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Desiderio
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Titolo:
Desiderio |
Autore:
Comando |
Contatto:
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Racconto
n° 2196 |
Altri
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Era notte. Lara, seduta sulla sua poltrona preferita, guardava fuori dalla grande vetrata del suo soggiorno. La stanza era immersa nel buio mentre si spandevano le note malinconiche e struggenti di Memory. La mente andava indietro nel tempo e sprazzi di immagini affioravano ai suoi occhi mentre un profondo senso di solitudine la pervadeva. Claudia... Claudia, quel nome le suscitava l’immagine di un ruscello spumeggiante dalle acque cristalline come la sua risata, Claudia dalle forme appena abbozzate come una ninfa dei boschi che corresse libera... Ricordava le prime volte che l'aveva vista, era venuta da poco ad abitare nel palazzo di fronte, il giorno del suo arrivo Lara osservava con curiosità il camion dei traslochi, si era sempre detta che da ciò che scaricavano si capiva il carattere del proprietario. Pochi mobili, bassi, di stile moderno con prevalenza di bianco e nero, un letto matrimoniale ed un grande tappeto variopinto. – Sarà di certo una giovane coppia. Si era detta. – Forse con pochi soldi, ma di certo con gusto.
Poi arrivò lei, un turbine, scese dalla sua “Diana” rossa che aveva conosciuto tempi migliori e si affaccendò dietro gli operai dicendo loro di stare attenti a questo e quello, entrando ed uscendo dal palazzo come cercasse di essere presente ovunque, in un tentativo di ubiquità. Lara ne fu incantata, quel giorno era rimasta a casa, un pesante raffreddore l'aveva convinta a concedersi un giorno di riposo, quella mattina rimase lì, dietro la finestra ad osservare. Nei giorni seguenti il pensiero di quella giovane sconosciuta diventò una ossessione, si ritrovava a sbirciare ogni volta che passava vicino la finestra con il desiderio di vederla, fino ad immaginarla fra le sue braccia. L’occasione di fare la sua conoscenza si presentò inaspettata, si ritrovarono entrambe dal parrucchiere, fu una simpatia a... ”pelle”, e Claudia, questo era il suo nome, la invitò nel pomeriggio a farle visita.
La casa era proprio come l'aveva immaginata, semplice ma arredata con gusto, unica supposizione errata era che non vi era nessun “lui”. Aveva avuto una storia ma terminata in malo modo, ne era uscita con una profonda depressione a cui aveva reagito cambiando città. Di professione faceva la hostess e questo non le aveva creato molti problemi inerenti il lavoro. Diventarono amiche e appena rientrava dai suoi voli non faceva che correre da lei per raccontarle con aria trasognata dei posti visitati con quella sua allegria spumeggiante. Spesso le portava dei regalini, sciocchezze le definiva, ma Lara sentiva sempre di più di legarsi a lei, la desiderava ma aveva il terrore di perderla, fino a quel giorno...
Aveva preso l’abitudine di passare dalla sua casa dopo il lavoro, le piaceva rilassarsi in sua compagnia, era come se le levasse tutta la stanchezza prima di tornare al suo appartamento, bussò al citofono come ogni sera e salendo ripensava già a raccontarle qualche cosa della sua giornata. Claudia aprì la porta in lacrime e le si buttò fra le braccia, Lara ne fu sconvolta, desiderava da una vita quel contatto, ma vederla così le strinse il cuore. Entrò velocemente, quasi spingendola e, chiusa la porta, la condusse verso il divano. – Cosa è successo piccola? - Le domandò tenendola abbracciata mentre le offriva un fazzoletto. Lei, tra un singhiozzo e l’altro, le raccontò di aver risentito al telefono il suo ex, all’inizio sembrava una chiacchierata serena, ma poi le cose erano precipitate ed era stato tutto un susseguirsi di accuse. L’equilibrio raggiunto in tanti mesi era andato in frantumi in pochi attimi, la sua fragilità era riemersa più preponderante che mai ed ora stava male. Il cuore di Lara si stringeva ad ogni sua lacrima, e tenendola stretta a sè ne sentiva il profumo della pelle, non si rese conto di cosa accadde, ma le sue labbra iniziarono a baciarle dolcemente il collo mentre lei glielo offriva inclinando il capo, la mano destra, posata sul ginocchio, quasi avesse vita propria iniziò ad accarezzare la coscia salendo lentamente. Quella pelle aveva il sapore salato delle lacrime ed