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Senza lacci
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Titolo:
Senza lacci |
Autore:
Enzoepaola |
Contatto:
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Racconto
n° 2459 |
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L’estate scorsa Claudia andò in vacanza in Sicilia. Insegnava a scuola da quasi quindici anni e, come ormai accadeva da tempo, terminati gli esami di maturità avrebbe avuto a disposizione quasi due mesi di vacanza. Volle regalarsi il calore di tre settimane nella casa di famiglia: una delle tante costruzioni bianche, in tufo, situata sulla spiaggia a pochi metri dal mare. Non era la prima volta che, ad agosto, passava alcuni giorni in quella casa. Ma non accadeva spesso e nemmeno tutti gli anni. La distanza da casa, oltre millecinquecento chilometri, le impedivano di approfittare appieno di quella proprietà. Certo le sarebbe piaciuto che quel profumo di mare, quei colori caldi e quel vento secco fossero una piacevole abitudine, ma così non era. Questa vacanza siciliana, proprio questa, sarebbe però stata diversa. Unica. Irripetibile. Conturbante e sconvolgente. Non perché avesse programmato chissà cosa. Non c’è molto da fare, il paese è piccolo ed è semplicemente il posto ideale per un periodo di vero riposo, per godere di un caldo rigenerante e per tornare a casa con una magnifica abbronzatura. Casa e spiaggia, tutto qua... Sarebbe stata una vacanza diversa perché, in maniera improvvisa, inaspettata quasi violenta, la passione e la lussuria l’avrebbero sommersa, travolta, trasportandola e sbattendola in un mare di sensazioni forti e sconvolgenti. Facendole superare d’un balzo limiti e inibizioni di una vita.
15 AGOSTO
Sono molti i parenti che d’estate sfruttano queste casette, le cui finestre sono sature dell’azzurro di un mare quasi africano. Zii e zie. Mogli e mariti, fidanzati e fidanzate di cugini e cugine. Ci si conosce, si sta insieme, ci si aiuta. Così il 14 di agosto, quando Claudia arrivò all’aeroporto di Punta Raisi, trovò ad attenderla Stefano, il figlio ventenne di sua cugina Enrica, ed un suo amico e compagno di studi, Guido. I ragazzi dovevano preparare un esame universitario e così avevano organizzato insieme questa vacanza studio. Furono entrambi, seppur con una certa timidezza, gentili e premurosi. Le caricarono i pesanti bagagli sull’auto e Stefano le aprì persino la portiera per farla accomodare. Il viaggio durò poco più di un’ora e fu piacevole. Conversarono e scherzarono per tutto il tempo, complice l’aria di vacanza che si respirava. Stefano era un tipo atletico, molto piacente ed estroverso. Guido, piuttosto interessante, era invece più timido ed introverso, o meglio, riservato.
Claudia portava i suoi 39 anni in modo decisamente giovanile. La vita sottile, il seno ancora piuttosto sodo, il bel culetto e la pelle morbida e curata la facevano percepire semplicemente come donna vera, femminile e molto sensuale. Quel giorno, per il viaggio, indossò un vestitino bianco di lino, pratico, comodo e leggero. Il caldo sole siciliano, del resto, imponeva un abbigliamento che consentisse alla sua meravigliosa pelle ed al suo corpo di respirare.
