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Titolo: Incontrarsi in Chat
Autore: Lory
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Racconto n° 23
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- Come sei vestita?
- Svestita, direi. Ho appena fatto la doccia. Ho ancora su l'accappatoio .
- Allora sei tutta fresca e profumata.
Questa notte non ho sonno. La giornata è stata lunga e pesante, e anche dopo la doccia mi sento addosso una strana inquietudine che non concilia certo il riposo.
Oddio, che casa disordinata. potrei mettere un po' a posto. Comincio a spostare meccanicamente gli oggetti, ma la mente è altrove. è tardi e faccio troppo rumore. Sarà meglio rimandare a domani.
Accendo il computer. Sì, è una buona idea, scambiamo due parole in chat, magari la conversazione può farsi interessante e mi distenderà i nervi.

La chat! Che invenzione stupenda. comodamente seduta in accappatoio, puoi parlare con il mondo e lasciare libero spazio a emozioni che neppure confideresti al migliore amico. Dall'altra parte dello schermo c'è un'entità con un cuore e una mente, ma senza corpo, eterea, che ti risponde e mette a nudo la propria anima, come non farebbe di certo nella vita reale. Una vita parallela, che gestisci come vuoi, attribuendoti una nuova identità, o mantenendo la tua, scavandoti dentro fino al più profondo del tuo essere.
A quell'ora, è normale che la conversazione scivoli su un terreno intimo e coinvolgente.

- Sei sola?
- Sì, diciamo di sì. Nell'appartamento comunicante vivono i miei genitori e mio figlio. Ora dormono.
- Perché non vieni qui? Possiamo parlare meglio.
- Da te? In piena notte?
- Sì, stai tranquilla, non sono l'orco cattivo. Non faremo nulla che tu non voglia.

Le parole che si materializzano sullo schermo mi procurano una leggera eccitazione. Può essere pericoloso. andare da uno sconosciuto. a notte fonda, ma già la mia mente realizza una trasgressione piacevole e un modo diverso di vivere la realtà intrecciata con il sogno e l'illusione.
Perché no. in fondo sono libera sentimentalmente e ho l'occasione di fare un'esperienza legata a questo particolare momento, allo stato d'animo di questa notte insonne, a questa entità che mi chiama e vive nella mia città. Sono combinazioni che non si presenteranno più tutte insieme e forse neppure lo vorrei. La trasgressione si vive una volta sola. Altrimenti diventa abitudine e perde il suo particolare sapore.

- Ti prego.vieni. Non l'ho mai desiderato come stanotte. mi comunichi un sensualità e un abisso di sensazioni in cui voglio perdermi.
- Ho paura, non mi è mai successo.non ho mai incontrato sconosciuti.di notte. a casa loro.
- Vieni, ti offro un caffè e poi. se lo vorrai, potrai tornare a casa. oppure.
Ormai la mia resistenza sta cedendo alla curiosità di questo incontro, di questo tuffo verso l'ignoto, con i suoi rischi e i suoi piaceri. chissà.
- Ok. Dammi l'indirizzo. Arrivo tra poco.

La macchina sfreccia veloce nelle strade deserte. La mia mente è affollata da mille pensieri, ma ormai ho deciso, vivrò questa pazzia fino in fondo. Le indicazioni sono esatte, la casa si trova poco al di là del fiume, un austero palazzo d'epoca.Ecco il suo nome.La porta si apre silenziosamente e salgo in fretta i due piani di scale. Sulla porta, lui.
La tuta grigia non riesce a celare il torace possente e i muscoli delle gambe. Mi ha detto che è istruttore sportivo e si vede. Non molto alto, ma gradevole, capelli corti castani, un sorriso aperto, due occhi grigi scintillanti. Anche lui mi osserva, sento il suo sguardo sulle mie gambe, mentre lo precedo in casa, la gonna corta ne mette in mostra una porzione generosa. la giacca di pelle sottolinea il mio busto pieno e le curve dei fianchi. Credo di aver superato l'esame.
Mi sento sicura, adesso, in quella cucina da scapolo, davanti a una tazzina di caffè, mentre parliamo come vecchi amici. Ho fatto bene a venire.
Mi dà tutto il tempo per ambientarmi, per sentirmi a mio agio, poi si avvicina e mi chiede gentilmente.
- Posso baciarti?
Non attende la risposta, mi fa alzare e mi stringe a sé, mentre la sua bocca incontra la mia, prima esitante, come per assaggiare un frutto sconosciuto di cui non conosce il sapore e poi più decisa e quasi prepotente. Lo assecondo, perché quel bacio mi piace, mi piace quella bocca morbida e forte, mi piace sentire le sue mani sulla mia schiena e più giù. che mi accarezzano piano. La lingua mi esplora e mi accende. ricambio il bacio. lo abbraccio e gli carezzo la nuca e le spalle. sento il suo desiderio che preme e lo assecondo.
- Vieni, andiamo di là.

