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Titolo: Incontro
Autore: Chiccola21
Contatto:
Racconto n° 2434
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Il nostro rapporto epistolare durava ormai da parecchio tempo. Ogni volta che accendevo il computer e mi collegavo ad internet speravo vivamente di trovare una sua mail che mi augurava un buongiorno.
Dalla semplice conversazione, si passava lentamente ad argomenti piccanti, che con il tempo si trasformarono in vere e proprie mail, lunghe e pieni di particolari.
Alla fine decidemmo di incontrarci, ormai eravamo molto coinvolti sessualmente e psicologicamente.
L’incontro era fissato per un martedì, in un'anonima stazione di provincia, con destinazione un piccolo appartamento al mare, di sua proprietà.
Il giorno dell’incontro ero tesa ed agitata, ai miei raccontai che ero stata invitata ad una laurea, mentre in realtà le mie intenzioni erano tutt’altro che studentesche.
Arrivai in perfetto orario, trenitalia funzionava una volta tanto.
Lo vidi che mi aspettava in macchina, era veramente un uomo distinto, mi aspettava in giacca a cravatta e occhiali da sole.
Salii in macchina, non senza un pò di agitazione che mi cresceva dentro, sentivo lo stomaco contrarsi, ma la mia curiosità era grande.
Ci salutammo, un leggero bacio sulla guancia e partimmo verso il mare. Durante il viaggio in macchina iniziammo a parlare del più e del meno. Ogni tanto lui cercava di allungare le mani, per sentire la mia pelle e il mio calore, ma io come un bimba dispettosa la tiravo via o l’allontanavo. Oltre che a stuzzicarlo, vedevo la sua voglia crescere sempre di più.
Dopo un'oretta di strada, arrivammo al piccolo appartamentino. Era un posto accogliente, ben arredato, ma faceva molto freddo. Essendo inverno non c’era il riscaldamento. Per fortuna una piccola stufetta riscaldava l’aria fredda.
Mi avvicinai a lui con fare deciso, non gli diedi il tempo di accomodarsi, presi la cravatta e lo attirai a me, baciandolo con passione, mentre le nostre lingue si intrecciavano e lui emetteva mugolii compiaciuti.
Ci spogliammo rapidamente, lui prendeva in bocca i miei capezzoli e li succhiava con passione e io gli trattenevo la testa per stuzzicarlo, per fargli capire che ne volevo ancora di quella sua lingua.
Lo staccai improvvisamente e lo feci sedere sul divano. Mi inginocchiai avanti a lui e cominciai a slacciare la cintura e a tirare giù la zip.
Sentivo il suo cazzo gonfio e duro che tendeva la stoffa degli slip, in attesa di essere liberato.
Ed eccolo in tutto il suo splendore, lucido e scappellato: era una visione fantastica per me che vado matta per il sesso orale.
Iniziai a leccare la cappella e ad accarezzargli le palle, mentre la mia lingua saettava veloce su quell’asta di carne sempre più dura.
Lo presi tutto in bocca, le sue mani mi accarezzavano la testa e mi incitava a proseguire. Succhiavo con vigore il suo uccello, quasi a volerlo staccare dalla pelle. Aveva un buon sapore e aumentavo i ritmi della leccata, soffermandomi sulla cappella, una parte molto sensibile. Ogni volta che la mia lingua premeva lui tremava di piacere.
Era ormai durissimo quando decise di ricambiare il favore.
Toccava a lui ora dedicarsi a me.
Mi tolse gli slip e mi fece stendere sul divano a pancia in giù. Iniziò a leccarmi il buco dietro, facendo entrare tutta la sua lingua mentre io gemevo e ansimavo, mi piaceva veramente molto quello che mi stava facendo.
Un suo dito iniziò a penetrare il mio stretto orifizio.
Appena lo sentii dentro mi staccai subito, non volevo che il mio sedere venisse violato.
Lui allora si dedicò alla mia passerina.
Iniziò a leccare le grandi labbra, mentre con le dita piano piano apriva il mio fiorellino umido e già pieno di umori. La sua lingua si spostava dal clitoride alle piccole labbra, per poi ritornare su.
Mi scappellava delicatamente il clito con le dita e poi la sua lingua faceva il resto.
