orgasmo la colse all’improvviso. Gemeva e piangeva, non sapeva per cosa.
Si accorse solo all’ultimo che due labbra le baciavano gli occhi, asciugandole le lacrime, non comprendeva come fosse possibile perché lui era ancora dentro di lei .
Si rese conto che davanti a lei nuda c’era Rossella. L’aveva già vista nuda, in palestra, ne aveva ammirato il corpo . Ora ne era in qualche modo prigioniera. Si sentiva fuori posto, ma non voleva che lui uscisse da lei.
Seneca dolcemente la fece girare e sdraiare sul tappeto steso sul parquet e si chinò tra le sue cosce a baciarla, Rossella appoggiò le labbra su quelle carnose di Deborah, piene, morbide, infinite. Gli occhi di Deborah erano chiusi, senti l’altra donna allontanarsi, e di nuovo senti una lingua tra le gambe. Ma era diversa, anche la pelle del viso che si appoggiava alle cosce era liscia e morbida i movimenti più dolci più intensi e comprese. Rossella inginocchiata con li bacino sollevato baciava la sua amica, la sentiva rispondere mentre attendeva di essere preda del maschio e quando l’uomo entro dentro di lei avrebbe voluto urlare.
Deborah, si sentiva proiettata al di la degli accadimenti le sembrava che tutto non avvenisse, lei non era li, ma la sua fisicità si, nella sua mente rivide la scena di un film hard, visto con una certa vergogna con suo marito, e seguendo il ricordo di ciò che aveva visto, si girò e mentre la testa di Rossella restava tra le sue gambe e la possedeva con la lingua, lei si mise con la bocca sotto i due organi sessuali che vivevano il coito e li baciava proprio dove si univano.
Rossella venne urlando dal piacere mentre l’uomo resisteva, rimase dentro ancora qualche istante e poi la lasciò, raggiunse Deborah, sollevo il viso di Rossella baciandola e penetrò l’altra .
Follia?? L’umidità della vagina di Rossella provocata dall’orgasmo scendeva sul viso di Deborah, che sentiva dentro di se la forza dell’uomo.
Il tempo passava, le candele si consumavano. Rossella un genio, aveva predisposto tutto, ma la trasgressione chiede un prezzo, sfiorando la perversione.
Aveva concesso a Deborah, di provare quello che era suo, tuttavia, quando dietro la porta della cucina aveva osservato il viso perso di lei mentre l’uomo la spogliava, il viso trasfigurato di lui quando introduceva il pene nella sua fessura, era stata rosa dalla gelosia, che in qualche modo si era annidata in lei e che inconsciamente voleva sfogare su Deborah.
Dopo aver soffiato nell’orecchio di lui un sospiro di parole, Rossella si stese prona sul tappeto a fianco dell’amica, Seneca si pose a cavalcioni sulla sua schiena ed iniziò a massaggiarla, poi anche l’altra ebbe lo stesso trattamento, rilassata si godeva le forti mani di lui sulle spalle.
Poi il peso cambiò e Rossella le si accoccolò sopra, girata sfiorandole le natiche con i seni, le mani vagavano tra le sue cosce e poi la lingua si insinuò lungo il solco che univa le due porte del paradiso.
A Deborah sembrava di essere cullata da un’onda nelle calde acque di un atollo corallino, e si lasciava trasportare.
Rossella le fece allargare le gambe, mentre l’uomo si avvicinava, Deborah lo colse e si preparava eccitata a riceverlo nuovamente nella sua vagina, rilassò tutti i muscoli,
Sentiva la bocca dell’amica e le piaceva, Rossella si soffermava sull’ano dell’altra donna inserendo la punta della sua lingua con brevi colpetti, poi quando la cappella di lui fu vicina l’avvolse con la sua bocca, e la circoncise, era capace di renderlo così turgido che quasi le vene sembravano scoppiare, a quel punto lo accompagnò dentro la figa dell’amica che sentiva sussultare sotto di se.
Si mosse, poi, come spesso faceva, lui lo estrasse e questa volta Rossella guardando l’uomo con un’espressione maliziosa lo prese in mano e gli cambiò direzione alzando la punta di poco, quel tanto che basta per cambiare l’ingresso la pose contro l’ano di Deborah, e poi mentre lui spingeva con movimenti del bacino lei leccava la dove la cosa avveniva.
Il membro sembrava una cosa sola con la pelle del suo fiore proibito, Rossella lo vedeva sparire piano, piano in quel luogo, sentiva l’amica che si dibatteva ma non l’ascoltava. Sapeva che non l’aveva mai preso nel culo, sapeva anche come poteva essere squassante quell’ uccello che lei conosceva, durante una penetrazione rettale.
Trasse a se il viso di lui e lo baciò, con libidine, poi quando si rese conto che ormai mancava poco anche a lui, si girò sempre a cavalcioni dell’amica e gli offrì il suo frutto proibito. Il sesso di lui abbandonò al suo destino quel muscolo deflorato e si saettò nell’ano di Rossella si trattenne per aspettare l’amante , poi il seme eruppe inondandola. Rossella condivise l’orgasmo e mentre veniva si chinò sull’altra donna baciandola con foga e con dolcezza osservando il viso di Deborah riflesso sullo specchio di fronte, triste, rabbioso ma rassegnato, mentre il suo corpo profanato non si muoveva, sembrava quasi difugiatosi in un’altra dimensione.
La notte ormai profonda colse le tre persone sdraiate e svuotate. Sensazione e sentimenti delle due donne erano contrastanti. Rossella si rese conto che avrebbe dovuto fare qualcosa o avrebbe perso un’amicizia.
Si avvicinò allora all’uomo, e cominciò a baciare il suo membro così rilassato da sembrare insensibile, ma che nulla poteva alla sua lingua; succube della sua bocca infatti si eresse di nuovo vigoroso; Rossella si staccò guardandolo con un sorriso maliziosoe gli sussurrò:
-Vado a farmi una doccia, falle provare la sensazione di esistere-
Si allontanò mentre lui tornava a circuire quel corpo abbandonato e ferito.
Rossella dietro lo stipite attese, finché Deborah non si scosse sommersa da baci carezze e sussurri di lui, e girandosi lo guardò in faccia lo colpi con uno schiaffo violento, poi gli prese la testa tra le mani e lo baciò trascinandolo dentro di se.
Rossella allora chiuse la porta e si avviò sotto la doccia, poi si sdraiò con l’accappatoio sul letto guardando il soffitto e si addormentò.
Non si accorse che Deborah si era sdraiata a fianco a lei, aprì gli occhi sentendo la sua presenza e vide che la guardava immersa nell’accappatoio di suo marito, vide le labbra che si avvicinavano e ricevette un bacio caldissimo.
-Grazie!-
-Lui?-
-E’ andato via-
-Ti ha detto il suo nome?-
-Seneca 191-
-Gia, mi spiace per…-
-Lascia stare, avevo sempre desiderato sapere cosa si potesse provare, non avevo il coraggio. Quando entra sembra un maglio che voglia lacerare il tuo corpo, ma c’erano attimi quando lo faceva vibrare dentro… indescrivibili. Avrei voluto sentirlo venire, ma no meglio cosi. Farò impazzire mio marito. Quando torna faremo l’amore e sicuramente cercherà come al solito di sodomizzarmi, questa volta ci riuscirà e…Ti racconterò, e forse lo racconterò anche a Seneca 191-
-Mi sembri diversa Deborah, vuoi dormire con me?-
-Speravo che me lo chiedessi- le rispose mentre le mani scioglievano la cintura dell’accapatoio di Rossella.