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Ricordo
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Titolo:
Ricordo |
Autore:
Roberto |
Contatto:
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Racconto
n° 215 |
Altri
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Entriamo nella camera, ampia ma non troppo, un bagno decente e pulito, il semplice arredamento, moderno, tutto color noce, un quadro insignificante sopra il letto, ti guardo, tu sei un poco imbarazzata, non per pudore, ma per la stanza, il letto che non conosci, sai che li, in quel letto, si sono consumati moltissimi amplessi, di tutti i tipi, intensi, ridicoli, noiosi, ultimi, primi, tristi. Ti indico il bagno, e dico: “Lavati” dove tu immagini…. La cosa non ti fa piacere, ma ubbidisci. Mi guardo intorno, l’odore è quello di una classica decente camera di Motel. La finestra è coperta da una pesante tenda, che non lascia trasparire nulla. Mi avvicino al bagno, dove tu non hai chiuso la porta, il pudore, in mia presenza, non esiste. Ti guardo, e ascolto il rumore dell’acqua…… Ti alzi e ti asciughi, sempre con quella gomma da masticare in bocca, non fa rumore, e la tua mandibola lavora. Ti guardi allo specchio, sorridi, e poi smetti. Mi sposto dalla porta del bagno per farti passare, mi sorridi, e poi smetti. Smetti come se sapessi già tutto quello che succederà. Ti avvicini al letto, ti siedi per toglierti le scarpe, tacchi alti, caviglie sottili, dico: “No ! Non toglierle !” Mi guardi un po’ stranita, ma capisci subito. Ti alzi dal letto, ed io mi avvicino, Mi chiedi in un italiano poco comprensibile: “ Non ti spogli ?” Non ti rispondo, sfioro con le dita i tuoi seni, le tue labbra, i tuoi occhi, le palpebre si chiudono tremanti, non sai cosa fare, ma lasci fare. Vorresti dirmi qualcosa, il silenzio ti sembra imbarazzante, ma poi mentre ti accarezzo capisci subito che non c'è nulla da dire. Vorrei spogliarti, ma ti bacio sul collo, Il tuo profumo entra nelle mie narici, fresco, mi spinge lontano, poi mi abbasso e bacio le tue caviglie, Mi rialzo e guardandoti fisso negli occhi dico: “Spogliati” Non perdi tempo, ti senti strana, non te lo aspettavi, ma sai cosa devi fare. Rimani con il tuo completino sexi, adesso due grandi occhi verdi mi fissano, il tuo corpo marmoreo è di una bellezza inaudita, mi ricorda la vita, il calore, il sangue, il piacere, il profumo, continui a masticare la tua gomma, che evidenzia le perfette labbra rosso smeriglio, mi avvicino le bacio molto dolcemente, smetti immediatamente di masticare, le sento morbidissime, si adagiano alle mie con una dolcezza infinita, le bacio di nuovo, ancora più dolcemente, sento il tuo respiro, non capisci, 'che succede ?' 'chi è ?' accarezzo le tue braccia, sfiorandole, sento le tue mani, incerte, leggermente tremanti. Sono indeciso, mi spoglio ? No, ti accarezzo, ti obbligo, dolcemente, con le mie mani sulle tue spalle, a girarti e porgermi la schiena, bianca, stupenda, liscia, vellutata, un’opera naturale, che nessuno mai potrà ripetere, nemmeno la natura stessa. E’ un dono, unico, mortale, ma unico ! Mi perdo con gli occhi a guardarti, dolcemente slaccio il reggiseno, e tu con un solo movimento lo lasci cadere. Avvolgendoti con le braccia accarezzo con la punta delle dita i tuoi capezzoli, sono turgidi, sei agitata, mastichi molto più velocemente, vuoi ascoltare, vuoi ascoltarti, vuoi sentirmi, con la punta della lingua sfioro il centro della tua schiena, e poi vado giù, poi risalgo, ti sento vibrare, il tuo respiro si fa più pesante, non mastichi quasi più, le mia mani scorrono all’esterno delle tue cosce, istintivamente, non riesci a controllarlo, appoggi entrambe le mani sul letto, pieghi la schiena, ti