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Pomeriggio al centro di bellezza
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Titolo: Pomeriggio al centro di bellezza
Autore: Consolidato
Contatto:
Racconto n° 2275
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Sei sempre indaffarata e piena di impegni, a volte ti neghi anche il piacere di rilassarti. Allora ti imponi di saltare il pomeriggio lavorativo, il che è di per sè cosa piacevole, dedicandoti alla cura del tuo corpo e della mente. Nel lettore mp3 metti solo musica jazz molto d’atmosfera, fischietti mentre guidi verso casa e batti il tempo sul volante della macchina. Alle 15 sei nel garage e vai a fare un riposino di un’ora come non ti capitava da anni. Fresca come una rosa alle 16:30 vai dall’estetista e fai le cose che ti eri ripromessa. Un po’ di cure e di attenzione non guastano. Un massaggio rilassante con unguenti aromatici, al semibuio di una stanza, accompagnato da note indiane, plasmata da mani lievi ma decise, produce un effetto quasi incredibile. Cominci a pensare e pur rilassata ti interroghi su come potrebbe svolgersi la serata. Devi uscire con lui, ma prima di tutto vuoi essere uno schianto.

Mentre pensi al mistero che ti attende, la masseuse ti annuncia che il trattamento è terminato e che il protocollo prevede 20 minuti di rilassamento, quindi esce dalla stanza lasciandoti sola, al semibuio, con le note orientali che ti girano attorno. Il torpore del rilassamento lascia allora spazio ad una languida sensazione di vuoto allo stomaco, ma forse non è lì che è collocata la sensazione, ma un po’ più in basso. Scosti il sottile tanga di carta indossato ad inizio massaggio e inizi un’esplorazione con le dita nella tua fica che trovi calda e già preparata per un massaggio profondo. Ad occhi chiusi e mordendoti leggermente il labbro inferiore inizi a massaggiarti il clitoride e poi ad inserire una, due tre dita dentro quel regno ignoto che è la tua fica. Cominci a colare e il liquido che emani bagna l’interno delle cosce e il lettino. A quel punto estrai la mano e inizi a leccare le dita, massaggiandoti con la sinistra il seno. Ti soffermi sul capezzolo che è diventato quasi rigido e in breve vieni lanciando un profondo grido di godimento. “Me ne frego se mi sentono, magari la ragazza è dietro la porta, ma questo mi eccita ancora di più”. Passano pochi secondi in effetti e la ragazza rientra con un sorriso maliziosissimo. Tu non la degni di uno sguardo e chiedi cosa prevede il trattamento. “Ora le devo massaggiare il viso, signora, si rilassi e chiuda gli occhi”. La ragazza prende un nuovo unguento all’aloe e lo passa sulle mani e sulla tua faccia, quindi inizia un massaggio avvolgente a due mani dal collo verso le orecchie e poi su fino alle guance. Mentre scopri la piacevolezza di questo nuovo massaggio senti la sua voce: “Signora, lei e suo marito vi massaggiate mai a casa?”. Un po’ stizzita per la sfrontatezza della ragazza rispondi: “No perché?”. E lei, continuando con le mani a massaggiare il collo ma scendendo anche verso il decolletè... ”Io e il mio ragazzo lo facciamo spesso quando vogliamo concederci delle serate rilassanti e le assicuro che ne nasce sempre qualcosa di coinvolgente”.

