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Il nostro gioco
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Titolo:
Il nostro gioco |
Autore:
Crissi |
Contatto:
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Racconto
n° 2541 |
Altri
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- Io la butto lì, voi avete degli impegni per capodanno? - - I programmi si sprogrammano per le cose che piacciono... - Non ci posso credere, è un anno che abbiamo in testa questo “gioco”, ed ora nel giro di un mese eccoci prossimi alla sua realizzazione.
Io, giovane donna con poca esperienza, innamorata, fedele, da poco cosciente del proprio potenziale erotico, in cerca di conferme sulle proprie capacità.
Lui, uomo dall’aspetto raffinato, moro, occhi scuri, delicato e romantico. Pieno di attenzioni e gentilezze, sorridente e ricco di vita.
Lei, artista malinconica dal sorriso brillante e gli occhi tristi. Bellissima, dalle pelle morbida e sensuale, dal piglio deciso e sfrontato.
L’altro, uomo sicuro di sè, amante dei piaceri della vita, dai gusti forti e dai modi decisi. Fisico imponente, labbra dolci.
Organizziamo una cena semplice e raffinata, un incontro di conoscenza ed intesa. Il feeling telematico è stato da subito intenso e ricco, ora metteremo alla prova quello reale, quello dei sensi, fatto di odori, sapori, respiri, sguardi, vibrazioni, percezioni, sussulti, emozioni, agitazione, paura, insicurezza, trasgressione. Appuntamento ore 18:00 a casa nostra, arrivano puntuali, gli ingredienti per la cena sono tutti pronti, ma si pensava di cucinare insieme. Presentazioni di rito, sguardi per percepire la sintonia, anche il primo ostacolo è superato.
Io, un po’ agitata alla bocca dello stomaco, ma la complicità con lei è immediata, che strana la vita, come certe cose si percepiscano con poche parole nonostante i chilometri di distanza… e lei ed io ci siamo capite, non so come, ma sento che è così.
Lui, un po’ nervoso ed eccitato. Incuriosito dal livello di confidenza che si sarebbe potuto creare. All’arrivo dei nostri ospiti immediatamente certo della buona riuscita della serata, qualsiasi cosa fosse successa.
Una visita alla casa, poi ci si mette ai fornelli. Chiacchiere per conoscersi meglio, un buon bicchiere di vino per scaldare l’atmosfera e come sottofondo un po’ di musica. Cucinare insieme è stato un buon modo per avviare la serata. Lui e lei giocavano a stuzzicarsi preparando le mousse, io e l’altro ci sfioravamo ed annusavamo nel comporre il contorno. Una scusa banale e le coppie si allontanano, un po’ di solitudine per testare l’intesa. Io e l’altro in camera a vedere un quadro, un bacio sul collo, la mano che cinge i fianchi con decisione, la lingua impertinente fra le mie labbra. Ci raggiungono anche loro, si baciano con foga, ci uniamo tutti e quattro in una sorta di abbraccio e scambio di attenzioni. Il ricordo è un po’ confuso, sento le mani dell’altro sul mio corpo, sul mio ventre, sul mio sesso, la sua eccitazione spingere nell’incavo delle mie natiche. Io bacio il collo di lei, le cingo la vita, le accarezzo le cosce quasi a sfiorarle il sesso. Incrocio le mani di lui, gli lascio spazio, cerco la sua bocca. Lei sul suo collo, le labbra del mio uomo per me, per ricordarci l’intesa, il nostro comune consenso. Siamo tutti molto eccitati, la situazione si fa calda, il desiderio è forte, poi in un attimo, una tacita intesa… non bruciamo le tappe, questo è l’antipasto, c’è ancora la cena e poi possiamo gustarci con calma i nostri lussuriosi desideri. Prepariamo la tavola, nel frattempo una bottiglia di vino bianco è già terminata, assaporiamo i cibi con calma, giochiamo ad imboccarci, tra una chiacchiera e l’altra. Parliamo del destino che ci ha fatti conoscere, del modo stranamente fluido in cui si sono magicamente combinati gli eventi, le coincidenze che ci hanno fatto incontrare, il livello di pazzia e incoscienza che ci ha fatto confidare, proporre ed organizzare questa trasgressione nuova per tutti. Parliamo un po’ di noi, delle nostre singole esperienze. La cena prosegue serena, giochi di sguardi si alternano a semplici battute di spirito, un buon mix di gioco, ironia, curiosità, eccitazione. È l’ora del caffé, lasciamo il dolce al dopo, lo assaporeremo giocando. Io e