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Fantasie di Jessica
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Titolo: Fantasie di Jessica
Autore: Liberal
Contatto:
Racconto n° 2496
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L’ho conosciuta tramite una messaggeria di internet. Lei si descrive carina senza lasciare una foto. Seleziono il suo messaggio perché annuso tra le righe la sua voglia di trasgredire. Le scrivo che amo questo, non sopporto assolutamente quell’altro, impazzisco per… ed il gioco è fatto: mi risponde, qualche scambio di messaggi ed ecco il numero di cellulare. Quattro chiacchiere al telefono e poi appuntamento.
Non l’ho mai vista, ma gli sguardi delle persone che si cercano non sbagliano: mi sorride da lontano. Mentre si avvicina ancheggia piano, e io le prendo le misure: dimostra 35 anni, e il suo vestito nero con i fiori dal generoso decollete fascia un corpo sodo e formoso con caviglie sottili. E’una ragazza carina, ma io sono un bastardo. Ed allora non posso non notare che i capelli biondo tinto contrastano con le sopracciglia nere. Adoro le bionde, ma una mora naturale è meglio di una mediterranea simil-bionda…
Di Jessica mi colpisce favorevolmente il bel modo di porgersi, la dizione senza accento e la proprietà nell’esprimersi. Chiacchieriamo un pò. Lei è una single. Libera, senza alcun vincolo. Ci rivediamo la settimana successiva, beviamo qualcosa e lei, dopo essere salita sulla mia (meravigliosa) macchina (è una 500 del 1965) non resiste al mio fascino magnetico: mi abbraccia, cerca le mie labbra (in questi casi si dice sempre tumide) e mi consente di palpeggiarla. Non l’avrei più vista per un mese: stava per andare in vacanza.
Ci rincontriamo a settembre. Usciamo e dopo aver abbracciato il mio corpo stupendo (se anche non fosse vero tu non lo saprai mai…) mi dice che in realtà è sposata ed ha un figlio, ma il suo matrimonio è finito, anzi, sta per separarsi, e quindi si considera una single a tutti gli effetti. Mi spiega anche che l’ultima volta che ci siamo incontrati non mi ha detto tutto questo perché non sapeva se ci saremmo più rivisti, ma a me non importava, vero? Non mi sembra una cosa molto corretta, ma soprassiedo e ci baciamo, travolti da una bella tempesta ormonale. Torno a casa, testa bassa e mani in tasca. Ho una relazione con una donna sposata ad un meridionale. Per la precisione un calabrese particolarmente geloso. Coraggioso, no?
La volta successiva ci incontriamo a casa mia. Preliminari, baci voraci, mani curiose ed ecco pronti a sfidare la legge della incompenetrabilità dei corpi. Jessica nei mesi successivi mi confessa che cerca di andare al sodo in fretta per non perdere troppo tempo con chi ti corteggia lungamente per poi offrirti “doti” inadeguate. Più esplicitamente: lei adora i cazzi grossi e se il suo partner non ha un minimo di dotazione si deprime.
Ma torniamo a noi: Jessy è sdraiata sul mio letto e si aspetta che le racconti per filo e per segno la storia dell’uomo che ha visto l’uomo, che ha visto il cane che ha visto l’osso. Non mi faccio pregare. L’accarezzo ed inizio a slacciare il reggiseno. Ma ecco il colpo di scena. Non appena sfilo il contenitore di primizie, nonostante la sola illuminazione della luna, mi rendo conto che Jessica ha un seno perfetto. E’ una terza abbondante con i capezzoli perennemente turgidi che segue perfettamente gli spostamenti del busto. “Troppo” perfetto per essere vero. Infatti Jessy è la prima donna che conosco biblicamente con le tette finte. E qui siamo sullo stesso piano delle false-bionde. Certo, se lo vivi come un problema fatti pur metter dentro i palloncini. Ma se mi vuoi tuo per sempre evita, che il bello della poppa è la sua deliziosa morbidezza.
Ed ora parliamo di sesso. Che dire di Jessica? E’ tecnicamente preparata (uso questo avverbio perché so che in queste faccende suona malissimo) e senza tabù, ma non ha trasporto. Avanti, chiudi gli occhi! Come posso entusiasmarmi solo per la tua disinibizione? Non è affatto originale. Io impazzisco per la predisposizione sincera, per la lussuria vera, per il pensiero vizioso macerato nella testa per tutti i giorni che precedono il nostro incontro. Di maiale n’è pieno il mondo. Credi sia originale?

Il corpo è tonico, senza un filo di grasso, un’ora al giorno di palestra. Ha un sedere sodo perfettamente disegnato e braccia tornite. E’ stata la donna più muscolosa che abbia mai frequentato. Lo ammetto: mi mette a disagio perché par di abbracciare un maschio (per me le donne sono morbide, dolci, accoglienti)...
I cazzoni. La fantasia sessuale di Jessica la trovi nei più biechi film porno: vuole essere circondata da due o tre grossi cazzi sull’attenti. Mi chiedo cosa la spinge a frequentarmi, visto che le mie misure non sono importanti e non ci sono molte cose che ci legano. E questo è il motivo per cui dopo qualche mese le dico che preferisco che non ci incontriamo più. E così è, anche se non vi pare. Ma dopo un paio di settimane la bambina consuma una vendetta molto femminile: mi annuncia che sta uscendo con Marco, un amico che aveva conosciuto mentre mi frequentava, e mi chiede se la cosa mi dispiace. Le rispondo che è libera di fare quello che preferisce e sono sincero. Lo stesso Marco prima di concupirla mi chiede per 17 volte se la cosa mi dà fastidio. Alcuni mesi più tardi, è lo stesso Marco a propormi di mettere in pratica i pensieri licenziosi della nostra comune amica. E mi passa la palla. Allora inizio a metterle la pulce nell’orecchio: conosci bene me, conosci bene Marco, entrambi sappiamo cosa ti piacerebbe fare, perché non provare con due amici fidati che ti rispettano? Mi crogliolo nel ruolo di tentatore. Impegno tutte le mie doti affabulatorie per portare la bambina al peccato (non è l’etica che lo definisce così, ma il grado di eccitazione che ti provoca). Hai una fantasia? Eccomi qua, l’uomo che unisce il dire al fare! E Jessica invece punta i (deliziosi) piedini: le fantasie debbono restare tali. Non ne vuole sapere. La donna (saggia) sa che è molto più dolce sciogliersi per dei pensieri che non metterli in pratica. Nel frattempo anche la relazione con Marco finisce. Questa è una fantasia che per Jessica (almeno per ora e con noi) resta tale…