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Guardare ma non toccare
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Titolo:
Guardare ma non toccare |
Autore:
Logos |
Contatto:
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Racconto
n° 2268 |
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In una via del centro c’è un negozietto di intimo decisamente carino, appartiene ad una signora di una certa età, molto simpatica e moderna che, non essendoci quasi mai, affida tutte le incombenze a Marina, la commessa. Ovviamente la Signora Ruggeri si fida molto della sua dipendente e, nonostante la sua giovane età, la lascia sola in negozio anche per due settimane di seguito. Marina da parte sua è molto scrupolosa. Nel lavoro e nella fiducia della titolare trova le soddisfazioni che purtroppo non riesce ad avere altrove. Non esce mai, non ha un fidanzato, eppure è simpatica e non è brutta, anzi, forse è un po’ bassina, ma le sue forme pienotte farebbero certo piacere a molti ragazzi, soprattutto il suo abbondante seno. Una sera come tante altre, quasi all’orario di chiusura, si presentò una ragazza chiedendo dei completini intimi. A quell’ora tarda si trattava di una scocciatura, ma la nostra brava commessa si diede da fare amabile come sempre. Mostrò i completini, la ragazza ne scelse alcuni da provare ed entrò nel camerino. Quindi accadde una cosa strana. La cliente si sistemò in modo che Marina dalla sua posizione potesse vederla mentre si spogliava tramite la tenda lasciata semi-aperta. Marina ebbe in principio un moto di imbarazzo, quindi pensò che si trattasse di una coincidenza e distolse lo sguardo, ma dopo pochi secondi fu colta dal desiderio di continuare a guardare. Era stranamente attratta dalla bellezza di quella ragazza, così diversa da lei. Era molto alta, magra con gambe lunghissime, un seno piccolo, la carnagione abbronzata e quegli occhi verdi così intensi che davano un fascino irresistibile al suo viso. Mentre era presa in queste considerazioni la cliente uscì dal camerino indecisa e se ne andò senza acquistare nulla. Per Marina la giornata era finita, poteva chiudere il negozio e andare a casa. La settimana seguente, sempre a orario di chiusura la misteriosa ragazza si ripresentò. Questa volta aveva le idee più chiare, cercava una sottoveste e un completino con reggiseno a balconcino. Marina prese quanto richiesto, e pensando se fosse più irritata o lieta del suo ritorno porse i capi alla cliente che come la volta precedente entrò nel camerino e si cambiò senza chiudere la tenda in modo che si potesse vederla bene mente si spogliava. Era un deja vu. Ma questa volta la ragazza aprì completamente la tenda e chiese a Marina di avvicinarsi per darle dei consigli. Trovava il completo molto carino, ma poco adatto a lei per via del poco seno. Quindi cominciò a fare apprezzamenti sull’abbondanza di Marina, che pur indossando una camicia per niente scollata non nascondeva niente della sua prorompenza. Il discorso continuò come un monologo fino alla proposta. La cliente voleva tanto vedere come stava quel balconcino a una maggiorata. Marina non sapeva cosa fare. La ragazza con modi gentili ma insistenti la convinse; in fondo si trattava solo di favorire una vendita provandosi un reggiseno. Prese lo stesso modello della taglia giusta, si infilò nel camerino adiacente per cambiarsi e con suo grande stupore la sconosciuta la seguì. Alla sua debole protesta le rispose che erano due ragazze giovani e non c’era motivo di vergognarsi, potevano essere sorelle, così, in preda all’imbarazzo, slacciò la camicia, si tolse il suo reggiseno e indossò quello a balconcino. Mentre si cambiava la cliente non le toglieva gli occhi di dosso, fissandola con una strana espressione, sembrava eccitatissima, impressione confermata dai piccoli capezzoli duri come chiodi. Marina era ormai stregata da quella ragazza che stava facendole mille complimenti, soprattutto al suo seno meraviglioso. Dall’ammirazione si passò ai fatti quando la commessa si sentì soppesare da due mani gentili che passarono poi a strizzarle i capezzoli. Sembrava un sogno o un incubo. Improvvisamente tutto finì, la ragazza si rivesti e uscì velocemente senza acquistare nulla. Marina era frastornata. Nei giorni seguenti continuò a ripensare a quell’esperienza, non capiva se desiderava il ritorno della strana cliente o no, e soprattutto non capiva cosa stava provando. Vergogna? Si! Eccitazione? Anche! Diverse volte era stata sul punto di masturbarsi pensando alla sconosciuta, ma si era sempre trattenuta, fino ad una sera in cui non riuscì a resistere e si diede il piacere come faceva abitualmente, ma non pensando al solito ragazzo irraggiungibile che le aveva spezzato il cuore