I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Lo sconosciuto
Biblioteca
Titolo: Lo sconosciuto
Autore: Berenice
Contatto:
Racconto n° 254
Altri racconti dello stesso Autore:
Non appena Sandro varcò la soglia del grande salone la vide.
Era sicuro che fosse Elisa anche se la poteva giudicare solo da una foto.
Ma sì, era proprio lei, non poteva sbagliarsi.
Impiegò qualche secondo per riaversi dalla sorpresa e riacquistata la lucidità necessaria valutò tutta la serie di coincidenze che li avevano portati a stare entrambi contemporaneamente sotto lo stesso tetto: il fatto che lui avesse deciso di partecipare alla convention solo su sollecitazione di un collega con il quale doveva parlar di affari (era fermamente sicuro di non voler aderire), il fatto che l'Ordine al quale apparteneva si fosse rivolto, fra decine di società che organizzano congressi, proprio a quella dove lavorava Elisa, al fatto che fra decine di hostess che sicuramente la società aveva fosse stata scelta anche lei, e non ultimo il fatto che fra tante città si fosse deciso di tenere la convention proprio a Roma.
Lei era al check in. Non lo aveva mai visto ma sapeva che lavoro faceva, conosceva il suo nome. Quante probabilità vi erano che lei avesse trovato il suo fra i partecipanti? Lo stava aspettando?
Lui non si sentiva pronto per un incontro. Era strano dopo tutta quella intimità virtuale creatasi fra loro, dopo tanti orgasmi intensi e travolgenti avuti con lei all'altro capo del telefono. La sentiva tuttavia una estranea e sentiva una certa agitazione. Che fare? Doveva pur registrarsi! Decise che lo avrebbe fatto quando Elisa si fosse allontanata.
Sandro continuò a fissarla affascinato, meravigliato, la persona conosciuta per caso grazie ad un numero composto male sul cellulare (avevano cominciato a sentirsi per continuare il gioco dell'equivoco), che seppur virtualmente concretizzava tutte le sue fantasie erotiche era lì davanti a lui. Lei si accorse del suo sguardo fisso e gli domandò con cortese professionalità se poteva essergli utile. Scosse la testa e si allontanò.

Restò a guardarla da lontano come muoveva il suo corpo, come sorrideva come usava le mani e subito pensò alla sua voce che gli descriveva come lei fosse sopra di lui muovendosi piano, adagio per non farlo venire subito ma fargli provare il calore del suo sesso. A come gli descriveva i suoi seni che si muovevano ritmicamente assieme al suo corpo a come la sua mano contemporaneamente stesse accarezzando i testicoli. Quante volte aveva immaginato di sentire il suo sapore, di succhiarle i capezzoli morbidi e affondare il viso fra i seni o sodomizzarla infilandole prima un dito, poi due poi spingendo piano il proprio sesso duro e pulsante fra le sue natiche con la mano che stimolava il clitoride.
L'aveva sentita gemere per telefono temendo all'inizio che stesse fingendo ma capendo poi che lei partecipata con tutto il suo essere a quei rapporti come se fossero realmente insieme. Lui desiderava ora, vedendola, sentire realmente il suo sapore e il suo calore, avrebbe voluto lo stesso anche lei?

Decise: si sistemò non lontano da Elisa sperando che avesse il cellulare con se, acceso e che rispondesse.
Compose il suo numero. Aveva evidentemente la vibrazione perché sembrò trasalire. Prese il cellulare e guardò il numero sul display. Lo guardò a lungo probabilmente indecisa se rispondere o meno. Dopo tutto erano settimane che non si sentivano. "Dai rispondi" la esortò poi lei disse qualche cosa alla sua collega e si allontanò con passo svelto venendo più vicino a lui.
"Sandro ."
"Sembri sorpresa .."
"Lo sono. Mi sembrava di essere stata chiara". Lui riusciva a vedere le espressioni del suo volto, mentre parlava .. una esperienza ancora mai fatta: guardarsi mentre si parlavano, accorgersi di quelle piccole rughe che si formano attorno agli occhi mentre si ride, mentre si corruga la fronte, le labbra che si stirano lentamente e si aprono in un sorriso lasciando scoperti i denti bianchi e perfetti .. "Si, lo sei stata .. ma .. c'è una cosa che vorrei dirti."
"Sandro, sto lavorando .."
"Sì, lo so .."
"Lo sai..?"
