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Vendetta a due
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Titolo: Vendetta a due
Autore: Lucrie
Contatto:
Racconto n° 234
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Sul treno stavi seduto sul sedile davanti al mio, avevi degli occhi neri penetranti e i nostri sguardi si sono incrociati più di una volta, non ci siamo detti nulla erano soltanto sguardi furtivi di due persone che vorrebbero ma non trovano il coraggio neanche per dirsi una parola qualsiasi.
Sentivo il tuo ginocchio sfiorare il mio e la cosa non m’imbarazzava, avevi delle labbra morbide e grandi che a solo guardarle mi veniva voglia di baciarle, mi sarei persa dentro quelle labbra sensuali.
Io avevo una gran voglia di conoscerti e parlarti, ma l’occasione la creasti tu scendendo dal vagone mi salutasti dicendomi un dolce "ciao ci prendiamo un caffè?…." e io allora ricambiai quel saluto morbido dicendogli di si.
Mi disse di chiamarsi Fabio, ci sedemmo in un bar della stazione, e facemmo colazione un po’ imbarazzati per quell’inaspettato avvenimento, bevvi un buon cappuccino, parlammo del tempo e commentammo una notizia di giornale, come si fa in ascensore fra due sconosciuti, ma intanto non ci lasciavamo lo sguardo, ci scrutavamo reciprocamente, alquanto imbranati, ci sorridevamo e fra una chiacchiera ed un’altra ci lasciammo il numero di cellulare, poi ci alzammo per andare al lavoro dandoci un convenzionale bacino di saluto, e andammo al lavoro.
La sera stessa mi aspettavo una sua chiamata, o un massaggino, magari con scritto buonanotte, come si fa fra amici e qualcosa di più, ma non accadde nulla, quella notte mi addormentai pensando ai suoi occhi neri, alla sue labbra grandi, che avrei baciato molto volentieri, e mi persi in un sogno della mente così dolce da sembrare reale, noi due sopra un vagone deserto che ci sfioravamo le mani e che ci spogliavamo dolcemente baciandoci e torturandoci con baci sempre più intimi e penetranti, quel sogno mi fece venire un’eccitazione estrema, cominciai a desiderarlo così tanto che lo sentii dentro di me muoversi prima dolcemente poi sempre più veloce con un ritmo incalzante dava colpi e si dimenava come un grande esperto mentre io gemevo davanti a lui dal piacere, con un corpo pieno di sussulti…..
Il giorno dopo era una mattina come le altre, nulla di diverso: solito treno, solito autobus, solito tram tram, solo una cosa dava nuova vita alla routine, il sole che con il suo tepore faceva sembra di stare andando ad una gita, mi sentivo allegra.
Certo non solo io avevo questa sensazione, l’aria di primavera si vedeva nella gente nei volti dei bambini e in tutte quelle persone che non si fanno coinvolgere più di tanto dai problemi di tutti i giorni.
Dunque mentre camminavo tranquilla verso il mio lavoro squillò il cellulare, prima di rispondere guardai chi mi stava chiamando e appena vidi il nome il mio cuore si fermò per un attimo, presi il coraggio che mi serviva e risposi a quella telefonata…..
Quando riattaccai mi accorsi di aver detto si ad un appuntamento che sicuramente mi avrebbe riservato belle sorprese, nel pomeriggio dovevo incontrarmi con l’uomo dei miei sogni, mi affrettai perché al lavoro mi stavano aspettando per un’importante riunione. Quella mattina tutto sembrò interminabile….
Finalmente arrivò il pomeriggio sospirato,
M’incamminai per andare a quel primo appuntamento, con una serie di sensazioni da panico, ma tutta quell’adrenalina in circolo mi faceva sentire viva.
Arrivai a quell'appuntamento con un leggero anticipo e anche Fabio arrivò prima, quando ci vedemmo i nostri sorrisi illuminarono quel pomeriggio, appena mi vide mi prese la mano e si avvicinò per baciarmi sulla guancia, ma io voltai il viso e ci ritrovammo bocca a bocca nel più travolgente dei baci…
Ci incamminammo verso un portone, salimmo su un ascensore e scendemmo all'ultimo piano. L'appartamento era molto bello, arredato con cura, aveva un salone all'entrata e un bel divano bianco dove ci accomodammo per coccolarci sempre più intimamente, si stava avverando il sogno della sera prima, ci scambiavamo baci e baci, gli accarezzavo i capelli, lo coccolavo e lo viziavo, lì passammo un pomeriggio indimenticabile… fra baci coccole carezze e tanto amore…. amore dolce….. amore violento….. amore tenero…. Mi sorprese in varie posizioni e mi fece provare emozioni mai provate prima.