Percorriamo allacciati il breve corridoio. La camera è in penombra. ormai albeggia e le ombre si ritirano in una luce lattea dai contorni sfumati.
Mi spoglia adagio e altrettanto faccio io con lui. La biancheria blu mette in risalto la mia pelle chiara e i capelli biondi sparsi sulle spalle acquistano una luce nuova.
Mi bacia la gola. i capezzoli s'induriscono all'istante, mentre mi slaccia il reggiseno. Si tuffa nell'incavo dei seni e li bacia, succhiando avidamente.sono persa in queste sensazioni piacevoli e quasi non mi accorgo che mi ha sfilato le mutandine. Rimango con le autoreggenti nere, mentre gli accarezzo il torace glabro e muscoloso. Ora mi inginocchio per sfilargli la parte inferiore della tuta e vedo la sua erezione gonfiargi gli slip.
Le mie mani si muovono da sole, slegate dal pensiero perso in un mondo ovattato. liberano il suo membro da quella costrizione dolorosa. lo impugnano. e mentre una mano lo accarezza voluttuosa, l'altra stringe quell'asta dura e forte, libera il glande e lo preme sul mio petto, nel solco tra i seni.
- Adesso ti voglio. voglio scoparti, avevo capito che sei una femmina calda. e .
Le parole soffocate dai baci e rotte dalla passione mi eccitano ancora di più.sono bagnata e lo desidero pazzamente. mi adagia sul letto e lo accolgo dentro di me, le gambe sollevate ad allacciargli le reni. I colpi si susseguono, forti e decisi e mi fanno gridare di piacere. Mi aggrappo a lui e lo incito.
- Fottimi. prendimi. non fermarti.
- Sì. sì. così. oh, sì.
Ascolta il mio orgasmo esplodere e sento che vorrebbe resistere, ma ormai è giunto in quel punto di non ritorno, dove si spalanca la via dell'infinito e desideri solo abbandonarti alle sensazioni di voluttà che ti succhiano la vita e ti portano fuori di te, in un mondo di irrefrenabile ebbrezza. Lo sento gemere su di me, e questo mi procura una gioia indicibile, perché sono io, con la mia sensualità a farlo godere così. Le contrazioni si affievoliscono, mentre mi inonda del suo seme. Adesso sorride e mi abbraccia. mi tiene stretta a sé. Con gli occhi chiusi, i sensi placati, questo è il momento delle confidenze, delle piccole complicità, delle carezze dolci e intime. Fino a poche ore fa non sapevamo nemmeno dell'esistenza l'uno dell'altra e ora siamo qui stretti a goderci la nostra intimità.Potenza della chat!
Percepisco che il suo desiderio sta risvegliandosi e vorrei tanto ricominciare questa eterna lotta d'amore che dai primordi della vita oppone l'uomo alla donna in una dolce battaglia in cui usciranno entrambi vincitori. Ma è tardi, tra poco dovrò andare in ufficio e non so come riuscirò a lavorare, dopo questa notte insonne e sorprendentemente eccitante.
Con un sospiro e un ultimo bacio mi rivesto.
- Ti faccio un caffè, ti va?
- Sì, grazie.

Siamo ritornati formali, anche questa è la chat. non sai se le emozioni le hai vissute realmente, o sono frutto dell'illusione che ti prende al di là della tastiera e dello schermo.
Sappiamo entrambi che non ci rivedremo più, in fondo siamo solo due entità che per un attimo si sono fuse vivendo una realtà fittizia, ma ora è tempo di ritornare ad essere parte dell'etere, a riprendere il nostro ruolo incorporeo, quello più congeniale ad entrambi, quello che ha permesso il nostro incontro.
Da questo momento, la vita risucchia i nostri corpi, ognuno riprende il suo ruolo e nella realtà non c'è posto per l'illusione. Mai.