Ma come si permette, questa, pensi, ma con chi crede di parlare... Ma lei continua: “Sa signora che... dopo... non so come dirlo... ma ci viene meglio?”. L’idea che la ragazza abbia potuto sentirti mentre ti donavi piacere da sola riaffiora alla mente e allora vedi le sue parole in una diversa luce di complicità. Lei nel frattempo, per nulla intimorita dal tuo silenzio, inizia a scendere e a massaggiarti i due seni con particolare indulgenza sui capezzoli. Ormai è abbastanza chiaro che il massaggio standard non prevede questo trattamento e che ciò che la ragazza sta facendo risponde solo ad una sfida lanciata: vuole vedere se e quanto può osare. Ma la cosa si fa piacevole e tu, allora decidi di bluffare: “In effetti i massaggi sono piacevolissimi, a volte, raramente... ho delle amiche con le quali ci scambiamo consigli su creme rassodanti e, capita, hem... sì, che ce le passiamo sul corpo l’una con l’altra”. Bugia estrema, in realtà non lo hai mai fatto e fatichi a pensare Giulia o Sandra che ti cospargono il seno di crema massaggiandoti le tette; ma ormai è fatta, lo hai detto e la ragazza non se lo fa ripetere due volte. “Io credo che l’intimità tra donne sia la cosa più strana e piacevole che possa capitare, ho delle amiche sposate che cercano solo me per i massaggi perché sanno che poi finisce sempre con un fuori programma, mi capisce, Signora?” La ragazza intanto continua a massaggiare il seno, ma a questo punto sta letteralmente pizzicando i capezzoli e sotto ti stai sciogliendo di nuovo. Con una mano, segretamente sperando di no essere vista, mantenendo gli occhi chiusi, ti riaffacci alle porte della fica. Poche volte te la sei trovata così liquida.
La ragazza ha colto il gesto, ma preferisce non commentare, continuando, quasi sadicamente, il lavoro sulle tue aureole mammarie. L’azione del suo massaggio e del tuo introdurre tre dita nella fica ti fanno partire per un viaggio ignoto. Non hai il tempo di soffermarti su cosa stai facendo, l’esperienza è talmente nuova ed eccitante che non ti soffermi a pensare, hai solo uno scopo: godere. Quando il tuo ritmo del respiro si fa irregolare e cominciano a fuoriuscire i primi lamenti di piacere dalla tua bocca, senti che una mano della ragazza si sposta dal seno sinistro, ma un momento dopo riaffiora più sotto e scosta la tua mano sostituendola. Sei incapace di esprimere qualsiasi parola, ma non fai in tempo ad abituarti a senso di vuoto temporaneo da lei creato che una nuova calda sensazione la sostituisce. La sua lingua. La ragazza ora si è trasferita davanti al lettino e, spalancate le tue gambe, ti lecca con profondi colpi circolari. Allo stesso tempo stringe le dita della mano creando un cuneo con tre dita che introduce nella tua fica. Quella azione congiunta mano-lingua alza il livello della tua eccitazione e ti fa sragionare. Allora cominci a lamenterti: “Mmm... ssi, voglio scoppiare, dai fammi venire, sento che non resisto, ti prego, dai”. La ragazza si scosta un attimo e nella piccola pausa, che a te sembra un’eternità, senti un frusciare di vestiti e di zip, ma non ti rendi conto di quanto il tutto duri, presa come sei a massaggiarti le tette lasciate incustodite da lei. Dopo un momento che potrebbe essere durato un eternità senti un ginocchio toccarti e cingerti un fianco, quindi un altro dalla parte opposta a, infine, senti un irresistibile odore di femmina che invade le tue narici. Diverso dal tuo, come unico sa essere lo sguardo di ogni individuo, eppure così simile in termini di consistenza e di acidità, invade la tua bocca il caldo succo che cola dalla fica di lei. Questo si chiama essere decise, pensi dentro di te. Ma ormai il gioco è iniziato e non c’è bisogno di essere incitate per prendere a leccare il suo clitoride con la tua lingua e a inserire due e poi tre dita nella fica di lei. Lei intanto sta facendo la stessa cosa su di te. Ormai siete complici e non servono le parole per esprime il gradimento o lo stato di eccitazione crescente, ve lo comunicate aumentando reciprocamente il ritmo del piacere reso all’altra. Per ogni penetrazione profonda che lei ti regala, tu senti l’istinto di affondare le tue dita dentro di lei e di regalarle le stesse sensazioni. I baci e le penetrazioni sono intervallate, almeno