Arrivata a casa, sistemò i bagagli prendendo possesso di quelle stanze sempre fresche che profumavano d’estate e di fiori. Un po’ stanca per il viaggio, a tarda sera si accomodò sulla vecchia sedia a dondolo sotto il pergolato, osservando quelle piccole luci in lontananza sul mare. Mare che, con il suo quieto, incessante rumore di piccole onde, la faceva sentire serena e rilassata. Sul tavolo in legno della casa accanto, scorse Guido che stava studiando alla luce di una piccola lampadina. Nacque una breve conversazione a distanza, sugli esami, sullo studio e sull’università. Conversazione che fu interrotta delicatamente dal rumore della caffettiera sul fuoco, che Guido aveva preparato pochi minuti prima. Gentilmente gliene offrì una tazza. Il ragazzo preparò accuratamente un piccolo vassoio con la caffettiera, le tazze e lo zucchero. Fu poi cosi premuroso da scavalcare la piccola staccionata, che separava i due pergolati, e raggiungere Claudia, porgendole la tazzina. Si sedette su un basso muretto, proprio di fronte alla donna e, sorseggiando il caffè, i due iniziarono una lunga e piacevole chiacchierata. Claudia fu certa da subito di piacergli molto. Se lo sentiva. Quel modo di guardarla, di osservare la scollatura, di parlarle, quella timidezza... Si, doveva decisamente piacergli molto. Mentre continuava a parlare si sentiva orgogliosa, soddisfatta e in un certo senso persino stuzzicata dal fatto di poter piacere ad un ragazzo giovane e bello. Chissà, si ritrovò a pensare, se mentre parliamo si sta facendo fantasie su di me, su una donna molto più grande di lui. Chissà se si ecciterà pensando a me. Questa notte, domani, si toccherà fantasticando con il mio corpo? Si sorprese per questi pensieri ma contemporaneamente sentì crescere come una piccola fiamma la propria eccitazione. La sua mente, il suo corpo, la sua anima cominciarono a volare libere, senza lacci... Quasi senza rendersene conto, con naturalezza e delicatezza fece scivolare le mani lentamente sulle cosce, appena all’interno, sfiorandole e accarezzandole quasi con noncuranza, ma socchiudendole di un soffio. Sentì e vide Guido interrompere la conversazione per un brevissimo ma eloquente istante. Fu divertita ed eccitata, ancor più chiaramente, dalla sua reazione. Interpretando un ruolo non sadico, ma decisamente dominante, e dando un seguito a quel piccolo ma malizioso gioco appena iniziato, dopo qualche istante si alzò ed andò a sedersi sul muretto, accanto a lui. La conversazione continuò sciolta e divertente mentre Claudia, con finta naturalezza, ogni tanto sfiorava la mano di Guido o appoggiava la propria sulla sua gamba. Ogni volta percepiva le vibrazioni del corpo del ragazzo, chiara conseguenza di quei fugaci contatti.
All’improvviso si alzò un vento impetuoso che iniziò a muovere rumorosamente qualche persiana. Era lo Scirocco. Vento caldo che strapazzava le foglie della vite, che avvolgeva Claudia e Guido, sollevava loro i capelli. Temendo il sopraggiungere di un temporale estivo, i due entrarono in casa per accostare le persiane e chiudere tutte le finestre. Prima nell’ingresso, poi in cucina, in camera da letto, nel bagno ed infine nel soggiorno. A quest’ultima pensò Guido perché, avendo la maniglia rotta, richiedeva una certa forza. Dovette insistere così tanto che si fece male al palmo della mano. Si voltò improvvisamente, con un piccolo lamento, e trovò inaspettatamente di fronte a se Claudia che, senza parlare gli afferrò la mano dolente e la portò alla bocca, baciandola sensualmente. Quella stessa mano, dopo pochi istanti, fu accompagnata sul seno. I capezzoli, visibilmente eretti, quasi sembrava urlassero l’eccitazione, il desiderio di Claudia. Claudia che non esitò un attimo, gli tolse la maglietta e gli slacciò cintura e pantaloni, lasciandolo in boxer. Rimirò l’evidente eccitazione di lui, figlia del suo fisico, spavaldo