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Vendetta
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Titolo: Vendetta
Autore: Chiccola21
Contatto:
Racconto n° 2423
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C’eravamo lasciati dopo dieci mesi, passati tra alti e bassi, ma in compenso molto felici.
Le sue parole taglienti “Preferisco rimanere solo amici” ancora echeggiavano nella mia mente e ancora mi chiedevo dove avevo sbagliato, e che cosa non andava in me.
Ero sempre stata gentile, dolce, delicata e sottomessa. E lui ne aveva approfittato, chiedendomi di uscire quando se la sentiva, vale a dire una volta al mese se mi andava bene.
Dopo pochi giorni, un suo sms mi diceva che voleva rivedermi, che aveva sbagliato e se potevo dargli un'altra possibilità.
Sembrava un’occasione perfetta per riconquistarlo, oppure per fargli vedere cosa aveva perso veramente, visto che a livello sessuale mi aveva fatto intendere che non ero alla sua altezza e questa cosa mi bruciava ancora. Si pavoneggiava, infatti, di riuscire a far godere due donne in una sola volta…

Optai per la seconda soluzione.
Organizzai una serata a casa mia, una cenetta romantica e poi un buon film. Peccato che le mie intenzioni fossero ben diverse.
Arrivò puntualissimo, elegante come al solito e con un sorriso di trionfo, come per dirmi che alla fine aveva vinto lui, che senza Marco io non potevo stare. Il signorino non sapeva come si sbagliava.
Cenammo quasi in silenzio; cercava ogni tanto di rompere il ghiaccio poi, grazie al vinello che aveva portato, iniziammo a scioglierci, a parlare del più e del meno, ricordando le sue partite di calcio e le mie di pallavolo. In fin dei conti erano passati dieci mesi. E la mia vendetta si stava lentamente consumando.
Sparecchiai la tavola senza fretta mentre lui preparava il caffè.
Lo bevemmo in fretta e lo invitai in camera dove avevo preso un dvd da vedere in compagnia.
Mi sedetti al bordo del letto e armeggiai con il lettore dvd.
Lui si mise dietro di me e iniziò a baciarmi il collo, ma io mi staccai, sussurrando un “Dopo” che non lasciava molti dubbi.
Ci stendemmo, mi tolsi le scarpe, lui seguì il mio esempio, per stare più comodo.
Dopo pochi minuti mi girai verso di lui e cominciai a baciarlo lentamente, gustandomi le sue labbra carnose, lo feci stendere meglio e mi misi sopra di lui come per cavalcarlo.
Era eccitato e sentivo il suo pacco alzarsi oltre i pantaloni. Gli tolsi la camicia e gli baciai il petto, soffermandomi sui capezzoli. Gli allungai le spalle verso la tastiera del letto e, con un suono metallico, feci scattare le manette su tutti e due i polsi.
I suoi occhi stupiti si posarono sui miei che assunsero un'espressione di divertito trionfo.
“Non mi hai considerata una ragazza alla tua altezza a letto, vero Marco?” sussurrai all’orecchio del ragazzo ”ma questa sera, voglio farti vedere quanto ti sbagliavi sul mio conto, e adesso buono” continuai, mettendogli una benda sugli occhi in modo che non potesse vedere i miei movimenti. Iniziai a spogliarlo lentamente, prima i calzetti, poi slacciai i pantaloni, rimase in boxer dove spuntava uno strano rigonfiamento, che toccai istintivamente. Mi sorrise piacevolmente, mentre continuavo a toccarlo. “Su forza, prendilo in bocca, so che non aspetti altro” mi disse con un mix di divertimento e disprezzo. Per tutta risposta smisi di accarezzarlo e mi allontanai. Suonò il campanello. “Ma che strano, non aspettavo nessuno” dissi divertita, mentre lui cercava di liberarsi per non farsi trovare in una situazione troppo imbarazzante.
Ma le manette erano ben salde e non riuscì a muoversi di un centimetro.
Mi allontanai verso la porta d'entrata e accolsi la mia ospite. Alessia, la mia complice per la serata, mi aveva portato tutto il necessario. “Vieni pure in camera Ale, che c’è una bella sorpresa per te” esclamai. Marco stava ancora cercando di liberarsi, quando la mia amica entrò in camera. Veloce sfilai la benda a Marco, di modo potesse vedere chi fosse arrivato. “Ciao Alessia” riuscì a farfugliare, diventando rosso dalla vergogna, anche se si vedeva che era eccitato al massimo.
Per tutta risposta Ale si tolse il cappotto, rivelando un babydoll velato nero, che metteva in risalto la sua quarta abbondante e il perizoma di pizzo nero. Era una visione paradisiaca. In quel momento anch'io mi tolsi gli abiti, rivelando invece un completo nero e argento rosso composto da coulotte e reggiseno.
Marco non sapeva cosa dire, forse aveva già intuito le nostre intenzioni, ma ancora non si capacitava che fossi io l’artefice di tale situazione.
“Perché non mi liberate ragazze, così possiamo divertirci tutti e tre insieme?” propose ansimando dalla voglia che ormai aveva raggiunto livelli astronomici.
“Che dici Elisa, lo accontentiamo, guardalo poverino, ormai non ce la fa più” mi disse Alessia leccandomi un orecchio, mentre guardava fisso negli occhi Marco.
