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Perchè?
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Titolo:
Perchè? |
Autore:
LadyUozzz |
Contatto:
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Racconto
n° 2240 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Questo é un brano tratto dal Diario di una Mistress imperfetta...
Ancora oggi posso provare la sensazione che mi accompagnava al rientro a casa. Credevo di fluttuare sopra una nuvola morbidissima, una leggera vertigine mi faceva sentire ubriaca e in vena di scherzare, eppure, più tardi, già coricata, mi ricordo di aver pensato che sapevo perfettamente la strada percorsa per rientrare, ma non conservavo il minimo ricordo del tragitto. E’ quasi Natale e il freddo del periodo accompagna le mie passeggiate notturne con il cane, unici veri momenti di riflessione “continua”, perché negli altri momenti della giornata le priorità lavorative e della famiglia mi lasciano poco tempo per me. E una sera fredda, umida e buia mi riaffiora il ricordo di un incontro estivo con Pan.
Il ghiaccio. Strane associazioni di idee nella mia mente. Oggi, camminando con il mio cane, sono scivolata su una lastra di ghiaccio. Il ghiaccio... Immediatamente mi è tornato alla mente… Era estate, l’indomani dovevamo vederci e mi arriva un suo sms: porta una bottiglietta di acqua ghiacciata. Non chiedo, ho quasi paura di sapere a cosa servirà. Mi presento all’appuntamento, indosso un pigiama palazzo piuttosto carino. I pantaloni sono foderati, pudici, ma la camiciona sopra… E’ un tessuto leggero, quasi velo, è stampato in maniera che ci sia un misero riparo a quello che c’è sotto. Fluttua, ondeggia ad ogni passo deciso e sotto nulla. Sono legata prona sul letto. Mentre mi benda mi guarda fisso negli occhi, vuole bere il mio smarrimento… l’agitazione serpeggia sotto la mia pelle finché non arriva…. Il ghiaccio a forma di bottiglietta accarezza le labbra e si inoltra... Immediato il godimento esplode, sento il ghiaccio che fonde ad una velocità pazzesca...
Pur con le mille domande che esprimevo tra me e me chiusa nel caldo rassicurante della mia casa, procedevo sulla strada e continuavo a vedermi con gli altri uomini del momento. In quel periodo avevo contattato una Slave iscritta in una delle tantissime comunità BDSM, le avevo proposto un incontro a quattro: io, lei, il suo Master e Pan. Il feeling era molto forte tra me e lei. Sentivo che con lei avrei liberato la parte bisex molto meglio che nella precedente esperienza. Certo dubbiosa lo ero ancora, fondamentalmente noi donne siamo molto selettive nei confronti di altre donne e questa ninfa ancora non l’avevo incontrata. Chissà se l’impatto visivo e di pelle mi avrebbe confermato quello che sentivo oppure no?
Oggi... L'adrenalina é altissima, l'attesa scioglie la mia intimità in una miriade di goccioline. Gli acquisti dell'ultima ora: una paio di calze color fumo, l'eyeliner nero, l'emulsione per il corpo... E la pressione sale... domani é lì che arriva...
Nonostante il dubbio che permaneva decidiamo di organizzare un incontro. Io e la ninfa saremmo state al centro della scena, noi avremmo costruito il gioco. I due Padroni si sarebbero conosciuti sul campo e avrebbero sicuramente studiato le nostre reazioni interagendo tra di loro e decidendo sul momento l’uso che avrebbero fatto di noi due schiave. Il contorno doveva essere di due slaves, ben bardati e pronti a servire ed esaudire ogni richiesta, ben fermo che sarebbero entrati nel gioco solo su mia richiesta.
