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Uscita Balocco
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Titolo:
Uscita Balocco |
Autore:
Granchio |
Contatto:
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Racconto
n° 2120 |
Altri
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Torino - Milano uscita Balocco... E' circa a metà strada tra Torino e Milano. La percorro in coda, con 'sti accidenti di lavori non si va avanti. Finestrini aperti e aria calda che entra. Esco dal casello in ritardo di dieci minuti, ma non è un problema, lei è partita ora arriverà fra venti minuti. Prendo un cd dal cassetto, Tiromancino. Li ascolto e tra i vari brani c'è "L'Autostrada", non l'avevo mai sentito, ma ascoltandolo è carino, mi inizia a prendere. Eccola arrivare. Scendiamo dalla macchina. Ci guardiamo, non ci eravamo mai visti prima dal vivo. Uno scambio di saluti e poi si decide per proseguire con una macchina sola. Come salgo la sua autoradio suona "La Camisa Negra". Le dico che mi porta ricordi... Cambia. Ora i Sugarfree con "Solo lei mi da". Il destino, non c'è nulla da fare... Mi concentro su di lei, è vestita in maniera sportiva, niente gonna, un paio di pantaloni neri, una maglia scollata dietro, le scarpe col tacco non troppo alto. Un bar. Finalmente scendiamo e ordiniamo sedendoci a dei tavolini. Si chiacchiera tra le normali discussioni e quelle a tema erotico. Dopo circa venti minuti usciamo. Stradina di campagna isolata... ci fermiamo. Lei spegne l'auto. Ci voltiamo. Ecco potrebbe succedere qualcosa, in fin dei conti son due settimane che ci si stuzzica. Continuiamo a conversare sui gusti, sulle preferenze. Finiamo a parlare di come è stato il nostro incontro di oggi pomeriggio. Son curioso però. Le chiedo se ha portato i suo famosi giocattoli e se me li mostra. Da una borsetta escono fuori due plug e una molletta. Li osservo. Quanto ho immaginato lei giocare con quegli strumenti. Penetrarsi in attesa del membro. Godere da sola a volte. Quanto vorrei dirle di scendere e di farmi vedere come li usa. Come si siede e come si riempie. Come si alza e come inizia a colare dei suoi umori. Fa caldo. Forse è tardi. Continuiamo a chiacchierare. Poi le dico di voltare l'auto e tornare indietro. Ci salutiamo. Ognuno per la sua strada ora. L'Autostrada. Dritta come un palo. Rimetto la musica. Le montagne di fronte a me velate dalle nuvole grigie. Di nuovo i Tiromancino. "La linea bianca sul grigio dell'asfalto è interminabile mi sembra di vederla scorrere negli occhi da un'eternità è sempre pomeriggio sono in pieno viaggio arriverò stanotte l'autostrada da qui è l'unica certezza che ho di vederti anche oggi di stare un'altra notte con te..." La metto e la rimetto mentre la strada scorre. Gli occhi... Meno male che ho gli occhiali da sole, altrimenti il casellante... Balocco - Torino... L'autostrada corre veloce... La solitudine pure.
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