rifiutandola, bensì alla sua misteriosa conoscenza. All’apice del piacere, pervasa dal calore che l’intimo massaggio le stava dando, decise che se l’avesse rivista sarebbe stata audace. Per una volta nella vita voleva essere una “cattiva ragazza”. L’occasione si presentò la settimana seguente. Al solito orario la stangona entrò nel negozio e chiese di vedere dei capi. Il momento si avvicinava. Doveva entrare nel camerino, offrire di dare un consiglio e poi poteva succedere qualunque cosa. Spiazzando completamente Marina la cliente chiuse bene la tenda si provò un completo, lo pagò e se ne andò senza quasi proferire parola. Che cos’era successo?! Sembrava un’altra persona. L’eccitazione di Marina si trasformò in vergogna e poi in rabbia per aver solo pensato di poter fare sesso occasionale, per di più con una donna. Lei era una brava ragazza. Decise che non ci avrebbe più pensato. Le giornate in negozio passavano tranquille fino alla sera in cui la sconosciuta si presentò di nuovo a ora tarda. Il primo istinto di Marina fu di allontanarla, ma la ragazza le fece un sorriso disarmante e le sue resistenze caddero immediatamente. Questa volta chiese di provare un bikini. La commessa obbiettò subito che non era stagione, ma l’altra ribattè che in magazzino c’erano quelli dell’estate precedente, aggiungendo di portare tutte le taglie perché voleva vedere come stavano a entrambe. Quando Marina risalì la scaletta con i costumi da bagno la ragazza le disse di chiudere la serranda, erano passate le 19,30,era ora di chiusura, e soprattutto non sarebbero state disturbate. Chiudendo la porta la commessa riusciva solo a chiedersi cosa stava facendo. Entrarono nel camerino, si spogliarono guardandosi e poi indossarono i bikini. Si misero l’una di fianco all’altra davanti allo specchio e la sconosciuta cominciò a fare commenti su quanto fossero belle ed eccitanti. Faceva moltissimi complimenti alle tette e al culo di Marina, dicendo che poteva immaginare quanti uomini avrebbero voluto scoparsela. Mentre parlava le scivolò alle spalle, le baciò il collo, e mentre con una mano palpava il seno con l’altra spostò il triangolino di stoffa e si mise a solleticare il sesso eccitatissimo dell’altra ragazza. Marina voleva solo godere. Aprì le gambe e piegò un po’ le ginocchia in modo da assaporare meglio le sensazioni. Lei praticamente non aveva esperienze di sesso. Si era fatta scopare solo per accontentare gli unici due ragazzi che aveva avuto. Il piacere lo provava masturbandosi, in quello era molto esperta, ed ora finalmente quei movimenti che ripeteva spesso li sentiva provenire da una mano estranea. La sconosciuta le disse di chiudere gli occhi e di sedersi sullo sgabellino dello spogliatoio. Lei obbedì e sentì una lingua saettante torturarle le tette e i capezzoli. Era eccitatissima. Non poteva resistere. Pensò di allungare le mani per infilarsele in mezzo alle cosce, ma in quel preciso istante sentì una seconda lingua che le schiudeva le grandi labbra. Spalancò gli occhi e vide che era la stessa ragazza che la stava leccando. Dopo un secondo di smarrimento una voce le spiegò ogni cosa. Erano gemelle! Si erano divertite a presentarsi in negozio alternandosi, adottando comportamenti diversi per studiare le sue reazioni e vedere se si fosse accorta che non si trattava sempre della stessa persona. Alla fine si erano entrambe eccitate e avevano deciso di fare sul serio. Così una era entrata e, allontanata la commessa con la scusa del magazzino, l’altra si era nascosta in un camerino aspettando il momento di entrare nel gioco. Al termine della spiegazione anche la prima si inginocchiò e cominciò anch’essa a leccarla. Per Marina fu un’esperienza devastante, non aveva mai ricevuto sesso orale prima di quel momento. La sua iniziazione fu addirittura con due bocche affamate che si contendevano ogni parte del suo sesso, ora leccavano, ora succhiavano, baciavano e mordevano, e la portarono a un orgasmo indescrivibile fatto di spasmi, gemiti e umori riversati sul viso delle sue amanti. Dopo essersi ripresa Marina ebbe immediatamente l’idea per vendicarsi. Disse che ora toccava a lei studiare le loro reazioni. Ne scelse una a caso, la spogliò e iniziò a infilarle prima una, poi due, poi tre dita nella figa bagnata dall’eccitazione. Si sistemò in modo che l’altra gemella potesse vedere bene. Le disse che se fosse riuscita a resistere fino alla fine dello spettacolo senza toccarsi poi sarebbe venuto anche il suo turno, e mentre lo faceva pensava che era stato eccitante osservarle dalla tenda aperta con la voglia di infilarsi le mani nelle mutandine ma senza poterlo fare. Ora era venuto il loro turno di stare ferme a guardare.
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