approccio. Gli accarezzò il ventre, il petto, i fianchi apprezzando la gioventù di quella pelle. Guido restò immobilizzato dall’eccitazione, ma Claudia forte della sua esperienza e consapevole della sensibilità acquisita negli anni lo condusse ad abbandonarsi sul divano con lei. Seduti accanto, percepivano l’un l’altro il calore dei corpi seminudi. Con uno sguardo ed un cenno Claudia invitò Guido a sfilarle il vestito ed a toglierle le mutandine. Il suo corpo era bellissimo e femminile. L’eccitazione per quello che stava accadendo, che lei stava facendo, l’imbarazzo del giovane ragazzo, suscitavano un groviglio di emozioni fortissime che la attraversavano quasi con violenza nel corpo e nella mente. - Toccami... - gli disse con tono gentile ma deciso afferrandogli la mano e appoggiandola con bramosia sul sesso. Sussultò per l’improvviso primo contatto. Lui sembrò quasi afferrarla, avvolgerla con l’intera mano. Era così morbida, bagnata, dischiusa che quasi senza accorgersene il dito medio sprofondò tra le grandi labbra. Percorse appena quello spazio caldo e poi entrò senza alcuna difficoltà e con malcelata fretta dentro di lei, entrando e uscendo con la fame del vederla godere. Claudia sentiva la propria ubriacante eccitazione quasi colare tra le cosce. Improvvisamente il desiderio di un orgasmo si trasformò in necessità, quasi fisica, per dare sfogo a tanta lussuria. Allontanò la mano di Guido, portandosela alla bocca per leccare con malizia quelle dita madide del suo sapore di donna. Con le gambe, piano, lo spinse dalla parte opposta del divano, esattamente di fronte a lei. Chiuse gli occhi, bagnandosi di calda saliva le dita. La mano pastrocchiò brevemente le grandi labbra prima di prendersi cura della clitoride. L’altra mano intanto giocava con il seno, quasi a rendere quel piacere ancora più completo. Ma l’eccitazione era così grande, sconvolgente e incontrollabile che dopo pochissimo tempo non riuscì a trattenersi dall’urlare il proprio imminente godimento. Per il ragazzo era troppo. Sopraffatto dall’eccitazione per la situazione, dalla visione più erotica che i suoi occhi avessero mai vissuto, si infilò tra le gambe di lei con il desiderio di prenderla, ma il semplice contatto tra il proprio membro, duro allo spasmo, e la pelle calda di lei proprio mentre godendo si inarcava, lo fecero esplodere immediatamente in un intensissimo orgasmo, che lo fece schizzare abbondantemente su tutta la pancia di lei.
Per quasi mezz’ora Claudia riposò. Persa in un torpore, tra lo sconvolgimento per ciò che stava facendo, ciò che stava accadendo e l’essere pervasa dall’eccitazione e dal piacere che provava il suo corpo. Ma il desiderio non era affatto appagato... Erano ancora abbracciati quando lei iniziò ad accarezzare, a toccare il pene di Guido. Senza perdere contatto Claudia si lasciò scivolare ai piedi del divano, quasi in ginocchio. Continuò a toccare con entrambe le mani il sesso del ragazzo, avvicinandosi poi delicatamente con le labbra. Iniziò a baciare lentamente la punta del membro ora piccolo e morbido. Continuò, avvolgendolo sempre di più con le labbra e con la lingua, sentendolo caldo nella bocca. Dopo pochi istanti di queste attenzioni Guido ebbe un’altra erezione. Sentire quel pene così turgido nella sua bocca, averlo avvolto di saliva tanto da farlo scorrere con piacere e facilità, sentire il ragazzo sempre più perso e ansimante, la inebriava fino a sconvolgerla dalla lussuria del sesso puro. Quando Guido le afferrò la testa e iniziò a spingerle con vigore, con colpi decisi il cazzo fino in fondo alla bocca, quasi ebbe un orgasmo. Iniziò anche lei a gemere, sentendosi nuovamente bagnata. Si accorse che il ragazzo stava per venire, sentendo il membro che iniziava a pulsare. Lei desiderava farlo venire nella sua bocca. Si fermò, per sentire tutte le sensazioni legate a quell’orgasmo. Vide