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L'urlo
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Titolo:
L'urlo |
Autore:
Heidelberg |
Contatto:
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Racconto
n° 2511 |
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Urlò. Sorpreso, scardinai il mio cazzo dal culo di Morena.
(Sentii l’urlo smorzarsi in un gemito che mi chiedeva di violarla di nuovo. Cominciai a montarla lentamente, tenendola per le spalle. Sentivo i suoi lunghi capelli biondi sui miei polsi. Aumentai il ritmo. Taceva. Le salivai nell’orecchio che la stavo inculando. Morena cominciò un gemito/lamento sempre più intenso, sempre più corporeo. Accesi la luce, perché volevo vedere il mio cazzo navigare attraverso il buco. Volevo vedere la sua carne bianca ondeggiare sotto i miei colpi. Volevo meglio intuire lo spasmo del volto. Morena la spense subito. Non aveva mai voluto far l’amore spogliata dalla luce. Mai. Il buio ferito da una fessura di luce la preparava al godimento. Mi restava la parola per accompagnare i colpi del mio cazzo. La parola e la carne. Sentivo il contraccolpo del suo culo di donna florida; stringevo i suoi seni sorprendentemente piccoli e sodi. Sentivo il suo odore gemere di piacere. Mi ritiravo e riaffondavo e Morena, che era diventata carne/anima, piangeva di piacere e mugolava di prenderla più forte, più forte, più forte. La cavalcai fino a costringerla a difendersi aggrappandosi alla spalliera in ferro battuto. Riuscii a non sborrare, a lasciare il culo. Con le dita ripresi a penetrarla, nel buco ormai dilatato. Le girai la testa e le baciai il cuore nella bocca. Un lungo bacio di carne. Poi, fu cagna di nuovo e con un solo colpo la inculai e mi svuotai. Il nostro urlo si spense lentamente come i nostri corpi)
In parentesi, vi ho raccontato ciò che è accaduto la seconda, la terza volta... Per la prima, l’urlo di Morena fu piacere tremendo e perfetto: nulla da aggiungere.
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