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La prima volta
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Titolo:
La prima volta |
Autore:
Liberal |
Contatto:
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Racconto
n° 2492 |
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La prima volta che ho fatto l’amore è stato con Franca. Sognavo di avere una casa, un posto dove fare tutte le scoperte che il sesso richiede ad un pivello, invece, nulla di originale: il più frequente luogo dove baciarsi e conoscere il corpo dell’altro era la macchina. Franca era una ragazza molto dolce e comprensiva. Era una Gemellina, e insieme ci divertivamo molto. Tanti ricordi diversi. Ricordo intere serate abbracciati in macchina, stretti uno di fronte all’altra, nudi, come nell’immagine famosa di “Ultimo tango a Parigi” con il tempo bloccato come per magia. Le baciavo il collo, le mordicchiavo l’ansa sopra la clavicola cercando di strapparle gemiti. Volevo creare una mappa del piacere senza sapere che ogni donna ne ha una diversa. Ricordo che lei mi canticchiò “Are you ready for love” di Elton John per dirmi che aveva deciso di fare l’amore per la prima volta. Ricordo le difficoltà di comunicazione (vergogna? ipocrisia? paura? insicurezza?) legate al sesso. Ricordo di averla abbracciata sul divano (sì, qualche volta una casa si recuperava) e dopo infiniti preliminari di averle infilato la mano fra le gambe (dove? schiaccio? sfrego? con forza? lentamente? più veloce?). Dopo un po’ di maldestri toccamenti, quando stava per impazzire, incominciò a supplicare : - No, no, no… - Io mi bloccai temendo di farle male, e subito lei mi implorò di non smettere, di non fermarmi, e allora ricominciai fino a che lei, stravolta dal piacere, tornò ad urlare una negazione che non lo era e questa volta continuai, con il volto paonazzo dall’emozione. Ma poi lei incominciò a tremare tutta tra le mie braccia ed aveva la schiena sudata e i capelli incollati alla fronte bagnata, e poi chiuse gli occhi, e per un attimo non era più lì con me, sembrava in trance, aveva le mascelle serrate, credo avesse quasi perso coscienza, e incominciò a sussultare come se qualcuno l’avesse collegata ad elettrodi invisibili che la scuotevano in un modo violento e si contorceva mugolando e poi ancora due o tre spasmi più lunghi e infine il silenzio, con il ventre che ancora vibrava in modo sotterraneo ed inconsulto. E io ero lì, estasiato e un po’ spaventato, a immagazzinare questa sensazione assolutamente meravigliosa. Far venire una donna era la cosa più bella che mi fosse mai successa. E’ passato un sacco di tempo e non è cambiato niente. Grande, la vita.
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