il giovane inarcarsi. Ascoltò, il suo gemito di piacere. Sentì, nella bocca il calore del getto di sperma. Gustò il sapore di quel cazzo venuto nella sua gola. Il ragazzo era stravolto ed esausto e lei gli lasciò il tempo necessario a riprendersi, contemplando i loro corpi nudi e sensuali. Ma non fu un tempo molto lungo. Avevano goduto sì, ma non si erano ancora presi veramente. Lei moriva dalla voglia di sentirlo dentro di se, di sentire entrare quel membro così colmo di desiderio. Lo voleva nel suo ventre. E anche lui, ne era sicura, moriva dalla voglia di scoparla... Lo guardò negli occhi inumidendosi sensualmente le labbra, si sdraiò e spalancò le cosce accarezzandosele all’interno, invitandolo a possederla. Guido guardava Claudia nuda, a gambe aperte, che lo aspettava dentro di se e solo a quella vista l’erezione fu quasi immediata. Mentre il ragazzo si avvicinava, adagiandosi tra le sue gambe, lei lo guidava con sicurezza. Afferrò delicatamente il cazzo percependolo turgido e palpitante, appoggiandolo e facendolo scorrere tra le grandi labbra, inumidendolo con i suoi umori. Sprofondò con facilità riempiendola completamente. Lo sentiva scorrere con affondi profondi dentro di sé. La sensazione di essere presa, il piacere, il pensiero di scoparsi un ragazzo a cui lei diceva ed insegnava cosa fare... quasi la fecero venire all’istante. Chiuse le gambe e afferrò i fianchi di Guido stringendolo a sè e dentro di sè. Sentì che il ragazzo spingeva ed affondava con foga. Le piaceva guidare con le mani il suo bacino, per indirizzare quelle spinte così energiche che la sbattevano forte. Si sentiva infilare, percorrere, riempire dalla voglia del ragazzo. Sollevò il capo per vedere il sesso di Guido entrare ed uscire lucido e bagnato. Quando lui venne, godendo in modo quasi animale, Claudia si sentì travolta da un orgasmo intenso e devastante che la percorse dalla testa ai piedi lasciandola esausta. Rimasero sdraiati fianco a fianco, nudi. Era quasi l’alba quando Claudia tornò presente, realizzando quanto fosse necessario che Guido tornasse a casa propria per riposarsi e soprattutto perché nessuno si potesse accorgere dell’accaduto. Realizzò che il giorno dopo, il 17, Guido sarebbe ripartito e che probabilmente non l’avrebbe più rivisto. Fu assalita immediatamente da due pensieri e desideri contrastanti. Il primo di ovvio dispiacere per l’allontanamento, il secondo di stuzzicante piacere dato dalla consapevolezza che non rivedendolo più tutto si sarebbe limitato ad una folle esperienza sessuale. La stuzzicava l’idea di poter fare tutto ciò che la fantasia le suggeriva senza dover rendere conto ad alcuno, neanche a se stessa. Ma le rimaneva soltanto una notte... Spinta da quella consapevolezza si avvicinò all’orecchio di Guido e sussurrò senza pensarci troppo: - Domani notte farà molto caldo e io avrò molta sete. Avrò bisogno di qualcuno che appaghi il mio desiderio... -
16 AGOSTO
Si risvegliò tardissimo. Il suo primo pensiero fu naturalmente la folle notte appena trascorsa. Come aveva potuto lasciarsi andare in quel modo... Chi era quella donna che l’aveva sorpresa nell’io, comportandosi in quel modo, così, senza vergogna e spinta solo da una sconosciuta e inarrestabile pulsione sessuale? Sedurre e scoparsi così un ragazzino che aveva poco più della metà dei suoi anni. Non era certo da lei, eppure non provava alcuna vergogna o pentimento. Si alzò lentamente e fece una doccia rigenerante. Mentre l’acqua scorreva su tu tutto il corpo avvolgendola, con la mente tornò ai momenti più intensi si quella notte e, all’improvviso, rammentò la frase sussurrata all’orecchio di Guido prima di andarsene. Quella richiesta d’acqua così chiaramente e volutamente equivoca ed allusiva... Qualche dubbio l’assalì. Non sarebbe stato forse meglio lasciare quell’unica lussuriosa notte a se stessa? Avrebbe avuto, perfettamente