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Due Te
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Titolo: Due Te
Autore: Moony
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Racconto n° 2248
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Il tuo corpo su di me, il dolce peso che mi comprime e ad ogni colpo mi toglie il respiro. La tua bocca che cerca la mia in un fiume infinito di baci. Le lingue si attorcigliano mentre con le mani mi tengo alla tua schiena, ai tuoi fianchi, ti stringo i riccioli e tiro i capelli come piace a te, e più tiro più sento la tua eccitazione crescere e il ritmo dei bacini accellerare.
Apro gli occhi e ti guardo in viso, ti sei fermato, seguo il tuo sguardo che va alla porta; ne seguo la linea e vedo attraverso le fessure un uomo che dall'alto ci osserva; non ci faccio caso, è normale qui. Ti prendo il viso tra le mani e riporto il tuo sguardo su di me. Inizi a baciarmi il viso poi il collo e scendi giù; la mia schiena si inarca e porto le braccia dietro la testa a scendere fuori dal letto e una mano appoggiata allo stipite della porticina a stringerlo. Quando mi eccito le mani hanno bisogno di prendere, stringere, chiudersi. E in quell'istante è successo.
Un tocco, leggero quasi impercettibile sulle mie dita. All'inizio nemmeno capivo... pensavo fosse un soffio di vento. Poi la mano grande e ruvida che prende la mia e la stringe, come a dire: non sei solo sua anche mia se vuoi. E in quell'istante ho capito di volere... ho stretto a sua volta la mano che poi si è sciolta in un instante. Le dita che tornano leggere e salgono sul mio braccio accarezzandolo, raggiungono l'ascella e la accarezzano, stranamente senza farmi solletico, premendo la pelle, stringendomi come a ribadire che ero di quelle mani.
Eccole arrivare al seno, mentre tu in estasi continui a possedermi, forte, forte, sempre di più e senza sosta. Lo impugnano... con la stessa forza, con la medesima grinta, e io mi sento scivolare sotto queste due imponenze, così grandi, così diverse. L'amore da una parte, il sesso, per la prima volta rispettoso, dall'altra. Le mani sul mio seno... poi un gesto, un cenno... la porta si apre e vedo la figura alta dietro di me.
Si china un poco mentre tu stai impazzendo nelle mie viscere. Cerca di baciarmi trovando solo una guancia a sua disposizione. Mi stringe, mi lecca, scende e mi bacia il seno prendendo il capezzolo tra le labbra. Lo solletica con la lingua, lo tocca con gentilezza. Le sue mani come le tue, i suoi gesti come i tuoi, due uomini così diversi e così identici. Entrambi lì, lì per me, con me, su di me. La sua mano che mi stringe le labbra mentre tu prendi il suo posto sulle mie bianche colline. Una continua carezza la sua, decisa ma dolce. Chiudo gli occhi e mi lascio andare pensando di essere tra due TE. Pensando all'altro che mi ha rapito l'anima e che mi sfugge. Pensando alla colpa che ho provato nei tuoi confronti pur non avendoti mai tradito. Immaginando che lui sia qui ora, che sia questo dolce sconosciuto che fa largo nella mia bocca con le sue ruvide ma curate dita. E di colpo entra. La mano che stringe e lo scettro che prende il posto delle dita a riempirmi la bocca e togliermi il respiro. Piego il viso di lato e respiro tutta l'aria che possa entrare nei miei polmoni compressi dal tuo corpo.
Ti guardo e vedo una luce nuova nei tuoi occhi, sei eccitato come non mai, ho realizzato quello che volevi da tempo e mi piace... mi piace comportarmi da puttana visto che negli ultimi tempi così mi sono sentita. Una puttana che ha la testa divisa tra due uomini e si sente persa se questi vengono a mancare. Ma tu sei il solito, l'unico da cui torno e tornerò per sempre.
La lingua scorre sulla sua asta. Sento la prima goccia che è uscita indiscreta per il troppo eccitamento... ha il tuo stesso gusto, ha il tuo stesso odore. Mi sembra tutto così incredibile. Così irreale. Io la brava ragazza, la "piccolina" senza macchia, che in pochi mesi ha scoperto questo mondo di peccato e che ora ne è completamente immersa. E che ti soddisfa in ogni tua voglia, e che ti piace così, santa e puttana allo stesso tempo. Mentre andavamo lì, in macchina mi chiamavi suora e io scherzando ti ho risposto: - suora? ah sì? ti faccio vedere questa sera come sarò suora - . Tu hai riso prendendomi in giro. E anche io scherzavo, mai più avrei pensato che sarebbe successo tutto questo, anche se dentro di me sapevo di volerlo.
Eccoti, ci sei, ti sento venire in un fremito continuo e io ti raggiungo stringendomi a te. Mi risdraio, apro gli occhi e cerco l'uomo alto. Come è venuto si è dileguato, la porta socchiusa e la sua assenza nella stanza. Sarà stato solo un sogno?