da parte tua, con divagazioni sull’interno coscia di lei, sodo e muscoloso. Il suo culo è sodo come la pietra e ti stupisci, aprendo gli occhi, nel sorprenderti ad ammirarlo. A questo punto, ormai persa in questa nuova avventura fai un gesto di cui ti stupisci all’istante, ma non puoi trattenerti: togli un dito dalla sua fica, il pollice, pieno di umori e scivolosissimo, e lo infili nel buchino che sta sopra la tua fronte. Ti stupisci perché stai facendo a lei quello che tante volte ti è capitato che ti facessero e non sempre gradivi, non per la sensazione in sè, ma per il senso di violazione che provavi. Lei, invece sembra decisamente gradire e ti incita a continuare l’introduzione solo abbozzata. Continuando a leccarle il clitoride e a muovere indice e medio dentro la sua fica in un crescendo penetrante, infili tutto il pollice nel suo culo che cede volentieri strada. A questo punto, ti ritrovi con le dita della tua mano, tre in tutto, che dialogano attraverso le sottili pareti di tessuto che separano il culo dalla fica e, quasi incuriosita inizi a cercare un nuovo contatto tra pollice ed indice, come a voler provare tra le tue dita la consistenza dei suoi tessuti o, in senso figurato, come un contabile che conta le banconote a fine giornata facendo rapidamente scorrerle dalla mazzetta. Questa nuova stimolazione da te creata in modo estemporaneo ha un effetto devastante sulla ragazza che inizia a dimenarsi e a incitare la tua mano: “Si, così muoio, sto morendo mi stai facendo sciogliere, signora, ti prego non ti fermare…”. Quasi riprendendoti dalla situazione imbarazzante, ma ancora eccitata per non aver concluso il tuo percorso verso il piacere finale, riprendi il controllo per un attimo e, in modo autoritario le intimi: “Se vuoi che continui fammi la stessa cosa, anche io voglio provare quello che provi tu”. La ragazza ubbidisce remissiva, ormai farebbe qualsiasi cosa purchè tu continui a contare banconote tra la sia fica e il suo culo e inizia il percorso già fatto dalle tue dita. Estrae il pollice umidissimo e te lo infila dietro. Poi inizia a schiacciare la sottile pelle che divide le due cavità regalandoti sensazioni nuovamente profonde. Avendo tu per prima iniziato il nuovo gioco, lei è la prima a venire e lo fa con degli scatti convulsi, stringendo le cosce ed allontanandosi dalla tua bocca inarcando la schiena. Ciò ti obbliga ad alzare il collo per seguire i suoi ultimi spasimi e per bere i suoi succhi. Questo sforzo di addominali, imprevisto quanto violento, accelera la tensione nella tua fica e ti porta al piacere gridato. “Vengoooo, vengo… “ Gridi senza fare attenzione a reprimere i suoni che fuoriescono dalla tua bocca ed anzi incitandola a leccarti fino alla fine. Poi lei cade accasciata sulle tue ginocchia in un attimo di spossatezza, continuando a massaggiare le tue cosce con le dita ora rese appiccicose dai tuoi umori. Quella gentile attenzione della ragazza verso di te risveglia il tuo senso del pudore e quasi bruscamente cerchi di allontanarla da sopra la tua faccia. Lei un po’ insicura ed in equilibrio precario sulle gambe scende dal lettino e ti da un bacio sulla pancia con una dolcezza che esprime tutta la sua devozione. Poi cerca di ricomporsi e lentamente raccoglie le sue cose da terra rivestendosi.

Invitandoti ad alzarti e a farti una doccia tonificante nel piccolo box lascia cadere una mano sulla tua schiena fino a sfiorarti il culo ed esclama: “Signora, se ha gradito la prossima volta le faccio provare una cosa speciale”. Tu fai finta di nulla e quasi ti scosti con fastidio entrando nel box, ma la tua mente già vaga alla prossima seduta, fissata per il sabato della prossima settimana, e alla cosa speciale cui lei ha solo accennato. Mentre fai la doccia, con la tenda tirata, passi un po’ di sapone sulle dita e cerchi di togliere dalla tua faccia tutti gli odori di lei, ma in bocca hai ancora la sensazione di ruvido-caldo della sua fica.

Alla reception confermi l’appuntamento per il sabato successivo e chiedi, con fare finto distratto, di fare il massaggio con la stessa ragazza con la quale lo hai fatto oggi. Indubbiamente l’avventura è stata sconvolgente ma piacevolissima e non vuoi perderti l’occasione di sperimentare nuove sorprese.