sobria e non più rapita da quel prepotente desiderio sessuale, la capacità ed il coraggio di vivere un’altra notte di sesso senza limiti? E perché no? Restava solo una notte e non dovendo rendere conto a nessuno, perché avrebbe dovuto rinunciare ad abbandonare il proprio corpo a tanto travolgente piacere? Del resto l’aveva sempre turbata e segretamente eccitata quella fantasia di iniziare un ragazzino al piacere del sesso. Insaponandosi percorse con le mani ogni curva del corpo, che trovò straordinariamente erotico e femminile. Si eccitò al solo pensiero che proprio quel corpo aveva fatto godere tutta la notte un giovane ragazzo e che lei stessa aveva goduto intensamente come poche volte nella vita. Si rivestì con cura e con un sentimento di compiacimento verso se stessa. Durante tutta la giornata non incontrò Guido, che da tempo aveva programmato un escursione con un’agenzia del posto. Questa cosa rese l’attesa per quella notte lunga, ma ancor più carica di conturbante desiderio. Verso sera, quando dopo la giornata in spiaggia si preparò per la cena, si rese conto profondamente che quella notte che stava per arrivare sarebbe stata irripetibile, ancor più di quella appena passata. Si, perché l’avrebbe affrontata e vissuta in piena consapevolezza, liberamente e con determinazione. Avrebbe potuto essere una vera porca, senza sensi di colpa alcuno! Doveva solo pensare a godere e far godere... sesso e basta. Decise che avrebbe voluto due cose soltanto. Primo: che Guido realizzasse con lei la sua fantasia sessuale più forte, non importava quanto spinta fosse. Secondo: lei avrebbe realizzato appieno la propria e cioè di essere l’insegnante di sesso di un giovane ragazzo. Fu con questi pensieri ben chiari che verso le 23 salutò i presenti alla cena ed andò in casa, in camera. Si spogliò ed andò a letto. Era così che voleva farsi trovare dal ragazzo, completamente nuda, calda e vagamente coperta solo da un sensualissimo lenzuolo. Non chiuse occhio nella trepidazione, nell’attesa. Non passò molto tempo da quando, cessato ogni rumore – segno evidente che tutti erano a letto – la porta della camera si aprì lentamente e nella penombra Claudia distinse chiaramente la sagoma del ragazzo. Il solo avvicinarsi dei corpi la fece scatenare nuovamente. Non riuscì neppure ad attenderlo nel letto, si alzò e lo baciò voluttuosamente, quasi volesse divorarlo, senza sprecare un solo attimo di quell’ultima irripetibile notte. Gli infilò subito una mano nei pantaloni, dove l’accolse un membro già duro allo spasmo. Toccò tutto con foga, afferrando le palle con la mano e sentendo anche queste già dure e tese. Claudia chiese immediatamente, trascinando il ragazzo sul letto, curiosa e eroticamente desiderosa di appagare, di soddisfare il giovane ed inesperto Guido cosa più gli sarebbe piaciuto fare con una donna, cosa lo eccitava di più... Lui rispose con eccitazione mista a imbarazzo che gli sarebbe piaciuto scopare le sue tette. muoversi forte tra di loro... sbatterle e venire in mezzo a loro. Il sorriso e lo sguardo di Claudia furono la risposta più chiara ed eloquente a quel desiderio. Così Guido si tolse i pantaloni e salì a cavalcioni su di lei che, guidandolo con sicurezza, fece scivolare la turgida asta tra le belle tette. Poi, con una mano bagnata di saliva, lubrificò bene la meravigliosa conchetta formata dai seni che uniti, compressi, avevano avvolto completamente quel membro ormai durissimo. Così Guido iniziò a muoversi con la foga, quasi con la brutalità di chi sta realizzando il sogno erotico di una vita... Ma Claudia, con decisione, gli appoggiò una mano sull’addome obbligandolo a rallentare, a essere più morbido, armonioso nei movimenti. - Il piacere devi assaporarlo piano piano, godendoti ogni movimento, ogni sensazione - disse con voce sensuale ma sicura rivolgendosi al ragazzo. Tutto era carico di sesso, i