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Scuola guida
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Titolo:
Scuola guida |
Autore:
Fragola |
Contatto:
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Racconto
n° 251 |
Altri
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Finalmente mercoledì era arrivato, e fra due ore l'avrebbe visto. Con il cuore in gola si preparò all'incontro con l'uomo che da ormai quattro mesi le toglieva il sonno. Quella sera voleva essere carina per lui, lui non la vedeva nemmeno, per lui era solo un numero, una delle tante allieve. Arrivava alla scuola guida per la lezione, la faceva accomodare al volante e le indicava che strada prendere, parlando del più e del meno e dandole consigli di guida. E intanto lei al suo fianco vibrava; vibrava per il suono della sua voce, per il profumo della sua pelle che percepiva cosi' vicino. Vibrava quando lo guardava negli occhi verdi e quando guardava quelle labbra che avrebbe voluto tanto assaggiare. Lui invece la ignorava, continuava a comportarsi come un perfetto istruttore, mai una parola od un gesto fuori luogo. Ed intanto la voglia di lui aumentava, ormai era diventata insopportabile. Arrivò davanti alla scuola guida, e lui era li ad attenderla, un sorriso, il solito languore che le faceva tremare gambe e voce e via, partiti. Quella sera la conversazione si fece un po' più intima, fino a creare un'atmosfera calda, un legame sottile. Con lui aveva una confidenza che non era mai riuscita a stabilire con nessun uomo. Sentiva che se si fossero incontrati altrove, forse sarebbe nato qualcosa. Ma lui non aveva mai fatto nessuna mossa. Ad un tratto lui le chiese di svoltare in un parcheggio buio e nascosto per esercitarsi con alcune manovre e trovarsi così isolata con lui, la eccitò moltissimo. Era talmente emozionata che non riusciva a concludere niente, perciò lui con dolcezza la invitò a fermarsi un attimo per riposarsi. Si guardarono negli occhi e lei si perse, arrossendo, in quei due laghi verdi. Quasi istintivamente socchiuse le labbra, attendendo un bacio che non arrivava. Una forza magnetica continuava a tenerli occhi negli occhi, nessuno aveva la forza di muoversi. Lo fece lui per primo prendendole una mano e cominciando ad accarezzarle il polso. "Lo sai che non dovremmo, sono il tuo istruttore e tu una mia allieva. Non voglio guai". Per tutta risposta lei si spostò in avanti e pose finalmente le sue labbra su quelle di lui. Con immensa gioia sentì che ricambiava il suo bacio, il tocco della sua lingua era dolce, lento, esasperante. Le accarezzava i capelli, dandole della pazza, ma intanto aveva già fatto scivolare le mani sotto la maglietta. Il bacio stava diventando più infuocato e lei gli si sedette sulle ginocchia, per stringersi a lui. Sentì contro di se il suo pene, duro come il marmo. Un calore mai provato prima la irradiò al centro della sua femminilità, mentre si spingeva contro di lui per sentirlo meglio. Lui spostò il sedile indietro e prese a slacciarle i pantaloni. Lei armeggiò con la sua cintura e la cerniera per liberare il più grosso pene che avesse mai visto. Era lungo, turgido ed era la chiara dimostrazione che anche lui la voleva. Si spostò ancora sul suo sedile, per chinarsi e prenderlo in bocca. Cominciò ad assaggiarlo lentamente, leccandolo e succhiandolo piano piano. Lui ansimava e la pregava di continuare. Cominciò a muovere la bocca su e giù, sempre con maggior foga, finchè lo sentì pulsare. Allora rialzò la testa, non voleva farlo venire, non ancora. Lui fece abbassare lo schienale del sedile e le fu sopra, finendo di spogliarla. La baciava con dolcezza e passione, mentre con la mano la accarezzava dove era più bagnata. Ben presto i suoi gemiti riempirono l'angusto abitacolo della macchina. Lo prese per le natiche e lo attirò a se, divaricando le gambe per permettergli di penetrarla. Fu bellissimo averlo dentro, perfetto. Si sentì riempita totalmente e soddisfatta come mai prima d'ora. Guardandosi negli occhi cominciarono a muoversi trovando la perfetta sincronia nei loro movimenti. Le spinte divennero sempre più convulse e ravvicinate, fino a portarli quasi contemporaneamente ad un orgasmo liberatorio, che li lasciò stremati ed abbracciati sul sedile. Lentamente lui si scostò, si rivestirono e ripresero la strada per l'autoscuola. Dopo tre giorni avrebbe avuto l'esame di pratica, ma era certa che si sarebbe fatta bocciare, per avere modo di fare ancora molte lezioni.
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