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Titolo: Incontro
Autore: Dalila
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Racconto n° 2199
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Lui la guarda. E’ ancora troppo distante perché lei possa scorgerlo. E’ bellissima con quella gonna nera, che scopre leggermente il ginocchio. Mette in evidenza le lunghe gambe avvolte da calze velate. Quelle stesse gambe, la notte precedente, si erano avvinghiate intorno ai suoi fianchi, stringendolo per farlo affondare ancora di più nel suo dolce calore. Osserva la camicetta attillata, tanto sottile da delineare i seni perfetti. Non vede l’ora di accarezzare di nuovo la sua pelle vellutata. Ha voglia di essere di nuovo in lei, di sentire la sua calda eccitazione accoglierlo. Chissà se quell'improvviso impeto di passione ha soddisfatto allo stesso modo anche lei, si chiede. Se le ha suscitato la stessa intensa emozione, lo stesso orgasmo esplosivo, elettrico. Chissà se gli concederà di replicare la piacevole performance.
Si avvicina. Appena lo sguardo di lei lo intercetta, si illumina di una luce contorta. Cosa è possibile leggere nei suoi occhi? Imbarazzo? Eccitazione? Pentimento? Probabilmente semplice sorpresa.

Nel corridoio dell’ufficio, circondata da alcuni colleghi, cerca di ordinare le idee. Le parole dei suoi interlocutori rappresentano il sottofondo ai pensieri in tumulto. Dubbi, incertezze, emozioni euforiche mischiate a sensazione di smarrimento. Non è il futuro a preoccuparla. Piuttosto il presente. Come dovrà comportarsi?
Eccolo arrivare. Il ricordo della notte appena trascorsa si fa più intenso, è pressantemente in primo piano. Tanto da farle temere di non riuscire a nascondere la sua mente. Si sente trasparente ai suoi occhi. Prova una forte attrazione nei suoi confronti. Osserva da lontano la perfetta silhouette, appena percettibile attraverso il completo nero. Una fitta al pube le ricorda che effetto ha su di lei. Quando le chiese di finire il lavoro a casa sua, ne era entusiasta. La situazione precipitò abbastanza velocemente, l’attrazione reciproca è difficilmente soffocabile. Probabilmente per lui è stata una cosa improvvisa, inaspettata. In realtà, appena accettò l’invito, lei sapeva bene cosa voleva che accadesse. Motivo che l’aveva spinta ad indossare quel completino appena acquistato, di pizzo rosa. Non eccessivo, doveva sembrare “casuale”, ma molto erotico.

Quando, dopo uno scambio di battute, lui le si era avvicinato, non c’erano dubbi riguardo la futura conclusione di serata. Si erano desiderati vicendevolmente per troppo tempo. Era il momento di testare l’intesa. Il bacio, dapprima casto e leggero, si era fatto sempre più sensuale. Le bocche si incontravano, coincidevano alla perfezione. Le lingue giocavano, esprimevano la passione reciproca.
Non ci volle molto affinché i corpi si cercassero l’un l’altro. Le mani di lui tolsero la camicetta dalla gonna, per insinuare le mani sulla schiena, toccare la pelle di seta. Lei lo avvicinava a sé, prendendolo per i fianchi, per sentire ancora di più la sua eccitazione. Le mani di lui scesero sui glutei, alzando la gonna per toccarla libero da ostacoli. Nel frattempo il bacio non si era interrotto, stabiliva una connessione tra i due esseri, che palesemente volevano diventarne uno solo.
Lei giocava con i bottoni dei suoi pantaloni. Lui, dai glutei, sempre alzandole la gonna, si era spostato sul davanti. Portando un dito all’entrata, si accorse della sua evidente eccitazione. Tremendamente bagnata, desiderava febbrilmente che quelle dita si insinuassero in lei. Non la fece attendere. Le immerse piano nel suo calore. Contemporaneamente, lei poggiava delicatamente la mano sull’eccitazione di lui, sotto i pantaloni, ma ancora sopra i boxer. La percezione delle dita di lei attraverso il tessuto lo fece andare su di giri. Lei capì che voleva di più. Abbassando l’intimo quanto bastava affinché fosse comoda, cominciò ad accarezzarlo, in modo lento, ma deciso. Si stavano masturbando reciprocamente.

Non durò a lungo. Lui la spinse delicatamente sul letto, fino a farla sedere. Le baciava il collo, scese a scoprire i seni. La lingua di soffermò a giocare con i capezzoli. Mentre li succhiava, lui le aveva aperto le gambe e premeva la sua eccitazione su quella di lei. Lei gli aveva avvolto i fianchi con le gambe, lo stringeva a sè, facendolo premere sul clitoride. La gonna era alzata, i pantaloni abbassati. Lo sentiva perfettamente. Così gonfio, desideroso di farla sua. Si strusciavano e strofinavano i sessi, che ormai desideravano incontrarsi. Liberatisi dagli ultimi indumenti, lui scivolò piano dentro di lei, facendole emettere un gemito. La teneva per i polsi. Lei si sentiva preda delle voglie di lui, pur essendo pari alle sue. Cominciò a muoversi più velocemente, la testa immersa nei lunghi capelli, ad ispirare il suo profumo. Le unghie di lei graffiavano la schiena, scendevano sui glutei. Braccia e gambe unite nel tentativo di unirlo ancora di più a lei, stringendolo per sentirlo fino in fondo, fino all’utero. Le sollevò le gambe per rendere la penetrazione ancor più profonda. I gemiti di lei si fecero più intensi, il respiro di lui più affannoso.
Raggiunsero l’apice del piacere, un orgasmo intenso, intenso e istintivo quanto l’atto stesso. In quel momento, quando rimasero a fissarsi, stanchi ed immobili, non contava se fosse giusto o sbagliato, se ci fosse un futuro o se fosse stato un errore. Quel che contava, era solo il prepotente e urgente bisogno dell’unione carnale.

Daly