tolgo gli slip, alzi dolcemente prima un piede e poi l’altro, lo spettacolo che mi si presenta e folgorante, le tue natiche perfette, sembrano disegnate, sembrano costruite, urlano la loro bellezza, il loro candore avvolgente mi agita, mi eccita, le accarezzo, socchiudi gli occhi, ti spaventi, ti chiedi cosa ti sta succedendo. Con la lingua sfioro le tue cosce e le perfette natiche, non puoi farne a meno, ti lasci scivolare, sento le tue scarpe scivolare sul pavimento, ora sei, più aperta, ma sempre ben piazzata, vuoi aprirti, ma vuoi essere pronta. Nella testa mille pensieri ti confondono, ma senti un forte calore nel tuo corpo, la mia lingua corre sulle tue cosce, prima fuori poi all’interno, ora sei Aperta, e riesco agevolmente a leccare l’interno coscia, calore, tanto calore, piacere.......godere...... Appoggio le mie mani sulle tue spalle e ti obbligo a girarti, i tuoi occhi....rimango sorpreso…………ti stai perdendo, ti stai perdendo nel piacere………, guardo il tuo seno, meraviglioso, rispecchia la vita, i capezzoli rossi e duri, prorompenti, sconcertanti, caldissimi, inizio a godere, giocandoci con la lingua, ti sento respirare profondamente, non riesci a capire, ti piace ! L’ombelico, strano ricordo, ma essenza dei ricordi, scendo con lo sguardo, il monte di venere, e i peli ribelli, rimango un attimo immobile, sento che devi togliere dalla bocca la gomma, sei eccitata, non resisto più, lecco con avidità il tuo sesso, tenendoti forte con le mani le natiche, ti sento gemere, il sapore è molto forte, l’odore è penetrante, mi bagno la bocca, il mento, ora è un insieme di me e di te, continui dolcemente a gemere, e con le mani vuoi guidare la mia testa, ti muovi per dirigere il gioco, ne vuoi ancora, vuoi sentire di più, ora sei persa, non c’è più ritorno, stai volando, godendo, vivendo, il calore ti avvolge, è fuoco, tutto e tutti, nulla e nessuno, vita e morte ! Non resisto più, mi rialzo, abbasso la cerniera dei pantaloni, ne esce la mia verga nervosa e infuocata, la sfioro con le dita, è caldissima, e durissima, mi sembra di impazzire ! Con la mano destra sotto il tuo ginocchio sinistro sollevo la tua gamba, che si lascia guidare ciecamente. Con l’altra mano guido la mia verga, sfioro con la mia verga le tue grandi labbra, i tuoi gemiti sono ora più vivi ! gioco per un po’, poi un colpo deciso, i tuoi gridi di piacere e di dolore, sono dentro di te, immediatamente sollevo anche l’altra gamba, sei obbligata ad attaccarti al mio collo, Con tutta la mia forza inizio a farti salire e scendere sul Mio sesso, ti aggrappi, stringi, gridi di piacere, chiudi gli occhi, poi mi baci, spingi la tua lingua nella mia bocca, come se cercassi qualcosa, continui a salire e scendere, si sente il rumore del tuo sesso urtare con foga sul mio, si sentono le tue grida di piacere, sento caldo il liquido che cola dalle mie gambe, godo come un pazzo, il tuo corpo è caldissimo, umido, l’ultimo colpo, forte, deciso, completo……….. un ultimo tuo grido, mi lascio cadere sul letto, sono esausto, continui a gemere, mi rialzo, la mia verga completamente gocciolante , ricade su se stessa pesantemente, lucida di liquido, non ho più fiato, sono sudato, mi sento forte, sei esausta, continui a godere con gli occhi chiusi. Alzo la cerniera, tolgo il portafogli dalla giacca e metto 100 euro sulla sedia, riapri gli occhi, mi guardi spaventata, scoppi a piangere, Non so che fare, capisco, o mi sembra di capire, non posso fare nulla. Ho nella bocca il tuo sapore, continuo ad assaporarti e a fissarti, mi giro, vado verso la porta, apro maldestramente, richiudo rapidamente, sento il tuo pianto inconsolabile allontanarsi, Addio !
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