"Ascoltami prima. Non mi hai voluto dire perché hai interrotto il nostro .. gioco. Rispetto comunque la tua decisione ."
"Non mi sembra ."
"Lasciami finire! .. Scusa non volevo alzare la voce. Vedi, io ho continuato a pensare ai nostri amplessi sognando di affondare la mia lingua nella tua bocca schiudendo delicatamente le tue labbra per esplorarla, sognando di navigare sul tuo morbido corpo delicatamente, senza fretta con le mie mani che ti sfiorano e la mia bocca scorrere piano sulla tua pelle, sognando di giocare con la lingua con i tuoi capezzoli e vederti gemere stringendoli appena fra i miei denti ."
Mentre parlava la guardava e la vedeva pensierosa, attenta, concentrata, a volte tenendo gli occhi chiusi per qualche secondo .. immaginando, evocando ..
". sognando di aprirti delicatamente le cosce e perdermi nel buio del tuo sesso facendoti sentire il mio alito caldo mentre lecco le tue labbra schiuse e il tuo clitoride rosa e duro di desiderio, sognando di vederti sopra di me e guardarti negli occhi mentre ti siedi lentamente sul mio pene accogliendolo nel caldo e liquido anfratto del tuo sesso, sognando di non sentire altro che i nostri respiri, sognando di veder il tuo bacino muoversi per prenderti tutto il piacere che vuoi.." Si cominciò ad avvicinare arrivandole di fianco, continuando a parlarle piano, ormai era vicinissimo e lei poteva sicuramente sentire oltre alla sua voce dal telefono anche la sua dal vivo. Alzò infatti la testa incredula guardando avanti a sé, poi la girò verso di lui che ormai le era accanto e guardandosi fisso negli occhi continuava a parlarle. L'espressione di Elisa era un misto di estremo stupore, meraviglia, felicità e paura . Tenendo il telefono sempre vicino all'orecchio: "Così sei tu. Ti ho sempre immaginato diverso ."
"Ti ho deluso?"
"No, deluso no . solo ti immaginavo diverso"
"Tu invece sei come ti ho sempre avuta nella mia mente"
"Beh," disse sorridendo "non è stato un grande sforzo, tu avevi una mia foto .."
"Cosa che tu non mi hai mai chiesto."
"Non riusciamo proprio a parlarci senza un telefono di mezzo .." sorrise ironica Elisa chiudendo il cellulare. Anche Sandro sembrò tornare da molto lontano e chiuse il suo.
"Ti aspettavo, sai? Sapevo che eri fra i partecipanti: ero nervosa, non sapevo cosa tu avresti fatto, cosa io avrei fatto: ti rendi conto che ci conosciamo carnalmente senza in effetti esserci mai visti?"
"E per te questo era un problema?"
"No, non proprio, solo mi metteva a disagio .."
"E allora, dimmi, perché hai voluto non sentirmi più?"
Lei non staccava gli occhi dai suoi, quasi volesse sfidarlo
"Perché quando facevo l'amore, realmente intendo, con qualcuno, non eri mai tu. Loro non erano mai all'altezza, non mi toccavano o baciavano o accarezzavano come facevi tu. E non trovi che questo sia strano? In fondo tu non le hai mai fatte davvero queste cose, non hai mai fatto l'amore con me in modo tangibile. Io lo facevo con me stessa, con la tua voce, con le tue parole. Non ho mai sentito realmente il tuo sapore o il suo sesso dentro di me che spingeva forte o la tua lingua nella mia bocca. Tu non esisti, sei frutto della mia fantasia"
Lui la guardò senza capire "Sì, che esisto. Sono qui davanti a te e se solo tu volessi . oggi, stasera, anche subito!"
"No, rovineremmo tutto, non credi? Mi deluderesti come mi hanno deluso gli altri"
"Ma che dici? Ti dimostrerò che non è così. Ci sono sensazioni che le parole per quanto magistralmente pronunciate, non possono evocare e io voglio farti provare tutte queste sensazioni."
Elisa lo guardò intensamente, poi lentamente si girò per allontanarsi senza rispondergli, lasciandolo lì con la sua evidente erezione nei pantaloni, deluso, rassegnato.
Dopo qualche secondo arrivò un msg sul suo cellulare che aveva ancora in mano. Guardò distrattamente il mittente: era lei. Lesse con impazienza il testo. Alla fine un enigmatico timido mezzo sorriso increspò la sua bocca.