lei ci assentiamo, andiamo a vestire gli “abiti di scena”, indosseremo l’intimo che loro ci hanno regalato, sotto gli abiti che abbiamo scelto per farli impazzire e danzeremo per i nostri uomini, per farli fantasticare ed eccitare. Ci attendono seduti sul divano, luci soffuse, accendiamo la musica. Lei abito di raso rosso, lungo fino ai piedi, il fruscio della stoffa accompagna il suo ondeggiare. Io abito di raso nero, corto ed avvolgente, ci avviciniamo ed iniziamo la nostra danza fatta di movimenti sensuali e carezze eccitanti. Le ho detto: – Guidami, io ti seguirò in qualsiasi cosa…- ci siamo abbracciate con la complicità che solo due donne possono avere, ci piacciamo, sarà bellissimo. Balliamo, ci strusciamo, scopriamo porzioni di pelle calda, lei mi accarezza, mi fa ondeggiare, mi solleva l’abito, mi bacia il ventre. Io la cingo da dietro, le bacio il collo, le sollevo le braccia, le accarezzo i fianchi, mi guarda negli occhi – Andiamo… - Ci avviciniamo a loro, hanno lo sguardo eccitato e gli occhi pieni di desiderio, le loro mani ci afferrano con decisione e in un attimo è un vortice di lingue, carezze, abiti, baci appassionati, mani vogliose, bocche ingorde. Finalmente possiamo rendere concrete le mille parole spese nei giorni d’attesa. I messaggi scambiati prima dell’incontro erano ricchi di aspettative, ci siamo stuzzicati scambievolmente la fantasia per tenere teso il desiderio, per capire il coinvolgimento e saggiare l’intesa. Lo scambio di questi messaggi è stato un buon afrodisiaco, le aspettative non sono state disattese.
Lui con lei in caldi abbracci pieni di desiderio, in un attimo spogliata di ogni indumento. Lei a cercare il suo membro eccitato per gustarne il sapore – Ti piacerà, cara mia, io lo trovo delizioso! - L’altro su di me, mille attenzioni tutte rivolte al mio corpo, l’abito che vola, le scarpe, le calze, in un niente mi trovo sdraiata supina, i suoi occhi mi guardano dal basso, la sua lingua già gioca con il mio clitoride. Il respiro si fa più intenso, i gemiti si confondono, stringo forte le sue mani – Non ti fermare mai… - Un occhio al mio uomo, anche lui con il volto tra le cosce di lei, alza lo sguardo e mi osserva gemere per mezzo di un altro, lo cerco, voglio le sue labbra, voglio sentire il gusto di lei sulla sua bocca. Proseguiamo così con un’armonia inaspettata, uno scambio fluido di giochi, attenzioni, godimento. Voglio lui, voglio provare ciò che già conosco, voglio sapere cosa lei gli ha insegnato, voglio che si ricordi di me, che non si scordi il mio sapore, che li confonda entrambi. Voglio che lui goda per le nostre contemporanee attenzioni, voglio che i suoi desideri più intimi siano soddisfatti, voglio che la sua fantasia erotica sia appagata, voglio che si ricordi per sempre la sensazione delle nostre labbra contemporaneamente sul suo membro. E poi voglio ricordarmi gli occhi di lei, i suoi gemiti di piacere quando lui la penetra sollevandola in tutta la sua bellezza. Voglio l’espressione degli occhi sottili dell’altro nel momento della realizzazione della mia fantasia, la sensazione di avere dentro al mio corpo contemporaneamente i membri di due amanti appassionati a riempirmi le labbra ed il sesso. Voglio sentire ancora nelle mie orecchie il respiro di quest’uomo possente rotto dal piacere, voglio ricordare i graffi delle mie unghie sulla sua liscia pelle, i morsi dei miei denti sui segni del suo misterioso passato, la leggera scalfittura della sua scorza dura per farne uscire la dolcezza. Voglio ricordare il profumo di sesso misto al fumo e all’olio essenziale con cui abbiamo ricoperto a sei mani il corpo di lei, con un sensuale massaggio che mi ha fatto desiderare di sentirla ancora più vicina. Voglio ricordare la sensazione del mio corpo sul suo corpo, delle sue labbra sulle mie, delle nostre lingue che inaspettatamente si cercano. Mai e poi mai mi sarei aspettata di desiderarlo, mai e poi mai di realizzarlo.
Tutto questo lo voglio in un piccolo angolo della mia mente, lo voglio lì in segreto, custodito nel migliore dei modi, pronto per quando, in qualsiasi momento del giorno e della notte, chiudendo gli occhi penserò “non è stato solo sesso, altrimenti non sarebbe stato così eccitante”.
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