30 Dicembre 2005 Una data da ricordare. Appuntamento del mattino in pelliccia di volpe bianca, reggicalze e stivali e la certezza che se mi avesse chiesto di camminare nuda nel campo innevato lo avrei fatto… lo speculum è stata un’esperienza fantastica, un piacere sconvolgente, gli orgasmi troncati da un dolore forte, ma compiuti comunque, TANTI da farmi temere per il prosieguo della giornata. La manina che segnava con molta forza le mie natiche… Dolore e piacere così intensi da darmi la certezza che quel giorno sarei stata solo Slave e Slave imbarazzata dalla presenza di slaves che uso. Svuotata da un piacere immane, mi sono preparata per l’incontro successivo. Intimo di raso rosso bordeaux, perizoma sopra al reggicalze nero, stivali e tailleur gessato… faceva freddo, dovevamo fermarci a mangiare, opto per togliere la giacca piuttosto scollacciata ed indosso un morbido maglioncino di angora bianco. Un pranzo veloce e via… imbocchiamo la tangenziale. Sentivo cosa voleva… Mi sfilo la pelliccia, via il maglioncino. Lui sorride, infilo la giacca e rimetto la pelliccia… Divertente vedere le teste nelle macchine che ci superavano girarsi allibite… Ero pronta, il reggiseno faceva capolino dalla giacca e io mi sentivo esaltata, un gioco organizzato da me... Ho temuto più volte di vederlo buttato all’aria! I due Padroni, per varie ragioni contingenti, non si erano parlati minimamente. Per loro era un appuntamento completamente al buio. Lo era anche per me e l’altra Slave, sì ci siamo sentite molto, abbiamo organizzato fin nei minimi dettaglio quello che doveva essere il nostro incontro. Abbiamo stilato l’elenco dei nostri limiti (molto scarno a dire il vero!). Il feeling che sentivamo io e lei era tutto quello sul quale abbiamo giocato… il resto a discrezione dei nostri Padroni. Arriviamo all’appuntamento e… non credevo possibile essere ancora in forma, invece sì. La sensazione si è riconfermata, lei mi piaceva e mentre andavamo in auto all’appartamento ho chiesto a Lui di controllare lo stato dei miei slip…
Cosa raccontarvi... Piacevole, molto piacevole baciare quel sesso caldo e sentire il mio in fiamme. Stupendo sentire la frusta che si abbatteva su di lei e le provocava piacere. Bello sentire il crop (frustino da cavallo) su di me, delicato, ma presente. Fantastico il fisting (penetrazione con la mano) prima su di lei poi su di me ... Le spille nei capezzoli, le mollette ovunque ... Poi siamo state usate per il piacere… abbiamo usato per il piacere ... ed è stato bellissimo. Questo è stato il nostro gioco ... Le mie sensazioni? Sentivo che Lui era dentro di me e mi avvolgeva come un’ombra protettiva. Cosa potrei desiderare di più. Le mie sensazioni. Essere dominata mentre domino ... La mia dolce dominazione si era impossessata di quel caldo corpo di femmina e molto dolcemente la guidavo al piacere ... La sentivo mia ... I primi colpi di crop che si sono abbattuti sulle mie natiche erano guidati da una mano conosciuta, una mano forte. Li ho accettati... La ribellione si é scatenata al primissimo colpo di crop guidato da una mano ignota. L'esplosione nel mio cervello é stata devastante e qui credo di aver perso completamente la memoria di quanto succedeva. Sapevo solamente che dovevo andare avanti... A questo punto posso solamente ricostruire le mie sensazioni da quanto mi é stato raccontato ... La mia mente imponeva al corpo di continuare, ma in un angolo la ribellione avanzava lenta ma inesorabile... Quando una mano sconosciuta ha cercato di agganciarmi le mollette ai capezzoli la mia mente ha ceduto ed ho decisamente rifiutato, non lo volevo, non da uno sconosciuto. I miei occhi si sono aperti e hanno incontrato quegli occhi... immediatamente ho ceduto.
Solo oggi, dopo quattro giorni, il mio fisico sta riprendendosi dalla spossatezza lasciata da quella lotta interiore... Solo oggi.
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