due corpi si muovevano armoniosamente, i sospiri carichi di eccitazione si sovrapponevano l'un l’altro. Lei lo invitò a lasciarsi condurre, a chiudere gli occhi, ed a continuare a muoversi, a spingere. Guido eseguì senza esitare. Claudia si passò un dito sulla bocca, tra le labbra, e con la lingua lo riempì di saliva. Poi, con decisione, afferrò le natiche del ragazzo e aprendole poco gli appoggiò il dito sull’ano, iniziando a massaggiarlo e stuzzicarlo. Consapevole che lo avrebbe fatto godere in un modo che avrebbe ricordato tutta la vita. Così, bagnandosi nuovamente il dito, lo appoggio al caldo buchino e, lentamente entrò. Sentì prima stringere forte e poi, mentre il dito iniziava a muoversi lentamente, quel rilassarsi sintomo evidente del piacere del giovane ragazzo. Il tutto durò pochi istanti perché Guido, cadendo in avanti ebbe giusto il tempo di emettere un piccolo ma profondo gemito e schizzò tra le tette ed il collo di Claudia. Era letteralmente stravolto. Claudia lo lasciò prono sul letto, perso, ed andò a lavarsi. In quei momenti si chiese quale fosse la sua di fantasia, cosa volesse realizzare lei. Sapeva che l’avrebbe fatto, ma non si era chiesta chiaramente cosa. Si voltò e tornò in camera, dove fu colpita dal corpo "abbandonato" di Guido. Quel bel culetto tondo, in particolare, l’attrasse con forza. Dopo tanto calore, tante esplosioni di energia sentì il bisogno di bere qualcosa di fresco e rigenerante. Pensò immediatamente alla brocca di tè al limone, messa in frigo appena prima di cena. Nuda andò in cucina, aprì il frigo, prese la caraffa e, senza accendere la luce, tornò in camera per portare ristoro anche al suo giovane amante. Rimase sorpresa quando vide il letto vuoto. Dov’era finito? Guido comparve improvvisamente dietro di lei e, con inattesa sicurezza, le si avvicinò, l’afferrò e la spinse sul letto. - Te la voglio leccare - disse con inaspettata decisione, allargandole le ginocchia ed avvicinandosi con la bocca al suo sesso. Piacevolmente sorpresa da quell’iniziativa, gli mise le mani tra i capelli e, delicatamente, portò la testa tra le gambe, iniziando a farsi baciare l’inguine. Adorava farsi leccare... figuriamoci in quella situazione di consapevole trasgressione! La bocca di Guido, sfiorando la pelle morbida, si avvicinò alla vagina calda e grondante di Claudia. Poi, con decisione, appoggiò tutta la lingua sulle grandi labbra e diede un’unica leccata sino al clitoride. Claudia sussultò dal piacere e dall’eccitazione. La calda lingua di quel ragazzo così giovane le stava percorrendo, toccando e bagnando tutta la figa. Era semplicemente fantastico. La lussuria, l’eccitazione avevano preso il sopravvento su qualsiasi pensiero. Lui continuò a leccare quasi con bramosia, ad indugiare tra l’entrare con la lingua dentro di lei e stimolare la clitoride. Poi ogni tanto, quasi a non volersi perdere nulla, percorreva tutta la vulva. La donna fremeva, mugolava, quasi non riusciva a trattenere il proprio corpo che sembrava muoversi esclusivamente obbedendo agli stimoli dei proprio sesso: era letteralmente stravolta. Chiuse gli occhi sovrastata dal piacere. Si sentiva penetrata con la lingua. Così, quando con un’iniziativa inaspettata, il ragazzo con delicatezza iniziò a toccarle con un dito umido di saliva e dei suoi umori il buchetto del culo... Claudia apprezzò molto e perse ogni freno vagamente inibitorio. Si sentì sopraffare dall’orgasmo, da quel piacere puramente sessuale che coinvolgeva ogni muscolo, ogni centimetro quadrato di pelle e soprattutto ogni angolo della sua mente, anche l’anfratto più recondito. Venne quasi gridando il proprio piacere. Le tremavano le gambe, mentre il suo umidore le colava sulle cosce. Non ebbe quasi il tempo di tornare in sè che il ragazzo l’afferrò voltandola su se stessa. Si ritrovò in un istante prona con la faccia sulle lenzuola, le