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In palestra
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Titolo:
In palestra |
Autore:
Chiccola21 |
Contatto:
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Racconto
n° 2181 |
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“Per fortuna non hanno chiuso l’acqua!” pensò Marta quando si avvicinò alle docce e girò la manovella dell’acqua calda. Era rimasta in palestra fino a tardi, il gestore della palestra, un suo amico, le aveva lasciato le chiavi in modo da poter prolungare l’allenamento oltre l’orario di chiusura. Iniziò a spogliarsi lentamente, aveva lo spogliatoio tutto per sé. Si tolse la canottiera e il reggiseno sportivo che comprimeva la sua terza abbondante e poi sfilo i pantaloncini a il perizoma nero, li depose con cura e prese l’asciugamano. Il getto d’acqua iniziò a sbatacchiare sopra la sua testa, mentre con la spugna iniziò a passare le gambe e il ventre. Un delicato aroma di cocco invase lo spogliatoio. La spugna passava delicatamente sui seni che si indurirono al contatto della spugna ruvida e bagnata. Marta restò un po’ sorpresa quando senza pensarci una mano cominciò a sfiorare i capezzoli, premendo ora con la spugna, ora con le mani. Ormai erano durissimi. Di istinto si portò una mano in mezzo alle gambe e si scoprì eccitata la massimo, umori vischiosi scivolavano tra le sue cosce. Si vide attorno e notò il tavolino dei massaggi, lo prese e lo portò al centro della doccia dove cominciò a toccarsi sotto il getto d’acqua calda. Il clitoride ormai gonfio di piacere era di un rosso acceso e lei poteva vederlo attraverso lo specchio dello spogliatoio. Girò lo sguardo e sulla porta vide un ragazzo, che la fissava con aria eccitata e sorpresa allo stesso tempo. Si avvicinò a lei con passi incerti e appena le fu vicino, iniziò a baciarla con passione sussurrandole all’orecchio di non smettere di masturbarsi. Fu rapido. Si svestì completamente e iniziò a leccare i suoi capezzoli gonfi e duri. Gemiti di piacere pervasero la bocca della ragazza che non la smetteva di toccarsi. La lingua di lui passava veloce sui capezzoli, soffermandosi sulle punte e mordicchiandoli, succhiandoli e facendoli diventare violacei dall’eccitazione, per poi proseguire verso l’ombelico e togliere la mano di lei, ormai fradicia di umori. Appoggiò la sua lingua sopra il clitoride e iniziò a titillarlo velocemente sentendo gli spasimi di piacere che stava procurando a quella ragazza, con una mano, le aprì dolcemente le gambe, iniziò con le grandi labbra, le accarezzò per poi passare alle piccole labbra, carnose e ancora chiuse. Con il pollice e il medio le aprì mentre con l’indice iniziò ad esplorare quella passerina umida e morbida, senza smettere di leccare il clitoride, ormai gonfissimo di piacere. L’orgasmo di lei fu rapido e violento, provocandole diversi spasimi violenti Lui si staccò e di mise seduto sul lettino, incerto sul da farsi. Lei si avvicinò e iniziò ad accarezzare la sua verga ormai durissima. Appoggiò le sue labbra alla cappella e iniziò a succhiare delicatamente, andando sempre più in fondo, mentre con le mani gli toccava le palle che iniziavano ad indurirsi piacevolmente. La bocca di lei si muoveva veloce, leccando ora la base, ora la punta dell’uccello. Lo distese sul lettino e si inumidì un dito….iniziando a passarlo tra le natiche di lui e sforzando un pochino il suo stretto orifizio, senza smettere di succhiare l’uccello. Lui la staccò e iniziò a baciarla con passione la bocca, la stese sul lettino e le fu sopra. La punta dell’uccello sfiorava delicatamente il clitoride, lo sbatacchiava un pochino e poi ricominciava a strusciare sulle grandi labbra, non premendo, ma solamente sfiorandole. La ragazza ormai in preda al un vortice di piacere, si abbandonava alle sue esperte mani, baciandolo ogni tanto sulle orecchie. Lui continuò il suo gioco, provocandole un nuovo orgasmo e mentre lei raggiungeva il momento divino, con un colpo di reni si mise dentro di lei. Iniziò a spingere velocemente, leccando i capezzoli e il collo di lei, che gemeva dal piacere, attaccandosi con le mani alla sua schiena, assecondando i movimenti di lui. Dopo alcune spinte veloci, lui si staccò, ricominciando a strusciare la cappella contro il clitoride, ormai esausto, di lei. Intenti dal piacere, non si accorsero che nello spogliatoio era entrata la ragazza delle pulizie, che li guardava con aria strana. Il ragazzo notò subito i capezzoli di lei turgidi dietro la camicetta a righe. Si avvicinò e senza dirle niente iniziò a baciarla sul collo mentre Marta iniziava a spogliarla partendo dalle scarpe. Le sciolse io lacci e le sfilò le calze, iniziando a baciarle i piedi, passando alle caviglie e ai polpacci. Il ragazzo intanto le tolse la camicetta iniziando a leccare i seni tondi di lei, e quando i due si staccarono, Anna, la ragazza delle pulizie era nuda e fradicia di umori. Il ragazzo le chiese di voltarsi e piegarsi e quando lei fu a pecorina, lui cominciò con un dito a stimolare l’altro stretto orifizio, leccando prima il dito e poi accarezzando il buchino. La sentì gemere un “no”, ma incurante delle sue proteste, cominciò a infilare un ditino dentro di lei muovendolo delicatamente e baciandole la schiena. In breve tempo le proteste di lei si trasformarono in ansimi di piacere, mentre lui continuava la sua dolce tortura non accennando a smettere. Marta si sistemò sotto la coppia e iniziò a leccare la passera di lei: con la lingua passava le grandi labbra e le piccole labbra, succhiando e bevendo i suoi umori densi. Si attaccò al clitoride, lo scappellò e iniziò a premere con la lingua quel bocconcino rosa, penetrandola con due dita, mentre il ragazzo continuava a penetrarle il culetto.Staccò il suo dito e appoggio la cappella sul buchino, iniziando a spingere delicatamente, entrando poco alla volta. Lei trattenne il fiato e cominciò a muovere il bacino, mentre lui la penetrava sempre più a fondo. Il dolore lasciò presto spazio al piacere, mentre lui si muoveva con calma e lei con una mano si stimolava il clitoride. Lui iniziò ad aumentare i colpi, spingendo sempre più dentro il suo uccello ormai prossimo all’esplosione. Continuò a spingere, sentendo i gemiti di lei farsi sempre più forti e ravvicinati. Si staccò e si mise in piedi, accarezzandole la testa, mentre Marta continuava ad ansimare continuando ad avere il suo clitoride in bocca, senza smettere un attimo di leccarlo. Quando il ragazzo si staccò da loro, le ragazze gli presero l’uccello e iniziarono a contenderselo, lo misero in mezzo e iniziarono a succhiarlo e a leccarlo, sfiorando le proprie lingue ed accarezzandosi i seni a vicenda. Lo masturbarono e lo scappellarono, si divisero punta e base, fino a quando uno schizzo bianco non invase il loro viso, coprendogli la bocca e gocciolando lungo i seni. Marta iniziò a succhiare i capezzoli di Anna, avida di quel succo bianco che gocciolava abbondantemente dalla cappella di lui, iniziando a mordicchiarli per poi ritornare alla verga del ragazzo che ormai esausta si ritirava piano piano, lasciando spazio alle coccole e al ricomponimento.
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