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Come vuoi tu
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Titolo:
Come vuoi tu |
Autore:
Chiccola21 |
Contatto:
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Racconto
n° 2364 |
Altri
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Vorresti prendermi subito, sentire tra le mani il calore della mia pelle. Mi hai sussurrato dolcemente che hai voglia di me, del mio sapore e dei miei gemiti che riempiano le tue orecchie come il più dolce dei suoni. Ti guardo, seduta sul nostro letto, ormai rifugio e sfondo d’ogni nostro sfogo dettato dalla voglia di essere uniti, osservo il tuo bel corpo, teso, pronto per me. Mi soffermo sulla protuberanza che sporge a livello del tuo inguine, mi sento subito eccita, ma stavolta vorrei condurre io il gioco. Faccio cenno di avvicinarti e ti tolgo gli slip, resti immobile, sicuro che mi conceda in pochi attimi. Ma questa volta sarà diversa, inizio a baciare la tua bocca umida, che si apre al solo contatto con le mie labbra. La mia mano ti accarezza il petto, e inizia a stimolarti un capezzolo. Poi mi stacco improvvisamente, e ti guardo. “Leccami” ti ordino, in un tono che non ammette repliche. “Parti dal mio collo, e poi prosegui verso il basso” continuo stringendogli un ciuffo di capelli. Il gioco ti stimola, si nota dallo sguardo che hai: eccitato, ma allo stesso tempo divertito. La tua lingua comincia a percorrere il mio collo, lecca le orecchie, sento il tuo umido che scende verso le spalle, e si sofferma, leccandomi per bene. Inizio ad ansimare, e tu continui verso il basso, iniziando ad accarezzare con la bocca un mio seno. Ti aiuti con le mani, prendi un seno a coppa e con il pollice e l’indice stimoli il capezzolo, mentre la lingua si occupa dell’altro seno. I miei capezzoli sono duri e non riesco a trattenere i gemiti di piacere, mi stai sciogliendo e lo sai bene, infatti, istintivamente apro leggermente le gambe. Veloce n’approfitti, e ti fiondi con il viso sul mio monte di Venere. Cerco di resistere, ma è tutto inutile, mi tieni aperte le gambe con le mani, e la tua lingua comincia a stimolare il mio clitoride, gonfio ed eccitato. “Sei già un piccolo lago porcellina” mi sussurri maliziosamente, mentre non la smetti di leccarmi. Adesso le mie gambe si aprono da sole, non voglio più resisterti. Due dita iniziano ad intrufolarsi dentro di me. “Volevi resistermi, ma non ce l’hai fatta neanche stavolta bimba”, mi canzoni mentre senti che i miei gemiti aumentano e il mio bacino si inarca per sentire le tue dita ancora più a fondo. “Cosa devo fare adesso” mi chiedi, senza smettere di torturare la mia passerina fradicia. “Scopami, sbattimi” riesco a sussurrare tra un gemito e un ansimo. Ormai sto per venire, grazie alla tua formidabile lingua e alle tue dita. L’orgasmo arriva veloce e violento, gemo e ansimo più forte, mentre la tua lingua assorbe tutto il mio succo, tutto per te. Adesso sono pronta ad accogliere tutto il tuo uccello. Mi metti a pecorina e inizi a far scorrere la cappella lungo il mio solco umido. Sai che questa posizione mi fa sentire peccaminosa al massimo e tu ne approfitti per stuzzicarmi. “Dimmi chi sei…” mi sussurri accarezzandomi con la cappella il clitoride che ormai urla pietà “Sono la tua porcellina” ti dico, ansimando. “No! Dimmi chi sei, su avanti dimmelo, so che lo vuoi dire, so che lo vuoi sentire tutto dentro”. Non resisto… “Sono la tua puttana e tu il mio stallone, prendimi…” dico al massimo dell’eccitazione. Uno solo colpo mi lacera la passera, lo infili dentro tutto, con un solo potente colpo di reni. Resto senza fiato per un attimo, poi comincio a gemere ed ansimare. Ti chiedo di fare piano, ma tu non ti fai commuovere e me lo infili dentro, con spinte che mi sbattono l’utero. Urlo, sai che mi piace essere presa così, mentre mi schiaffeggi dolcemente il sedere. Vengo sotto i tuoi colpi e sento il tuo cazzo irrigidirsi. Mi fai staccare e lo avvolgo tra i miei seni, cominciando a muoverli contemporaneamente, mentre la mia lingua gioca con la tua cappella. Il primo tuo gemito è accompagnato da uno schizzo potente che mi bagna la faccia, poi il resto cola sul mio seno, che inizio a massaggiare, spalmandomi tutta la tua sborra attorno ai capezzoli. Lecco le mie dita, sono vogliosa di sentire tutto il tuo sapore, il tuo odore, di sentirmi parte di te.
Per te, Marco.
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