Nessuno mi aveva mai leccato così. Ogni volta che sentivo il suo muscolo umido a contatto con il mio sesso, ansimavo e inarcavo la schiena, ma vedevo che il suo obiettivo non era la mia passerina, ma un'altra cosa.
Infatti le sue dita indagatrici, spesso si soffermavano ad accarezzarmi il buchino dietro, cominciando a volte ad entrare. Allora mugolavo e spostavo il bacino.
La cosa però si faceva eccitante, soprattutto quando cominciò a tirare fuori alcun oggettini da una borsetta che aveva portato con se. Si trattava di due plug e un vibratore, più una scatolina di gel lubrificante.
Ero eccitata, non avevo mai usato oggetti durante i miei precedenti rapporti.
Prese un piccolo plug azzurro e iniziò a cospargerlo di gel lubrificante, lo appoggiò con cura all’entrata del mio stretto orifizio e con una sola spinta lo mise tutto dentro. Una sensazione di dolore misto a piacere iniziò a propagarsi dentro di me, mentre lui si godeva lo spettacolo del mio culo che si contraeva per espellere un oggetto estraneo.
Quando uscì fuori, sentii una sensazione liberatoria e, per ringraziarlo, iniziai di nuovo a succhiargli il cazzo, un bel pompino lungo, che lui gradiva molto.
Quando staccavo la mia bocca dalla cappella, lui mormorava “ancora, ti prego ancora” oppure “la sai usare bene questa bocca…” e ansimava sempre più forte.
Alla fine mi sedetti sopra di lui e feci scivolare dentro tutto il suo cazzo, lo sentivo in me, cominciai a muovermi su e giù prima piano e poi velocemente, mentre i miei seni erano imprigionati nella sua bocca. Li mordeva, li succhiava, mi faceva impazzire dal desiderio.
Mi staccai e maliziosamente gli dissi: “Voglio provare dietro!”, non poteva credere alle sue orecchie, io che un cazzo in culo non l’avevo mai preso, adesso mi offrivo spontaneamente a lui.
Ero eccitatissima, ma avevo ancora un pò di timore.
Mi misi a pecorina, allargando bene bene le cosce. Lui prese una buona quantità di gel lubrificante e cominciò a spalmarlo sul mio buchino, provocandomi una deliziosa sensazione di freschezza. Il momento era arrivato, sentii la punta della cappella che si introduceva lentamente in me.
Mi rilassai completamente e mi godetti la mia prima volta dietro.
Sentii un leggero dolore, e poi solo qualcosa che entrava dentro di me e cominciava a muoversi. Il dolore si trasformò in piacere, non faceva male anzi, mi piaceva moltissimo, e i suo ansimi mi eccitavano ancora di più, poi si fermò e mi sussurrò all’orecchio: “Sei sicura che io sia il primo?” “Sì, sei il primo” gemetti io in preda ad un'eccitazione pazzesca. Le sue spinte si fecero sempre più lunghe e potenti e alla fine venne dentro il mio culo ansimando e tenendomi per i fianchi.
Poi piano si staccò da me, che ansimavo ancora per la foga e per i colpi ricevuti.
Mi accasciai sul divano e cominciai lentamente a riprendere fiato. Aveva un'aria veramente soddisfatta, ma il suo obiettivo adesso era farmi venire come un fiume in piena.
Senza lasciarmi il tempo di recuperare, mi aprì le gambe e inziò a leccarmi la passerina, mentre un vibratore si faceva strada dentro di me.
Ero bagnatissima e lui ne approfittava per spingermelo sempre più dentro, fino a quando non cominciai a tremare, mi stavo rapidamente avvicinando all’orgasmo.
Lui imperterrito mi stimolava il clito e contemporaneamente mi penetrava, era una sensazione paradisiaca. Venni gemendo e urlando con le lacrime agli occhi dal piacere che saliva e saliva. Non capivo più niente, avevo solo voglia di godere come non avevo mai fatto in vita mia.
Mi lasciò il tempo di riprendermi, poi ci vestimmo lentamente e ci avviammo verso l’auto.
Un pomeriggio fantastico e indimenticabile!
Ah, io ho 22 anni
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Lui 53



Dedicata a L.