“Certo, ma di sicuro non lo liberiamo, deve restare legato, il gioco lo conduciamo noi” risposi mentre le mie mani si impossessavano di un capezzolo della mia amica.
Ci baciammo con passione davanti al mio ex ragazzo, mentre le nostre mani si incrociavano e ci toccavamo il seno a vicenda.
Marco ci guardava con la bava alla bocca, cercando di liberarsi dalle manette, ma senza successo. “Liberatemi, vi ordino di liberarmi” ci disse. Mi voltai verso di lui “Che fai, pure ordini? Non ti sembra di esagerare?” gli dissi sprezzante, come se non mi interessassi di lui. “Su vi prego fate le buone, sarò bravo” implorò alla fine. Per tutta risposta ci mettemmo io a destra e Alessia a sinistra e cominciammo a baciarlo a turno con passione. La sua bocca era in continuo movimento, perché i nostri baci crescevano di passione. Le nostre mani iniziarono ad accarezzarlo al basso ventre e gli togliemmo finalmente i boxer, rivelando un erezione ormai completa. Mentre Alessia si dedicava alla sua bocca e al suo petto, io scesi e cominciai a succhiargli il cazzo. Partendo dalla cappella, cominciai a scendere lentamente, fino ad arrivare alle palle ed andando su e giù velocemente. “Frena la voglia dolcezza, altrimenti me lo fai venire subito” esclamò Alessia divertita, mentre Marco sembrava in estasi. Diminuii il ritmo e poi ci scambiammo di posto.
La mia amica glielo prese in bocca e io ritornai sulla bocca del ragazzo, infilandogli un mio capezzolo che cominciò a succhiare avidamente mentre con le mani cercava di accarezzarmi la testa. Alessia si stacco dall’uccello e si avvicinò, prendendomi in mano l’altro seno e leccandolo, facendolo diventare durissimo.
Mi staccai e mi accovacciai sopra la testa di Marco.
“E adesso leccala, o non ti libero” gli dissi, con tono deciso.
Lui fece qualche protesta, ma io mi spinsi ancora più giù, quasi a bloccare le sue labbra sul mio clito. Cominciavo a sentire dei movimenti di lingua, e mi accarezzai il seno. Ci sapeva fare, eccome se ci sapeva fare, era un leccatore provetto, una dote naturale pensai.
Dopo qualche minuto mi staccai, e presi posizione sopra il suo cazzo.
Con un solo colpo me lo misi tutto dentro e cominciai a muovermi decisa, in un su e giù animale, quasi primitivo. Sentivo la cappella sbattere contro le pareti della mia passera e io che mi bagnavo sempre più.
Poi toccò ad Alessia, nemmeno lei voleva perdersi l’occasione di cavalcare un sì duro cazzo come lo aveva Marco.
Anche lei si impalò ferocemente, mentre io mi dedicavo ai suo capezzoli e Marco cercava di leccarmi la passera.
Alessia si staccò e il ragazzo esplose, un lungo getto di sperma caldo ci bagnò le labbra e cominciò a colare sui seni, che cominciammo a leccarci a vicenda. Marco era visibilmente soddisfatto, pensava di aver compiuto una grande impresa. “Ma come, già finito?” esclamò Alessia, guardando l’uccello ammosciarsi e ritornare buono buono. “Ma Ely, non era lui che si vantata di riuscire a far godere due donne in una sola volta? Io sinceramente non sono venuta, capirai per così poco” continuò divertita, visto che l’espressione di Marco era sempre più imbarazzata.
“Certo che Alessia, il ragazzo delude anche me, ma sai ero preparata anche a questo” dissi cercando in una borsetta qualcosa di molto interessante. “Io penso che potremmo divertirci e finire a modo nostro, che ne pensi?” gli dissi mostrandogli due vibratori nuovi di zecca.
Alessia ne prese subito uno, e iniziò a leccarlo per bene, mentre io mi godevo lo spettacolo.
Mi fece stendere sul letto e mi aprì le gambe con decisione. La punta del vibratore iniziò ad entrare in me, era piacevolmente umida e fredda.
Quando fu tutto dentro, si mise a muoverlo su e giù, mentre la sua lingua tormentava il mio clito, senza darmi un attimo di respiro.
Mentre ansimavo e gemevo senza ritegno, guardavo Marco dritta negli occhi, fino a quando l’orgasmo non mi raggiunse, crudele e brutale, facendomi tremare dal piacere.
Ale dopo poco si staccò con aria soddisfatta.
Io le restituii il favore, leccandole la passera e penetrandola con il vibratore. Quando tutte e due fummo appagate e sazie di piacere, liberammo Marco che ci guardava con ammirazione ed imbarazzo.
Gli porsi i vestiti gentilmente, e vestitosi lo accompagnai alla porta.
Prima di uscire, mi chiese se poteva ritornare un'altra volta, si era divertito non poco.
Lo guardai con aria di sufficienza.
“Mi dispiace, ma questo è un trattamento che riserverò solo al mio fidanzato, cosa che tu non sei più, ho solo voluto farti vedere che cosa ti sei perso lasciandomi”. Detto questo gli chiusi la porta in faccia.