gambe piegate ed il culetto ben rivolto in alto. - Voglio scoparti il culo... ti prego - le disse il ragazzo. Claudia era eccitata da stare male, lo stomaco le si contraeva in spasmi emozionali fortissimi. La sua fantasia si stava realizzando senza nemmeno averla programmata. - Sii delicato... - disse mentre con le mani si divaricò un poco le natiche. - Inizia a scaldarlo con la lingua, piano, sommergendolo di saliva... - Il ragazzo iniziò a leccare lentamente, facendo colare un abbondante rivolo di saliva tra le morbide natiche. Il buchino di Claudia si contraeva e si rilassava ad ogni passaggio della lingua di Guido. Si vedeva che desiderava essere preso. Lo si capiva da come si schiudeva spontaneamente sotto i colpi decisi della lingua del ragazzo. - Ora entra piano con un dito - disse sempre più eccitata. Il ragazzo raccolse un po’ di saliva, appoggiò il dito e spinse delicatamente. Immediatamente il buchino si aprì senza alcuna resistenza, tanta era la voglia della donna di essere scopata proprio lì. Claudia cominciò a gemere tra eccitazione e piacere. Le dita ora erano diventate due. Entravano piano, con qualche resistenza in più, ma facendo percepire chiaramente come quel buchino non stesse aspettando altro che di essere riempito. A Claudia quasi girava la testa in un turbinio di emozioni. L’eccitazione le toglieva ogni brandello di ragione rimasta. Ma lei non desiderava essere ragionevole. Desiderava soltanto lasciarsi andare. Ora che tutto era bagnato, lubrificato e rilassato si sentiva finalmente pronta a farsi scopare il culo. Divaricò ancora un po’ le natiche e disse - Dai Guido, bagnalo bene e infilamelo dentro, nel culo, piano ma fino in fondo - Il ragazzo non vedeva l’ora. Cosparse di saliva e di umori la cappella rossa e tesa e la appoggiò a quel fantastico buchino spingendo molto delicatamente, quasi a chiedere il permesso. Lui si dilatò, accogliendolo senza alcuna remora. Claudia sentiva quel fallo duro che lentamente la apriva, spingeva, entrava. Si sentiva eccitata e posseduta, ma nello stesso tempo sentiva di essere lei a possedere in qualche modo il giovane ragazzo, che stava facendo esattamente ciò che lei desiderava. Si sentì riempire lentamente il culo, fino in fondo. L’aveva accolto tutto dentro di sè. Disse allora a Guido di afferrarla per i fianchi e di scoparla molto lentamente. Il ragazzo naturalmente eseguì le disposizioni della magnifica insegnante. Claudia sentiva quell’asta dura entrare ed uscire dentro di sé. Sentiva il suo buchino stringerlo quasi per non lasciarlo scappare. Non impiegò molto il ragazzo ad essere sopraffatto da un orgasmo incontrollabile. Venne con tutto il suo piacere dentro la donna, che sentì chiaramente il calore del getto di sperma. Ad ogni pulsazione di quella giovane verga Claudia godeva, finendo esanime e supina sul letto. Rimasero sdraiati ed esausti per quasi due ore, riprendendosi solamente nel momento in cui si resero conto che poco tempo mancava all’inizio di un nuovo giorno. La luce del sole li avrebbe separati probabilmente per sempre. Staccarono a fatica i loro corpi. Claudia salutò il ragazzo con un semplice e puro bacio. Fu il suo modo di ringraziarlo per quelle notti, per averle fatto provare emozioni irripetibili e sconvolgenti. Il suo sogno, la fantasia erotica più intima si era realizzata grazie a Guido e di questo le sarebbe stata per sempre grata. Era però consapevole che quelle folli notti avrebbero dovuto essere e sarebbero state uniche, che non avrebbero più avuto a ripetersi. Altre esperienze con Guido non avrebbero mai ripetuto le stesse incredibili emozioni di quella inaspettata "iniziazione". Con questo stato d’animo, sconvolto ma appagato, turbato nel profondo ma sereno, si addormentò sapendo di essere diventata da quel momento e per sempre una persona diversa.
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