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Marco e Luigi
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Titolo: Marco e Luigi
Autore: Heidelberg
Contatto:
Racconto n° 2523
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Luigi era giovane e fragile come lo sono quelli nati per essere delicati. Gli occhi erano dolci; sorridevano per dare significato alle cose e alle persone.
Si erano conosciuti in sala di attesa quando Luigi si era offerto di cedere il suo turno a Marco. Marco non si era chiesto il motivo di quella gentilezza. Se avesse potuto osservarsi allo specchio, avrebbe scorto rughe d'ansia sul suo volto di trentenne abbronzato, abituato a produrre il sorriso come una gioiosa contrazione muscolare. Luigi aveva scrutato la vigorosa bellezza di Marco e l’aveva vista sfregiata da una sottilissima, ma ben evidente, crepa di paura.
Si riconobbero in farmacia. Marco era risorto, senza che mai si fosse accorto d’esser morto. Era entrato a far il pieno di inutili integratori. Le analisi erano state favorevoli. Il corpo di Maurice lo aveva risparmiato. Non sarebbe più passato sotto il ponte da dove Maurice si era buttato giù dopo aver telefonato e regalato la notizia del pericolo a tutti i suoi clienti.
Marco si scusò per non averlo ringraziato della gentilezza. Luigi trovo il coraggio di dirgli che aveva colto il suo nervosismo e che si era accorto dello scampato pericolo. Uscirono per un caffè.
Chi li vide insieme, vide insieme il fuoco e il ramoscello.

Luigi fece accomodare in salotto Marco e si assentò. Alta, sottile, elegante nel suo abito nero da sera, capelli lunghi neri, truccata come l’aristocrazia del cuore esigeva, Luigi tornò. Marco resto senza parole. Le tasche dei suoi jeans nascosero l’imbarazzo delle mani. Poi Luigi gli prese la destra e lo incantò guidandolo per le stanze della casa. Sopraffatto, Marco smise di sorprendersi dei quadri e dei libri. Si lasciò condurre.

Passarono la serata seduti, vicini, sul divano. Luigi prese un libro e cominciò a leggerlo. Lesse fino a quando la voce fu stanca; poi abbracciò Marco. Lo bacio dolcemente, solo sulle labbra. Lo spogliò. Dopo averlo lavato, lo cosparse di profumo, accarezzandolo. Marco era silenzioso. I suoi muscoli tesi e anche morbidi. Luigi gli baciò il sesso duro, grosso e lungo. Poi, entrò un domestico. Marco salutò Luigi. Il domestico bevve da Luigi e lo congedò.

Per molte volte, la lettura fu ripetuta e il rituale fu celebrato… fino a quando, una sera, Luigi terminò il libro. Marco era turbato. Luigi lo distese sul letto. Cominciò a baciarlo tutto. Lui completamente vestita e Marco nudo. Per la prima volta, Marco sentì di essere libero e il desiderio lo travolse. Luigi lo calmò. Si tolse il lungo abito, restando solo con le arabescate calze nere. Marco lo vide: bianca e levigata la pelle, rosse le labbra, belli gli occhi. Sì lasciò giocare. Luigi gli salì sopra e il sesso di Marco lo riempi tutto, allargando la carne fino a farlo gemere parole che riversò nella bocca di Marco.

Mentre Marco spegneva gli ultimi colpi in Luigi, il domestico entrò e li coprì con un grande velo nero, che divenne subito vela e poi sudario.