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Bella senz'anima
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Titolo:
Bella senz'anima |
Autore:
Moony |
Contatto:
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Racconto
n° 2263 |
Altri
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E' sera. Entro nel mio studio con il peso di un'altra giornata sulle spalle. Mi siedo sulla calda poltrona in pelle nera, la accarezzo e penso alla tua pelle. Allungando una mano verso il tavolino apro la piccola scatola in mogano intagliato che mi hai regalato al nostro primo Natale insieme e ne estraggo un cubano. Sì, questa sera ho bisogno di rilassarmi, di fumare. Prendo il sigaro tra le mani e dopo averlo scartato lo giro tra i polpastrelli e lo porto sotto le narici. Assaporo il dolce aroma che dicevi essere erbato. Un sorriso nel ripensare a come annusavi questi sigari, ti piacevano e mi sembravi un micetto che si avvicina alla sua ciotola di latte poi, appena li accendevo, facevi, nel sentire l'odore del fumo, una faccia disgustata che mi ricordava le caricature dei fumetti. Accendo il mio piccolo vizio e chiudo gli occhi mentre aspiro. Non passa un istante che non pensi a te maledetta strega. Ma non riesco ad odiarti anche se lo vorrei con tutto il cuore. Faccio un anello di fumo verso l'alto (quanto ridevi se li facevo, mi chiamavi “Grande Capo” scimmiottando la posa del famoso nativo d'America) e tiro su la schiena. Metto la cassetta nella radio e attendo le note uscire ad avvolgermi. Ancora quella canzone, ancora quell'autore. La musica parte insieme ai ricordi. Quante volte l'abbiamo sentita insieme e ridevamo ballandola. Una canzone triste che a noi faceva divertire. Partono le parole e mi sembra di vederti ancora qui.
E adesso siediti, su quella seggiola stavolta ascoltami, senza interrompere è tanto tempo che volevo dirtelo
Ti vedo come quel giorno; eri più birichina del solito, il mio folletto dispettoso. La canzone iniziava e tu saltellavi da una parte all'altra della porta nascondendoti dietro ai due muri portanti. La sottoveste nera di raso che ti cadeva addosso accarezzando ogni tua forma, i tuoi occhi scintillanti da bambina che vuol giocare e il mio cuore che batteva all'impazzata per l'eccitazione, la gioia e la curiosità di capire cosa avevi in mente. Lo stesso cuore che ora è infranto, ma che pulsa velocemente come allora al solo ricordo.
vivere insieme a te, è stato inutile tutto senza allegria, senza una lacrima niente da aggiungere, né da dividere
I piedi scalzi, li osservavo e vedevo che si avvicinavano a me, che ti portavano nel centro della stanza. Gli occhi salivano sulle tue gambe, cosi lisce che erano un piacere per la vista, ora che venivano ripetutamente accarezzate da quella stoffa scivolosa che ti avvolgeva e che invidiavo tanto. Una piroetta ed eri dietro di me, un bacio veloce sulle tempie e di nuovo a ballarmi intorno. Ti vidi andare verso la scrivania, aprire il cassetto mentre mi ammiccavi e con infinita ed estenuante lentezza sfilarne un foulard della stessa stoffa che ora copriva le tue curve che tanto volevo toccare.
nella tua trappola ci son caduto anch'io avanti il prossimo gli lascio il posto mio
povero diavolo che pena mi fa
Con un sorriso malandrino venisti vicino a me aprendomi le gambe e sistemandoti dritta nel mezzo. Sentivo il tuo odore e lo sento ancora, vedevo i tuo capezzoli eccitati che tiravano la tela morbida, ti abbracciai e strinsi con le mani il tuo culo. Oh come mi faceva impazzire toccartelo! Tu piano ma decisa mi rigettasti contro la poltrona e senza una parola mi bendasti. Un'eccitazione fortissima si prese il mio corpo e diventai subito durissimo quel giorno, come adesso, ed ora come allora inizio a premermelo con la mano.
e quando a letto lui ti chiederà di più glielo concederai perché tu fai cosi come sai fingere se ti fa comodo
Non ti sentivo più e non percepivo il tuo corpo contro le mie gambe come prima, ti eri allontanata e mi stavi guardando; ti eccitava farlo o meglio ti eccitava farmi attendere e vedere che la voglia cresceva impetuosa in me. Poi sentii un leggero tonfo, un cuscino che cadeva a terra, le tue mani sulle ginocchia e la tua faccia appoggiata sulla mia coscia destra. Un brivido di adrenalina lungo la schiena mi prese e mi prende ogni volta che ci penso. Un gesto naturale che facevi sempre la sera quando qui su questa poltrona ti leggevo i miei testi, i miei studi e i miei romanzi e lo facevo mentre ti accarezzavo tranquillamente i lunghi capelli. Non pensavo che un gesto così naturale potesse diventare tanto eccitante. La mano continua veloce a premere e con altrettanta fretta apre la zip e lo tira fuori iniziando a giocarci mentre ripenso a quel brivido.
e adesso so chi sei e non ci soffro più e se verrai di là te lo dimostrerò e questa volta tu te lo ricorderai
Tirasti su il viso dalla mia gamba e con dolce naturalezza iniziasti a toccarmelo. Una sensazione calda, umida e immensamente piacevole quando al di sopra della tua manina sentii le labbra che me lo baciavano. La lingua che lentamente accarezzava l'asta sull'attenti e che arrivata in punta iniziava a giocarci prima di accoglierla tra le tue labbra. In quella dolce piccola caverna che prima aveva lasciato posto solo alle mie labbra. Volevo togliere la benda prenderti e buttarti sul tappeto per scoparti, no, per fare l'amore con te. Ma la sensazione che provavo era troppo intensa e non riuscii a muovermi, accontentandomi di avere la tua bocca di rosa. In pochissimo tempo ebbi un orgasmo, te lo dissi ma non volevi smettere e così realizzasti il mio sogno di far sgorgare il mio fiume bianco nella tua gola. Mi vergognai per la velocità con cui avevo finito quel sogno reale, ma eri stata troppo brava. Quasi impossibile pensare che non l'avessi mai fatto prima. Quando te lo dissi mi rispondesti, rossa in viso, che avevi avuto un buon insegnante che, con tutti i suoi racconti, ti aveva istruita. Un senso di orgoglio spazzò via l'iniziale timore di aver deluso le tue aspettative.
e adesso spogliati come sai fare tu ma non illuderti io non ci casco più tu mi rimpiangerai bella senz'anima
La mano continua a menarlo su e giù mentre ripenso a quell'orgasmo, senza quasi accorgermi che nello stesso istante in cui nella mente ti riempivo la bocca ero venuto anche qui nella solitudine di questa stanza. Una goccia cade sul tappeto, una lacrima riga il mio viso e il sigaro si è spento.
naana na naaa na na naaa na na nana naaaa na naaa
Sei una piccola strega e mi manchi.
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