Quando me ne andai lui protestò avrebbe voluto dormire abbracciato a me, lo disse con un tale tono che non riuscivo quasi a resistergli, ma invece il mio raziocinio prese il sopravvento e lo lasciai dormire solo, me ne andai innamorata persa.
La mattina dopo Fabio mi richiamò, mi disse di aver passato una notte a sognarmi, la sua voce mi scaldava il cuore, così calda e sensuale, mi diede un’altro appuntamento nel suo appartamento.
Mi venne ad aprire, era più bello che mai.
Con tutti quei muscoli che si vedevano da ogni angolazione, mi fece trovare un vassoio di paste con crema e panna, mangiammo come due bambini golosi, poi iniziai a coccolarlo massaggiandogli la testa, lui chiuse gli occhi e si fece accarezzare dolcemente, sentii la sua mano toccarmi il seno e cominciò ad accarezzarmi sempre più giu’. Ero così eccitata che non capivo più nulla, lo baciai dappertutto e lo graffiai sulle spalle, fu un’altra esperienza entusiasmante, passammo ore a toccarci e a fare all’amore senza stancarci, fin quando decisi di andare.
Questa volta non disse nulla, mi lasciò andare e mi disse.... a presto.
Qualche giorno dopo mi fece una cosa che mi lasciò di stucco....
Ci incontrammo come sempre nel suo appartamento e, questa volta ci trovai una ragazza bionda, occhi verdi, molto bella e affascinante, portava un vestito molto sexy…. mi guardava e anche lei sembrava perplessa…
“Si chiama Angela” mi disse, “l’ho fatta venire da me per farti una sorpresa, spero non me ne vorrai….”
Voleva fare l’amore in tre…….
Rimasi un attimo senza parole, com’era possibile? Non gli bastavo io?
Pensai a tante… troppe cose, poi lei, in silenzio, iniziò a sfiorarmi la pelle con le sue mani e mi fece un massaggio che mi calmò, cominciò ad accarezzarmi la nuca, i capelli, la fronte, mi adagiai sul divano rilassata, lui intanto cominciò a spogliarmi dolcemente, prima mi tolse le scarpe, poi mi massaggiò i piedi le caviglie le gambe, un tocco lieve, raffinato, sentivo un odore di oli essenziali, un odore così intenso che mi calmava l’anima e mi eccitava al tempo stesso.
Angela oltre a massaggiarmi la nuca prese a baciarmi morbidamente le labbra, aveva un sapore dolce di caramella alla fragola succosa, quel sapore mi faceva venire vecchi ricordi infantili di lecca lecca e gelati alla frutta… mi persi in quel bacio dolce e non pensai più a nulla mi feci cullare da loro due che mi coccolavano e mi baciavano come non mi era mai accaduto fino ad allora e mi godevo quel momento così intensamente da non pensare più a nulla….
Mi ritrovai nuda con loro che si baciavano sopra di me e che baciavano anche me, era una sensazione di pura armonia… i nostri corpi così ben sincronizzati a farci piacere l’un l’altro.
Lui ci lasciò sole per un po’, e Angela cominciò a baciarmi dapprima il seno poi scese ancora più in basso fino al punto più sensibile, mi piaceva il suo tocco femminile sul mio corpo, aveva un qualcosa di magico quel suo baciarmi, sapeva come accendermi l’anima, mi ritrovai estasiata, felice ad assaporare una sensazione nuova e piacevole che mai prima avevo provato; anch’io cominciai a baciarla intensamente, ed il suo sapore aveva qualcosa di molto famigliare al mio, così decisi di volerla far felice come lei aveva fatto felice me. Quando lui ritornò nella stanza ci trovò così assorte nei nostri piaceri che ne fu quasi geloso, si unì di nuovo a noi e cercò di soddisfarci entrambe, ma noi ormai non lo cercavamo più, ci eravamo date il piacere più puro che avremmo potuto desiderare e continuammo a baciarci e ad ignorarlo per il resto della sera.
Rimase a guardarci incredulo, com’era possibile che non avevamo più bisogno di lui? Lui, che aveva architettato tutto questo e ora era lì a fare da spettatore quando invece avrebbe voluto essere parte attiva?!?….
Questa era stata la nostra piccola vendetta……
Angela ed io restammo amiche e Fabio lo scaricammo entrambe, però ogni tanto pensando a quell’esperienza ci viene voglia di richiamarlo…. Chissà forse un giorno lo faremo.