|
|
|
Prima visione
|
|
|
Titolo:
Prima visione |
Autore:
Crissi |
Contatto:
|
Racconto
n° 2441 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Arriviamo al multisala con circa mezz’ora di anticipo, acquistiamo i biglietti e prendiamo un caffé. È una bella serata, non troppo fredda, usciamo dall’edificio per fare due passi e parlare un po’. Mi piacciono le nostre lunghe chiacchierate, sono il sintomo del nostro buonumore. Fiumi di parole che si sovrappongono, decine di argomenti che si accavallano, ci sembra di non avere tempo a sufficienza per dire tutto. Parliamo di noi, del nostro progetto, della fattibilità delle nostre idee, di dove ci stanno portando. È un argomento frequente ultimamente, lo stiamo coltivando insieme, poco alla volta, per coglierne tutte le sfaccettature, per arrivare preparati all’appuntamento, per essere sicuri che non ce ne pentiremo. Guardo l’ora, si sta facendo tardi è meglio entrare prima che inizi il film. Ci sediamo ai nostri posti, levo il giubbino e lo appoggio sulle gambe. Con la tua mano cerchi la mia, un contatto nella penombra per dirmi che ci sei. Le luci si spengono, le immagini iniziano a susseguirsi sullo schermo mentre gioco con la tua mano, sovrappongo i miei polpastrelli ai tuoi, le mie dita fredde intrecciate alle tue, un tocco leggero, poi più pesante. Palmo contro palmo ci accarezziamo leggermente, sono movimenti impercettibili, solo dei piccoli giochi… finché il tuo dito medio si piega e con l’unghia disegni un piccolo segno nel palmo della mia mano, leggero, impercettibile. Mi fermo, caldo alla nuca, trattengo il respiro, ripeti il movimento per assicurarti che io l’abbia percepito. Vuoi dirmi che ti stai eccitando, che questo gioco ti ha stimolato la fantasia… che in questo momento mi faresti di tutto… e lo hai detto, con quel semplice gesto mi hai resa partecipe del tuo desiderio. Distendi nuovamente le dita, io faccio lo stesso. Allontano lentamente la mia mano, piego il medio tracciando sul tuo palmo lo stesso segno. Ci sto! Ti volti, mi guardi, sorridi. Uno sguardo complice. Intreccio le mie dita alle tue e stringendoti la mano la trascino sotto al giubbino e la appoggio sulla mia coscia. Premi con forza sulla mia gamba, ti avvicini all’incavo dell’inguine e con il mignolo ti insinui nelle pieghe del jeans. Mi sento umida e accaldata in mezzo alle gambe, vorrei prendere la tua mano con forza e portarti a slacciarmi i pantaloni, tu non lo fai, lo desideri quanto me, ma forse hai paura che io possa fermarti o che qualcuno possa accorgersi del nostro gioco. Mi sposto un po’ sulla poltrona, alzo leggermente il bacino, per avvicinare il mio sesso alla tua mano e farti chiaramente capire che desidero essere toccata. Ti avvicini alla cerniera dei miei jeans e ti stupisci nel notare che è già aperta… non resistevo più. Infili la mano nell’apertura dei pantaloni e mi afferri il pube, le tue dita si bagnano dei miei umori che hanno ormai inondato completamente il perizoma. Scoprire che sono così eccitata ti stimola ancora di più, ma dal tuo sguardo capisco che vuoi farmi soffrire. Muovi lentamente le dita che si insinuano tra le grandi labbra. Muovo il bacino per cercare di aumentare la pressione, scosti un po’ la mano, ti allontani, vuoi far crescere ancora un po’ il mio desiderio. Ti cerco spostandomi sulla poltrona, fai pressione con il braccio per farmi capire che devo stare ferma. Con l’indice scosti il perizoma e ti insinui nella mia fessura. Il tuo polpastrello incontra il mio clitoride, ma passa oltre con una leggera pressione. Prosegue la sua strada e raggiunge l’entrata della vagina. Ti muovi leggermente, tasti ogni porzione della mia carne, ne saggi la morbidezza delicatamente poi, vedendo l’espressione del mio viso, l’impazienza e il desiderio nel mio sguardo, affondi prima il medio poi l’anulare. Mi mordo il labbro inferiore a trattenere un gemito e chiudo gli occhi. Inizi a muovere magistralmente le tue dita dentro di me, affondi, esci lentamente, la percorri a ritroso, vieni a stimolare nuovamente il clitoride, con una lieve pressione lo stringi tra pollice e indice e osservi le mie reazioni. Poi scendi nuovamente, scivolo un po’ sulla poltrona per lasciarti la possibilità di massaggiarmi ancora di più. Con il palmo della mano sei appoggiato alla mia figa completamente dischiusa e con un dito mi stai solleticando quella piccola porzione di pelle tra le due fessure. Mi solletichi con maggior vigore per far aumentare il mio desiderio e poi ti insinui lentamente fra le mie natiche. I miei umori hanno ormai inondato anche quella cavità, le tue dita scorrono facilmente, non resisto più, con la mano cerco la tua gamba, sento il pantalone teso per la tua erezione, afferro il tuo membro e lo stringo forte fra le dita per farti capire che sono quasi all’apice. Infili contemporaneamente le dita in entrambe i fori mentre con il palmo fai pressione sul clitoride. A questo punto è sufficiente un movimento impercettibile, lo assecondo con il bacino muovendomi lenta sulla poltrona. Ti muovi velocemente finché non mi vedi reclinare la testa all’indietro e serrare gli occhi. Senti la tua mano inondata del mio godimento, i muscoli stringersi attorno alle tue dita, le mie cosce intrappolarti la mano. Apro gli occhi ti guardo in estasi, mi sorridi, ti avvicini, mi sfiori la guancia con le labbra e sussurri: -Sei bellissima quando godi!- Ti sfilo la mano dal jeans e la porto alla bocca, voglio sentire l’odore delle tue dita, assaggiarne il gusto, ringraziarti per il piacere che mi hai donato e farti sapere che più tardi mi occuperò io di te.
|
|
|
|