il profumo del desiderio, Claudia si girò verso di lei con gli occhi umidi e le porse le labbra schiuse, le loro lingue si attorcigliarono, si inseguirono prima lentamente e poi sempre più frenetiche mentre i loro corpi premevano l’uno verso l’altro, la mano di Lara raggiunse l’intimità di lei, non indossava nulla sotto, la trovo umida di desiderio e percorse lentamente il solco. Lei si abbandonava sempre di più lasciandosi scivolare sul divano aprendo le cosce come un invito, in un donarsi con gli occhi socchiusi. Dita impazienti fecero scivolare gli abiti ed i due corpi nudi vibrarono del contatto. – Voglio berti amore, suggere il tuo nettare sino all’ultima goccia del tuo piacere -
Le due bocche si staccarono da quel bacio e Lara cominciò a scendere lentamente con la lingua calda ed umida verso quel solco, si mise in ginocchio ed affondò il capo fra le sue gambe. Le dita la dischiusero dolcemente indugiando per un attimo lungo le piccole labbra sino al clitoride, sfiorandolo appena, mentre il corpo di lei si inarcava, poi la lingua si insinuò dolcemente accarezzandolo sino a scivolare verso la sua apertura pregna di umori. Entrò appena, si ritirò, si spinse di nuovo mentre il suo sapore la riempiva donandole un senso di piacere ricambiato. Sentì le sue contrazione mentre la possedeva, la penetrava in quel modo così delicato eppure così violento, sino a vederla giungere all’orgasmo mentre le mani di lei premevano sul capo e affondavano nei suoi capelli quasi per paura che vi si staccasse. Si rialzò e, presola per mano con amore, la condusse al letto abbracciandola in silenzio. Claudia vi si rannicchiò, come una cucciola sperduta in cerca di calore, accarezzata sino a sprofondare in un sonno profondo. Lara si addormentò molto tempo dopo, paga di quel corpo al suo fianco, di quella pelle di seta il cui profumo la inebriava e nello stesso tempo le ispirava dolcezza. Le prime luci le trovarono abbracciate e furono testimoni di quel ritrovarsi, di quel rinnovare ciò che già era stato. I giorni, i mesi che seguirono furono un susseguirsi di cercarsi, di correre felici l’una nelle braccia dell’altra, una condivisione totale, dal godere delle piccole cose all’appagamento dei loro corpi che si prendevano ora con forza ora con dolcezza.
Passò la primavera, l’estate e venne l’autunno, le giornate si fecero uggiose con quelle pioggerelline che non sembravano mai finire. Lara quel pomeriggio aspettava con ansia la sua piccola, ormai aveva preso l’abitudine di chiamarla così, tardava e, quasi avesse un presentimento, si sentiva particolarmente nervosa. Cercava di darsi una spiegazione a quel malessere, di imputarlo al tempo, ma sentiva dentro di sè che non era vero, come se qualcosa le sfuggisse. Sentì il rumore dell’ascensore, trattenne stranamente il fiato, poi finalmente il girare delle chiavi nella porta. Finse di essere affaccendata in qualcosa, non voleva, non aveva mai voluto che Claudia potesse turbarsi alle sue ansie. Alzò gli occhi verso di lei con un sorriso che le si spense a metà strada incrociando i suoi. - Piccola, che hai? Cosa accade? - - Vado via, perdonami. -
Il cuore di Lara si fermò, perse un battito, dimenticato in un frammento di tempo indefinito, ebbe la sensazione che fosse un sogno, un brutto sogno, ecco, ora si sarebbe svegliata, ma... perché non si svegliava? Sentì una voce sconosciuta domandare, cercare spiegazioni, prima di rendersi conto che era lei a parlare come se tutto le giungesse da lontano, ovattato da una irrealtà. Le giunsero poche parole, difficili da pronunciare e poi, come una diga che cedesse, un torrente, un fiume in piena che la travolse lasciandola annichilita. Andava via, Claudia andava via perchè l'amava e non voleva che questo potesse farle racchiudere in una sfera dorata, privarle di altre cose. Ci aveva pensato a lungo, aveva sofferto di questa sua decisione, ma sapeva che rimanendo sarebbe stato sempre più difficile. Quella sera, aveva chiesto un trasferimento per un'altra linea, sarebbe partita al più presto, avrebbe cambiato città. Detto questo Claudia alzò gli occhi, fece un passo incerto verso Lara allungando dolcemente la mano e le sfiorò il viso, poi la ritrasse quasi di scatto mentre le lacrime scendevano ad entrambe come le gocce di pioggia sui vetri, si girò e scappò via per sempre.
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